Il presente contributo, inserito nell'opera collettiva Acciones Populares. Contribuciones de Derecho Público y Privado Romano (Vol. II, Dykinson, Madrid, 2025), analizza l'etimologia e l'evoluzione storico-giuridica dei termini tributum, stipendium e vectigal nel contesto del diritto fiscale romano, seguendo la metodologia inaugurata da Antonio Fernández de Buján nella romanistica spagnola. Il lavoro prende le mosse dalla constatazione dell'importanza del lessico fiscale romano come strumento fondamentale per la comprensione dello ius fiscale e, più in generale, del diritto finanziario e tributario contemporaneo. In questo senso, si evidenzia la stretta correlazione esistente tra la terminologia fiscale romana e quella degli attuali ordinamenti giuridici, non solo nelle lingue latine ma anche in quelle germaniche e anglosassoni. Il nucleo del contributo è dedicato all'analisi dei tre principali termini fiscali romani. Il tributum, derivato dal verbo contribuere, designa la contribuzione proporzionale al patrimonio del soggetto passivo, con particolare riferimento al tributum soli, al tributum in capita e al tributum ex censu, nonché ad imposizioni affini quali l'Aurum negotiatorum, il Fiscus iudaicus e l'Annona. Il stipendium, etimologicamente legato a stips (moneda), presenta una doppia accezione: la soldada militare e l'imposizione diretta applicata a determinate province, evolvendo nel corso del tempo da contribuzione eccezionale a tributo regolare e annuale. Il vectigal, derivato da vehere (trasportare), identifica inizialmente le entrate legate all'ager publicus e alle attività commerciali, per assumere nel periodo imperiale il significato specifico di imposizione indiretta. In questa categoria si inscrivono il vectigal rotarium, la Centesima rerum venalium, la Vicesima libertatis, la Vicesima hereditatium e il Portorium, tra gli altri. L'analisi propone una classificazione innovativa basata sull'etimologia e sulla formazione lessicale dei termini, in consonanza con la tradizionale distinzione tra imposizione diretta e indiretta. Le conclusioni sottolineano la polisemia e la mutabilità d'uso di questi termini nel corso dell'esperienza giuridico-romana, la loro rilevanza come elementi strutturali dello ius fiscale, e la presenza trasversale di principi fiscali fondamentali quali il principio di legalità, di proporzionalità, di capacità economica e di equità, che anticipano istituti propri degli ordinamenti tributari moderni.
Etimología y evolución de los términos "tributum", "stipendium" y "vectigal" en el contexto del derecho fiscal romano / Rojas, Gloria. - (2025), pp. 989-1006. - MONOGRAFÍAS DE DERECHO ROMANO Y CULTURA CLÁSICA.
Etimología y evolución de los términos "tributum", "stipendium" y "vectigal" en el contexto del derecho fiscal romano
Gloria Rojas
2025
Abstract
Il presente contributo, inserito nell'opera collettiva Acciones Populares. Contribuciones de Derecho Público y Privado Romano (Vol. II, Dykinson, Madrid, 2025), analizza l'etimologia e l'evoluzione storico-giuridica dei termini tributum, stipendium e vectigal nel contesto del diritto fiscale romano, seguendo la metodologia inaugurata da Antonio Fernández de Buján nella romanistica spagnola. Il lavoro prende le mosse dalla constatazione dell'importanza del lessico fiscale romano come strumento fondamentale per la comprensione dello ius fiscale e, più in generale, del diritto finanziario e tributario contemporaneo. In questo senso, si evidenzia la stretta correlazione esistente tra la terminologia fiscale romana e quella degli attuali ordinamenti giuridici, non solo nelle lingue latine ma anche in quelle germaniche e anglosassoni. Il nucleo del contributo è dedicato all'analisi dei tre principali termini fiscali romani. Il tributum, derivato dal verbo contribuere, designa la contribuzione proporzionale al patrimonio del soggetto passivo, con particolare riferimento al tributum soli, al tributum in capita e al tributum ex censu, nonché ad imposizioni affini quali l'Aurum negotiatorum, il Fiscus iudaicus e l'Annona. Il stipendium, etimologicamente legato a stips (moneda), presenta una doppia accezione: la soldada militare e l'imposizione diretta applicata a determinate province, evolvendo nel corso del tempo da contribuzione eccezionale a tributo regolare e annuale. Il vectigal, derivato da vehere (trasportare), identifica inizialmente le entrate legate all'ager publicus e alle attività commerciali, per assumere nel periodo imperiale il significato specifico di imposizione indiretta. In questa categoria si inscrivono il vectigal rotarium, la Centesima rerum venalium, la Vicesima libertatis, la Vicesima hereditatium e il Portorium, tra gli altri. L'analisi propone una classificazione innovativa basata sull'etimologia e sulla formazione lessicale dei termini, in consonanza con la tradizionale distinzione tra imposizione diretta e indiretta. Le conclusioni sottolineano la polisemia e la mutabilità d'uso di questi termini nel corso dell'esperienza giuridico-romana, la loro rilevanza come elementi strutturali dello ius fiscale, e la presenza trasversale di principi fiscali fondamentali quali il principio di legalità, di proporzionalità, di capacità economica e di equità, che anticipano istituti propri degli ordinamenti tributari moderni.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


