Il presente contributo analizza l'Edictum De Pretiis Rerum Venalium di Diocleciano, promulgato nel 301 d.C., come strumento di politica finanziaria nell'ambito dello ius fiscale romano, seguendo la metodologia innovativa introdotta da Antonio Fernández de Buján, che ha consolidato il diritto fiscale romano come ramo autonomo della scienza giuridica. L'approccio adottato si fonda su una previa depurazione filologica delle fonti, cui segue l'applicazione del metodo dogmatico, con l'obiettivo di comprendere il diritto romano come prodotto storico dotato di piena autonomia scientifica e, al contempo, come strumento conoscitivo applicabile agli ordinamenti giuridici contemporanei. Il lavoro esamina, in primo luogo, il fenomeno inflazionistico romano, con particolare riferimento alla crisi economica del III secolo d.C., nel cui contesto si inserisce la promulgazione dell'Editto. Si analizza successivamente la struttura giuridica del testo in tre sezioni: il preambolo, che legittima l'intervento imperiale; i principi regolatori generali, che definiscono il sistema di fissazione dei prezzi massimi; e il listino dettagliato di beni, servizi e salari. L'analisi evidenzia come l'Editto configuri un intervento statale articolato e sistematico, caratterizzato da un rilevante intervencionismo fiscale e da un apparato sanzionatorio di notevole severità, che arriva a prevedere la pena capitale per i trasgressori. Le osservazioni conclusive sottolineano come l'Edictum rappresenti un esempio paradigmatico dell'utilizzo del diritto fiscale romano nella gestione di crisi economiche complesse, confermando la continuità storica dei problemi fiscali e la perdurante rilevanza dell'esperienza giuridica romana per la comprensione dei sistemi finanziari attuali.
Análisis del Edictum de Pretiis Rerum Venalium como instrumento de política financiera en el ius fiscale romano / Rojas, Gloria. - (2024), pp. 1569-1588. - CIENCIAS DE LA ANTIGÜEDAD.
Análisis del Edictum de Pretiis Rerum Venalium como instrumento de política financiera en el ius fiscale romano.
Gloria Rojas
2024
Abstract
Il presente contributo analizza l'Edictum De Pretiis Rerum Venalium di Diocleciano, promulgato nel 301 d.C., come strumento di politica finanziaria nell'ambito dello ius fiscale romano, seguendo la metodologia innovativa introdotta da Antonio Fernández de Buján, che ha consolidato il diritto fiscale romano come ramo autonomo della scienza giuridica. L'approccio adottato si fonda su una previa depurazione filologica delle fonti, cui segue l'applicazione del metodo dogmatico, con l'obiettivo di comprendere il diritto romano come prodotto storico dotato di piena autonomia scientifica e, al contempo, come strumento conoscitivo applicabile agli ordinamenti giuridici contemporanei. Il lavoro esamina, in primo luogo, il fenomeno inflazionistico romano, con particolare riferimento alla crisi economica del III secolo d.C., nel cui contesto si inserisce la promulgazione dell'Editto. Si analizza successivamente la struttura giuridica del testo in tre sezioni: il preambolo, che legittima l'intervento imperiale; i principi regolatori generali, che definiscono il sistema di fissazione dei prezzi massimi; e il listino dettagliato di beni, servizi e salari. L'analisi evidenzia come l'Editto configuri un intervento statale articolato e sistematico, caratterizzato da un rilevante intervencionismo fiscale e da un apparato sanzionatorio di notevole severità, che arriva a prevedere la pena capitale per i trasgressori. Le osservazioni conclusive sottolineano come l'Edictum rappresenti un esempio paradigmatico dell'utilizzo del diritto fiscale romano nella gestione di crisi economiche complesse, confermando la continuità storica dei problemi fiscali e la perdurante rilevanza dell'esperienza giuridica romana per la comprensione dei sistemi finanziari attuali.| File | Dimensione | Formato | |
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Note: Analisi dell'Edictum de Pretiis Rerum Venalium come strumento di politica finanziaria nello ius fiscale romano
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