Nell’ultimo decennio del XX secolo, l’europeizzazione dell’Italia ha rappresentato la sfida, e la grande scommessa, della classe dirigente del paese. O quanto meno di una sua componente significativa. Se quella sfida, e la scommessa che la accompagnava, abbiano avuto successo, non è intendimento di questo saggio discutere. La materia è controversa, come suggerisce l’acceso confronto su presente e futuro dell’Ue che la classe politica e l’opinione pubblica italiana mandano in scena da anni. Ci si domanderà, piuttosto, quali furono i ragionamenti e le motivazioni alla base della scelta di incorporare, nell’orizzonte ideale dell’unità politica dell’Europa, un nuovo sistema di regole e condizionalità esterne che implicava la sottrazione allo Stato nazionale di una rilevante quota di sovranità economica. Quali ideologie e culture di governo si siano mobilitate intorno al proposito di «europeizzare » lo Stato italiano e di riformare, per questa via, il sistema dei poteri pubblici nello snodo tra politica e sfera economica. Quali valutazioni furono espresse riguardo alle ricadute costituzionali degli impegni assunti in sede europea in materia di bilancio, stabilità monetaria e regole di mercato.
Europa, «fine della politica»? La tecnocrazia italiana e la costituzione economica europea / Guiso, Andrea. - (2026), pp. 213-271.
Europa, «fine della politica»? La tecnocrazia italiana e la costituzione economica europea
Andrea Guiso
2026
Abstract
Nell’ultimo decennio del XX secolo, l’europeizzazione dell’Italia ha rappresentato la sfida, e la grande scommessa, della classe dirigente del paese. O quanto meno di una sua componente significativa. Se quella sfida, e la scommessa che la accompagnava, abbiano avuto successo, non è intendimento di questo saggio discutere. La materia è controversa, come suggerisce l’acceso confronto su presente e futuro dell’Ue che la classe politica e l’opinione pubblica italiana mandano in scena da anni. Ci si domanderà, piuttosto, quali furono i ragionamenti e le motivazioni alla base della scelta di incorporare, nell’orizzonte ideale dell’unità politica dell’Europa, un nuovo sistema di regole e condizionalità esterne che implicava la sottrazione allo Stato nazionale di una rilevante quota di sovranità economica. Quali ideologie e culture di governo si siano mobilitate intorno al proposito di «europeizzare » lo Stato italiano e di riformare, per questa via, il sistema dei poteri pubblici nello snodo tra politica e sfera economica. Quali valutazioni furono espresse riguardo alle ricadute costituzionali degli impegni assunti in sede europea in materia di bilancio, stabilità monetaria e regole di mercato.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


