Il cosiddetto Concerto di Leonello Spada (Galleria Borghese, Roma) costituisce una delle testimonianze più affascinanti e al tempo stesso enigmatiche della pittura bolognese del primo Seicento. Per lungo tempo ascritto a Caravaggio e interpretato come semplice derivazione del naturalismo caravaggesco, il dipinto è invece un esempio tra i più vividi della pittura bolognese di inizio secolo. Un’analisi più attenta rivela infatti come l’opera si collochi al crocevia di molteplici istanze: la tradizione carraccesca, il gusto accademico per i concerti privati, le nuove forme musicali che si intrecciano con la più sofisticata cultura erudita felsinea. Questa indagine intende dunque proporre una rilettura del Concerto attraverso più livelli: la ricostruzione della storia collezionistica e della ricezione critica, l’analisi puntuale degli strumenti e dei dettagli iconografici, la datazione plausibile e infine l’identificazione di tre personaggi centrali: Ercole Bottrigari, figura chiave della cultura musicale bolognese ed emiliana tra Cinque e Seicento, il poeta Giulio Cesare Croce, e il pittore stesso, appassionato sperimentatore in bilico tra musica, poesia, filosofia, scienze naturali. Carlo Cesare Malvasia scriveva infatti di lui che era “d’un cervello così vivo, così brillante, così spiritoso, ch’ebbe pochi uguali a’ suoi tempi”.
Il Teatro della Musica di Leonello Spada / Morselli, Raffaella; Iseppi, Giulia. - (2026).
Il Teatro della Musica di Leonello Spada
Raffaella Morselli;Giulia Iseppi
2026
Abstract
Il cosiddetto Concerto di Leonello Spada (Galleria Borghese, Roma) costituisce una delle testimonianze più affascinanti e al tempo stesso enigmatiche della pittura bolognese del primo Seicento. Per lungo tempo ascritto a Caravaggio e interpretato come semplice derivazione del naturalismo caravaggesco, il dipinto è invece un esempio tra i più vividi della pittura bolognese di inizio secolo. Un’analisi più attenta rivela infatti come l’opera si collochi al crocevia di molteplici istanze: la tradizione carraccesca, il gusto accademico per i concerti privati, le nuove forme musicali che si intrecciano con la più sofisticata cultura erudita felsinea. Questa indagine intende dunque proporre una rilettura del Concerto attraverso più livelli: la ricostruzione della storia collezionistica e della ricezione critica, l’analisi puntuale degli strumenti e dei dettagli iconografici, la datazione plausibile e infine l’identificazione di tre personaggi centrali: Ercole Bottrigari, figura chiave della cultura musicale bolognese ed emiliana tra Cinque e Seicento, il poeta Giulio Cesare Croce, e il pittore stesso, appassionato sperimentatore in bilico tra musica, poesia, filosofia, scienze naturali. Carlo Cesare Malvasia scriveva infatti di lui che era “d’un cervello così vivo, così brillante, così spiritoso, ch’ebbe pochi uguali a’ suoi tempi”.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


