Abbiamo mostrato nei primi due volumi di questa trilogia moderna di come la storia della sociologia scientifica possa incorrere finalmente in una compiuta definizione sistematica mostrando il lato della sua perenne storia epistemologica, al riparo da modelli narrativi retroattivi che ne possano ritardare il compimento e che, in ultima analisi, possano mostrare il lato oscuro di un esercizio solo descrittivo il quale sembra dominare la scena della trita e ritrita storia del pensiero sociologico, mostrata ancora tra i contemporanei come unica sede di possibilità qualitative di scrivere compendi narrativi e biografici o manuali vari, di forgiare libri e collettanei, sintesi e antologie, raccolte e registri monografici spacciandoli sempre come storia scientifica. Il senso di questi tentativi mostrerebbe il compito degli studiosi di ripercorrere vicende lontano da quello di costruire, invece, una storia scientifica del materiale sotto esame, e cioè un flusso di identificazioni esplicative della stessa materia rintracciabili a livello logico-empirico soprattutto nei momenti conclamati di fondazione di un discorso. Ora, per fare questo, come si è potuto mostrare con estrema facilità, non necessariamente bisogna risalire al lavoro nascosto degli epistemologi, visto che anche alcuni tra i sociologi ‘classici’ hanno saputo già mostrare inconsapevolmente il compimento di tale percorso. La storia epistemologica da noi invocata ha un determinato senso di marcia, dato che possiamo intendere la logica come una configurazione di fatti e fenomeni non riconducibili strettamente alla deduzione matematica ma esprimibili in rapporto alle evidenze empiriche di un discorso scientifico spiegate in relazione a motivi che oltrepassano l’obiettivo di stabilire precetti indiscutibili nelle/delle conclusioni. La sociologia scientifica non insegue più verità di alcun genere e neppure pretende di rappresentare con i propri enunciati la realtà oggettiva, come qualcuno credeva tempo fa. Essa costituisce un approccio alle tante possibilità di esprimere la realtà empirica dei fatti soprattutto all’interno del proprio assetto metodologico.
Storia della sociologia scientifica. La storia epistemologica. Istruzioni per l'uso / Rinzivillo, Guglielmo. - (2026), pp. 1-272.
Storia della sociologia scientifica. La storia epistemologica. Istruzioni per l'uso
Guglielmo Rinzivillo
2026
Abstract
Abbiamo mostrato nei primi due volumi di questa trilogia moderna di come la storia della sociologia scientifica possa incorrere finalmente in una compiuta definizione sistematica mostrando il lato della sua perenne storia epistemologica, al riparo da modelli narrativi retroattivi che ne possano ritardare il compimento e che, in ultima analisi, possano mostrare il lato oscuro di un esercizio solo descrittivo il quale sembra dominare la scena della trita e ritrita storia del pensiero sociologico, mostrata ancora tra i contemporanei come unica sede di possibilità qualitative di scrivere compendi narrativi e biografici o manuali vari, di forgiare libri e collettanei, sintesi e antologie, raccolte e registri monografici spacciandoli sempre come storia scientifica. Il senso di questi tentativi mostrerebbe il compito degli studiosi di ripercorrere vicende lontano da quello di costruire, invece, una storia scientifica del materiale sotto esame, e cioè un flusso di identificazioni esplicative della stessa materia rintracciabili a livello logico-empirico soprattutto nei momenti conclamati di fondazione di un discorso. Ora, per fare questo, come si è potuto mostrare con estrema facilità, non necessariamente bisogna risalire al lavoro nascosto degli epistemologi, visto che anche alcuni tra i sociologi ‘classici’ hanno saputo già mostrare inconsapevolmente il compimento di tale percorso. La storia epistemologica da noi invocata ha un determinato senso di marcia, dato che possiamo intendere la logica come una configurazione di fatti e fenomeni non riconducibili strettamente alla deduzione matematica ma esprimibili in rapporto alle evidenze empiriche di un discorso scientifico spiegate in relazione a motivi che oltrepassano l’obiettivo di stabilire precetti indiscutibili nelle/delle conclusioni. La sociologia scientifica non insegue più verità di alcun genere e neppure pretende di rappresentare con i propri enunciati la realtà oggettiva, come qualcuno credeva tempo fa. Essa costituisce un approccio alle tante possibilità di esprimere la realtà empirica dei fatti soprattutto all’interno del proprio assetto metodologico.| File | Dimensione | Formato | |
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