PASSATO PROSSIMO... LA MOGLIE DI LOT NON SI È MOSSA. Nel 1978 il collettivo che risponde al nome Superstudio presenta alla Biennale di Architettura un’opera dal nome 'La moglie di Lot' e dal sottotitolo 'Utopia e crisi dell’Antinatura. Intenzioni architettoniche in Italia'. A distanza di quasi cinquant’anni il paradigma tematico proposto dai visionari fiorentini non sembra essere cambiato di una virgola e, se prima il problema poteva sembrare formale, oggi è sostanziale: l’antinatura non può più esistere. L’opera originale trae ispirazione da una antica leggenda biblica dove la protagonista si cristallizza in sale per aver agito senza coscienza, per aver violato un chiaro avvertimento; così come sta inequivocabilmente accadendo oggi. L’installazione proposta è una piramide di sale posta su una lastra di metallo – così come quella contenuta nel progetto di Superstudio – geometria arcaicamente simbolo della società occidentale; la sua forma richiama ingannevolmente al raggiungimento di una posizione nichilista di prevaricazione sull’altro, o ancor peggio sulla natura. Il Sale, primo e più essenziale prodotto del mare, è stato per migliaia di anni simbolo di ricchezza e strumento per dare valore al tempo delle persone. La sua forma è ambigua, instabile, a volte intangibile a volte solida, reagisce all’ambiente; fluida, granulosa o cristallizzata, ben rappresenta l’impossibilità dell’uomo di dominare sulla natura. Un tetraedro di sale, simbolo pitagorico della perfezione naturale del mondo, equilibrio tra gli elementi naturali, è destinato a svanire sotto l’inarrestabile azione degli agenti ambientali. L’acqua dilaverà i lati diminuendone proporzionalmente le dimensioni, l’umidità corromperà la perfezione dei suoi spigoli, l’azione dell’uomo non potrà nulla per salvare la sua purezza, così come purtroppo accade all’ambiente naturale, a causa alla crisi climatica in atto. L’installazione non è nulla di non già visto, ma per questo è significante, agisce in un campo semantico noto ai più, e permette di comunicare chiaramente come l’azione umana non possa nulla nel fermare la naturale dissoluzione del manufatto. Questo processo visibile permette di prendere coscienza che solo la negazione e la dissoluzione del sentimento antinaturale possono portare ad un cambiamento, non tecnologico ma culturale; solo l’azione quotidiana può rallentare la corruzione dell’ambiente già in atto. Prima che sia troppo tardi.
Passato Prossimo. La moglie di Lot non si è mossa / Ghio, Vittoria; Mellini, Matilde; Tosetto, Francesco. - (2025).
Passato Prossimo. La moglie di Lot non si è mossa
Vittoria GhioCo-primo
;Francesco TosettoCo-primo
2025
Abstract
PASSATO PROSSIMO... LA MOGLIE DI LOT NON SI È MOSSA. Nel 1978 il collettivo che risponde al nome Superstudio presenta alla Biennale di Architettura un’opera dal nome 'La moglie di Lot' e dal sottotitolo 'Utopia e crisi dell’Antinatura. Intenzioni architettoniche in Italia'. A distanza di quasi cinquant’anni il paradigma tematico proposto dai visionari fiorentini non sembra essere cambiato di una virgola e, se prima il problema poteva sembrare formale, oggi è sostanziale: l’antinatura non può più esistere. L’opera originale trae ispirazione da una antica leggenda biblica dove la protagonista si cristallizza in sale per aver agito senza coscienza, per aver violato un chiaro avvertimento; così come sta inequivocabilmente accadendo oggi. L’installazione proposta è una piramide di sale posta su una lastra di metallo – così come quella contenuta nel progetto di Superstudio – geometria arcaicamente simbolo della società occidentale; la sua forma richiama ingannevolmente al raggiungimento di una posizione nichilista di prevaricazione sull’altro, o ancor peggio sulla natura. Il Sale, primo e più essenziale prodotto del mare, è stato per migliaia di anni simbolo di ricchezza e strumento per dare valore al tempo delle persone. La sua forma è ambigua, instabile, a volte intangibile a volte solida, reagisce all’ambiente; fluida, granulosa o cristallizzata, ben rappresenta l’impossibilità dell’uomo di dominare sulla natura. Un tetraedro di sale, simbolo pitagorico della perfezione naturale del mondo, equilibrio tra gli elementi naturali, è destinato a svanire sotto l’inarrestabile azione degli agenti ambientali. L’acqua dilaverà i lati diminuendone proporzionalmente le dimensioni, l’umidità corromperà la perfezione dei suoi spigoli, l’azione dell’uomo non potrà nulla per salvare la sua purezza, così come purtroppo accade all’ambiente naturale, a causa alla crisi climatica in atto. L’installazione non è nulla di non già visto, ma per questo è significante, agisce in un campo semantico noto ai più, e permette di comunicare chiaramente come l’azione umana non possa nulla nel fermare la naturale dissoluzione del manufatto. Questo processo visibile permette di prendere coscienza che solo la negazione e la dissoluzione del sentimento antinaturale possono portare ad un cambiamento, non tecnologico ma culturale; solo l’azione quotidiana può rallentare la corruzione dell’ambiente già in atto. Prima che sia troppo tardi.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


