Se il volume assume come oggetto di indagine le specificità dell’abitazione paulista, la casa Piacentini Cirell (1958) di Lina Bo Bardi si impone come un caso emblematico nella costruzione di un autentico paesaggio interiore. In questo progetto, il rapporto tra natura e spazio costruito non si traduce in una semplice continuità visiva con l’esterno, ma si configura come una sua trasposizione astratta all’interno dell’abitazione: qui gli elementi naturali vengono rielaborati e riattivati entro una dimensione antropica, contribuendo ad animare lo spazio domestico. Il fulcro della casa è un vuoto a doppia altezza, strutturato attorno a dispositivi quali la scala, il camino e il solaio sospeso, che concorrono a definire un paesaggio domestico complesso e immersivo: un sistema autonomo e introverso, in cui la relazione con l’esterno non si affida allo sguardo. Luce, suoni, aria e variazioni climatiche coesistono in questo ambiente protetto, riprodotto come astrazione sensibile del paesaggio naturale. Il progetto rinuncia dunque a inquadrare l’esterno, privilegiando un’esperienza interna di natura fenomenica. L’abitazione si configura come un rifugio quasi sacrale, separato dalla rigogliosa vegetazione circostante attraverso un peristilio e una piattaforma sopraelevata. Al contempo, una logica spaziale dinamica - articolata in soglie, dislivelli e sequenze di percorrenza nella continuità dello spazio a doppia altezza, che sostituisce il patio, elemento ricorrente dell’abitazione brasiliana - conferisce all’interno una vitalità altrettanto intensa. In questa prospettiva, lo spazio emerge come autentico materiale di progetto: una “sostanza rarefatta” capace di generare un paesaggio domestico che, rielaborando qualità e dinamiche dello spazio esterno, ne riproduce condizioni e caratteri.
Paesaggio interiore / Nicolai, Lucia. - (2026), pp. 124-131.
Paesaggio interiore
Lucia Nicolai
2026
Abstract
Se il volume assume come oggetto di indagine le specificità dell’abitazione paulista, la casa Piacentini Cirell (1958) di Lina Bo Bardi si impone come un caso emblematico nella costruzione di un autentico paesaggio interiore. In questo progetto, il rapporto tra natura e spazio costruito non si traduce in una semplice continuità visiva con l’esterno, ma si configura come una sua trasposizione astratta all’interno dell’abitazione: qui gli elementi naturali vengono rielaborati e riattivati entro una dimensione antropica, contribuendo ad animare lo spazio domestico. Il fulcro della casa è un vuoto a doppia altezza, strutturato attorno a dispositivi quali la scala, il camino e il solaio sospeso, che concorrono a definire un paesaggio domestico complesso e immersivo: un sistema autonomo e introverso, in cui la relazione con l’esterno non si affida allo sguardo. Luce, suoni, aria e variazioni climatiche coesistono in questo ambiente protetto, riprodotto come astrazione sensibile del paesaggio naturale. Il progetto rinuncia dunque a inquadrare l’esterno, privilegiando un’esperienza interna di natura fenomenica. L’abitazione si configura come un rifugio quasi sacrale, separato dalla rigogliosa vegetazione circostante attraverso un peristilio e una piattaforma sopraelevata. Al contempo, una logica spaziale dinamica - articolata in soglie, dislivelli e sequenze di percorrenza nella continuità dello spazio a doppia altezza, che sostituisce il patio, elemento ricorrente dell’abitazione brasiliana - conferisce all’interno una vitalità altrettanto intensa. In questa prospettiva, lo spazio emerge come autentico materiale di progetto: una “sostanza rarefatta” capace di generare un paesaggio domestico che, rielaborando qualità e dinamiche dello spazio esterno, ne riproduce condizioni e caratteri.| File | Dimensione | Formato | |
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