Nei capitoli precedenti è stato analizzato quanto le diverse caratteristiche che sono alla base del potenziale agentico favoriscano l'assunzione di un ruolo proattivo e consapevole nella gestione del lavoro, del contesto lavorativo e del proprio sviluppo professionale. Proprio attraverso la capacità di riflettere su di sé, il riconoscimento delle proprie risorse e competenze, l’abilità di adattarsi e agire in modo costruttivo per trarre il massimo dalle opportunità presenti nell’ambiente circostante, la persona può esprimere il suo potenziale e al tempo stesso dare un contributo di maggiore pregio all’organizzazione. Per attivare questo circuito virtuoso, occorre per prima cosa intercettare tali caratteristiche in modo da poterle riconoscere, attivare nell’organizzazione ma anche potenziare attraverso percorsi di sviluppo mirati. Questo capitolo ha l’obiettivo di descrivere gli strumenti che possono consentire di cogliere le dimensioni del potenziale agentico: dai test self report, alle prove di assessment center sviluppate ad hoc, fino al colloquio, che è certamente lo strumento privilegiato per rilevare queste dimensioni in modo approfondito. Questi strumenti possono essere utilizzati all’interno di processi di valutazione del potenziale, di selezione e di sviluppo delle risorse umane e possono eventualmente andare ad integrarsi con la valutazione delle competenze com-portamentali. Rispetto al tipico assessment center, la rilevazione del potenziale agentico è certamente più complessa e sfidante, poiché è più complesso e più difficilmen-te osservabile l’oggetto da indagare. Adottare questo approccio richiede ai va-lutatori un radicale cambio di prospettiva nell’assessment center come nel col-loquio: dal focus sul comportamento molecolare che fornisce evidenze circa il possesso della competenza, occorre passare al focus sul pensiero che sostiene il comportamento stesso, come evidenza della risorsa o della capacità posseduta. In particolare, dunque, il capitolo esplora la rilevazione del potenziale agen-tico nei contesti di selezione, valutazione e sviuppo del personale, analizzando tre approcci complementari: test self-report, Assessment Center e il colloquio individuale. Il prossimo paragrafo esamina alcuni strumenti self-report impiega-ti per misurare le risorse personali e le disposizioni individuali rilevanti per l’espressione del potenziale agentico, evidenziandone punti di forza e limiti ap-plicativi. Oltre alla rilevazione del capitale psicologico e delle capacità agentiche della persona, nel capitolo si passeranno in rassegna anche alcuni strumenti o strategie per rilevare motivazioni e valori, visto il loro contributo cruciale per la piena espressione del potenziale agentico delle persone sul lavoro. Il terzo paragrafo approfondisce l’uso dell’Assessment Center come metodologia per l’osservazione diretta del potenziale. Viene proposto un adattamento che integra prove individuali e di gruppo con strumenti qualitativi per indagare i processi cognitivi e motivazionali che guidano il comportamento. Il quarto paragrafo si focalizza sul colloquio, mettendone in luce il suo ruolo nel comprendere la traiettoria di sviluppo della persona, la sua capacità di adattamento e di gestione dell’incertezza. Viene inoltre descritta la struttura del colloquio di rilevazione del potenziale agentico, con particolare attenzione ai suoi vantaggi e limiti metodologici. Il capitolo si conclude enfatizzando l’importanza di un approccio integrato, in cui strumenti quantitativi e qualitativi vengono combinati per una valutazione più accurata e per orientare gli interventi di sviluppo professionale.
Rilevare il potenziale delle persone: una proposta aggiornata di metodologie e strumenti / Pagliuso, Francesca; Consiglio, Chiara; Massa, Nicoletta. - (2025), pp. 98-124.
Rilevare il potenziale delle persone: una proposta aggiornata di metodologie e strumenti
Francesca PagliusoPrimo
;Chiara ConsiglioSecondo
;Massa NicolettaUltimo
2025
Abstract
Nei capitoli precedenti è stato analizzato quanto le diverse caratteristiche che sono alla base del potenziale agentico favoriscano l'assunzione di un ruolo proattivo e consapevole nella gestione del lavoro, del contesto lavorativo e del proprio sviluppo professionale. Proprio attraverso la capacità di riflettere su di sé, il riconoscimento delle proprie risorse e competenze, l’abilità di adattarsi e agire in modo costruttivo per trarre il massimo dalle opportunità presenti nell’ambiente circostante, la persona può esprimere il suo potenziale e al tempo stesso dare un contributo di maggiore pregio all’organizzazione. Per attivare questo circuito virtuoso, occorre per prima cosa intercettare tali caratteristiche in modo da poterle riconoscere, attivare nell’organizzazione ma anche potenziare attraverso percorsi di sviluppo mirati. Questo capitolo ha l’obiettivo di descrivere gli strumenti che possono consentire di cogliere le dimensioni del potenziale agentico: dai test self report, alle prove di assessment center sviluppate ad hoc, fino al colloquio, che è certamente lo strumento privilegiato per rilevare queste dimensioni in modo approfondito. Questi strumenti possono essere utilizzati all’interno di processi di valutazione del potenziale, di selezione e di sviluppo delle risorse umane e possono eventualmente andare ad integrarsi con la valutazione delle competenze com-portamentali. Rispetto al tipico assessment center, la rilevazione del potenziale agentico è certamente più complessa e sfidante, poiché è più complesso e più difficilmen-te osservabile l’oggetto da indagare. Adottare questo approccio richiede ai va-lutatori un radicale cambio di prospettiva nell’assessment center come nel col-loquio: dal focus sul comportamento molecolare che fornisce evidenze circa il possesso della competenza, occorre passare al focus sul pensiero che sostiene il comportamento stesso, come evidenza della risorsa o della capacità posseduta. In particolare, dunque, il capitolo esplora la rilevazione del potenziale agen-tico nei contesti di selezione, valutazione e sviuppo del personale, analizzando tre approcci complementari: test self-report, Assessment Center e il colloquio individuale. Il prossimo paragrafo esamina alcuni strumenti self-report impiega-ti per misurare le risorse personali e le disposizioni individuali rilevanti per l’espressione del potenziale agentico, evidenziandone punti di forza e limiti ap-plicativi. Oltre alla rilevazione del capitale psicologico e delle capacità agentiche della persona, nel capitolo si passeranno in rassegna anche alcuni strumenti o strategie per rilevare motivazioni e valori, visto il loro contributo cruciale per la piena espressione del potenziale agentico delle persone sul lavoro. Il terzo paragrafo approfondisce l’uso dell’Assessment Center come metodologia per l’osservazione diretta del potenziale. Viene proposto un adattamento che integra prove individuali e di gruppo con strumenti qualitativi per indagare i processi cognitivi e motivazionali che guidano il comportamento. Il quarto paragrafo si focalizza sul colloquio, mettendone in luce il suo ruolo nel comprendere la traiettoria di sviluppo della persona, la sua capacità di adattamento e di gestione dell’incertezza. Viene inoltre descritta la struttura del colloquio di rilevazione del potenziale agentico, con particolare attenzione ai suoi vantaggi e limiti metodologici. Il capitolo si conclude enfatizzando l’importanza di un approccio integrato, in cui strumenti quantitativi e qualitativi vengono combinati per una valutazione più accurata e per orientare gli interventi di sviluppo professionale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


