La proposta di questa IX edizione dei convegni su ‘Le Ceramiche di Roma e del Lazio in età medievale e moderna’, incentrata sullo stretto e interconnesso legame che esiste tra ceramica e alimentazione, proviene dall’esigenza di indagare una tematica che spesso viene trattata in modo inconsapevole durante le nostre ricerche e che raramente per il periodo medievale e moderno viene messa in dialogo con le altre discipline. Da qui l’idea di provare a mettere insieme i diversi approcci e metodologie che si occupano di alimentazione nell’antichità, attraverso l’occhio della cultura materiale e in particolare delle ceramiche utilizzate sia per la cucina che per la mensa. La tematica proposta si inserisce in un filone di ricerca che si avvale ormai necessariamente dell’apporto scientifico di diverse conoscenze storiche, archeologiche, iconografiche, antropologiche, filologiche, chimico-fisiche e di scienza della nutrizione. La raccolta e l’analisi dei dati in chiave multidisciplinare costituiscono un metodo necessario ad indagare tutte le possibili relazioni tra contenuto e contenitore, trasformando così il recipiente ceramico in uno strumento di interpretazione della società e del quotidiano medievale. Attraverso l’analisi delle diverse classi ceramiche possiamo puntare alla comprensione dei caratteri funzionali che definiscono la popolazione, l’economia, lo sfruttamento delle risorse e la dieta tra medioevo ed età moderna. In quest’ottica il Convegno, svoltosi a Roma il 24 e 25 ottobre 2024, si è articolato in più sezioni. Una prima dedicata a sottolineare alcuni dei diversi modi per approcciarci alla materia, ragionando sull’evoluzione storica e archeologica della tematica, nei suoi aspetti più teorici ma anche pratici. L’apporto della storia dell’alimentazione e delle fonti scritte e iconografiche gioca sicuramente un ruolo fondamentale nelle conoscenze sul cibo e sulle pratiche alimentari medievali. A questa va aggiunta la conoscenza archeologica data dalle fonti materiali e dai rinvenimenti provenienti dalle campagne di scavo effettuate nel tempo, ormai accompagnate da studi paleobotanici, archeozoologici, geologici e sedimentologici. Oltre a ciò, anche l’archeologia sperimentale e la traceologia hanno contribuito molto allo sviluppo delle tematiche che ruotano attorno al cibo, corroborate inoltre dalle tecniche di indagine diagnostiche che vengono a supporto della conoscenza e delle domande che l’archeologo si pone. Anche uno sguardo etnoarcheologico ai contesti e alle situazioni appartenenti alla sfera tradizionale, si è rivelato molto utile a tracciare delle linee di ricerca e ad incrementare le domande in merito all’uso del cibo, alla sua preparazione e al suo smaltimento. Per offrire una panoramica la più ampia possibile, anche in diretta comparazione con i casi studio dell’area laziale, una seconda sessione si compone di una sintesi di alcune delle esperienze di studio condotte dal nord al sud d’Italia. Il focus degli altri interventi è invece la narrazione di casi studio relativi all’analisi della ceramica sul territorio laziale e alla sua interpretazione in chiave sociale e alimentare. Un’ultima sezione, infine, è dedicata agli interventi che trattano aggiornamenti e nuovi contesti di studio relativi all’analisi delle classi ceramiche a Roma e nel Lazio. Ciò che emerge è un quadro molto variegato delle ricerche e soprattutto una spinta molto forte verso una ricerca ormai sempre più stratificata, i cui risultati si intrecciano e forniscono continui spunti per nuove indagini. Lo studio delle classi ceramiche, se vogliamo definirlo più ‘tradizionale’ dal punto di vista metodologico, ma al tempo stesso fondamentale per la comprensione di cronologie e contesti sociali e funzionali, si intreccia con i fattori legati alla polifunzionalità dei recipienti, alla variabilità dei contenuti, al mondo delle ricette e delle diete, dell’allevamento e dei prodotti della terra. In particolare, emerge il legame indissolubile tra cibo, luoghi e ambiente che cambia e muta nel tempo, dandoci fondamentali indicazioni in merito alla cultura e alla società. Il Convegno è stato un’occasione per riflettere inoltre intorno alle numerose questioni di metodo che questo tema porta con sé, legate alla funzione dell’archeologia all’interno del variegato quadro degli studi sull’alimentazione, alla gestione dei dati che possiamo ottenere e al modo di comunicarli e integrarli con altri dati di natura diversa. Il rapporto con i dati provenienti dalle analisi scientifiche risulta essere ancora un tema importante e fortemente dibattuto, poiché emerge un legame ormai strettamente necessario, ma lo è anche l’importanza di una corretta interpretazione dei dati, soprattutto alla luce dello studio dei contesti. Ci tengo molto a ringraziare tutti coloro che hanno sollecitamente preso parte al Convegno e partecipato in modo attivo alla discussione, alimentando così curiosità ed idee per futuri incontri. Un ringraziamento particolare alla Sapienza Università di Roma e alla Società Romana di Storia Patria che hanno sostenuto i costi del Convegno e la stampa degli atti e anche alla Società degli Archeologi Medievisti Italiani, per aver sponsorizzato l’evento. Le varie discussioni e il momento conclusivo, per il quale ringraziamo moltissimo Alessandra Molinari, sono state un’occasione per riflettere sull’importanza dei contesti e della diacronia nell’ambito di queste tematiche, sia per il rapporto con il territorio e l’ambiente, sia per l’integrazione del dato ceramico con gli altri materiali, poiché solo la completa messa a sistema di tutti i dati può fornire un quadro il più chiaro possibile. Gli spunti emersi sono stati parecchi e hanno sollevato la necessità di approfondimenti su singole tematiche legate al cibo in rapporto all’archeologia, sia dal punto di vista delle società coinvolte e dei luoghi analizzati, come monasteri, grandi cucine elitarie o contesti di campagna che assorbono meccanismi molto diversi da quelli che si possono cogliere nelle città, sia dal punto di vista degli alimenti in sé. A questo proposito molto interessanti sono le linee di ricerca legate al pane e alla sfera della panificazione, che riflettono importanti mutamenti sociali ed economici, legati anche a meccanismi di autosussistenza delle comunità. Ma anche in relazione al vino, all’olio e in particolare al consumo del pesce, grazie al quale emergono quadri legati anche alle reti di scambio tra la costa e l’interno. La riflessione generale che emerge e che potrete cogliere nelle sfaccettature degli interventi e dei singoli casi affrontati, si può racchiudere nelle parole conclusive di Alessandra Molinari: «Il tema del cibo è molto complesso, poiché non si può legare né ai tanti luoghi comuni in merito, né all’idea di un ambiente immutabile né alla cosiddetta ‘cucina tradizionale’. Questi elementi si perdono e diventano inconsistenti di fronte alle continue variazioni ambientali e sociali che l’archeologia ci aiuta a cogliere e quindi al di fuori di ogni schema e condizionamento attuale legato all’alimentazione, continuiamo a studiare e a farci le giuste domande, come in questa occasione, per poter raccontare al meglio queste tematiche grazie all’apporto fornito dall’archeologia».

Le ceramiche di Roma e del Lazio in età medievale e moderna IX. Dalla cucina alla mensa. Esplorare il legame tra ceramica e alimentazione attraverso una pluralità di approcci / Previti, Giulia. - (2025).

Le ceramiche di Roma e del Lazio in età medievale e moderna IX. Dalla cucina alla mensa. Esplorare il legame tra ceramica e alimentazione attraverso una pluralità di approcci

Giulia Previti
2025

Abstract

La proposta di questa IX edizione dei convegni su ‘Le Ceramiche di Roma e del Lazio in età medievale e moderna’, incentrata sullo stretto e interconnesso legame che esiste tra ceramica e alimentazione, proviene dall’esigenza di indagare una tematica che spesso viene trattata in modo inconsapevole durante le nostre ricerche e che raramente per il periodo medievale e moderno viene messa in dialogo con le altre discipline. Da qui l’idea di provare a mettere insieme i diversi approcci e metodologie che si occupano di alimentazione nell’antichità, attraverso l’occhio della cultura materiale e in particolare delle ceramiche utilizzate sia per la cucina che per la mensa. La tematica proposta si inserisce in un filone di ricerca che si avvale ormai necessariamente dell’apporto scientifico di diverse conoscenze storiche, archeologiche, iconografiche, antropologiche, filologiche, chimico-fisiche e di scienza della nutrizione. La raccolta e l’analisi dei dati in chiave multidisciplinare costituiscono un metodo necessario ad indagare tutte le possibili relazioni tra contenuto e contenitore, trasformando così il recipiente ceramico in uno strumento di interpretazione della società e del quotidiano medievale. Attraverso l’analisi delle diverse classi ceramiche possiamo puntare alla comprensione dei caratteri funzionali che definiscono la popolazione, l’economia, lo sfruttamento delle risorse e la dieta tra medioevo ed età moderna. In quest’ottica il Convegno, svoltosi a Roma il 24 e 25 ottobre 2024, si è articolato in più sezioni. Una prima dedicata a sottolineare alcuni dei diversi modi per approcciarci alla materia, ragionando sull’evoluzione storica e archeologica della tematica, nei suoi aspetti più teorici ma anche pratici. L’apporto della storia dell’alimentazione e delle fonti scritte e iconografiche gioca sicuramente un ruolo fondamentale nelle conoscenze sul cibo e sulle pratiche alimentari medievali. A questa va aggiunta la conoscenza archeologica data dalle fonti materiali e dai rinvenimenti provenienti dalle campagne di scavo effettuate nel tempo, ormai accompagnate da studi paleobotanici, archeozoologici, geologici e sedimentologici. Oltre a ciò, anche l’archeologia sperimentale e la traceologia hanno contribuito molto allo sviluppo delle tematiche che ruotano attorno al cibo, corroborate inoltre dalle tecniche di indagine diagnostiche che vengono a supporto della conoscenza e delle domande che l’archeologo si pone. Anche uno sguardo etnoarcheologico ai contesti e alle situazioni appartenenti alla sfera tradizionale, si è rivelato molto utile a tracciare delle linee di ricerca e ad incrementare le domande in merito all’uso del cibo, alla sua preparazione e al suo smaltimento. Per offrire una panoramica la più ampia possibile, anche in diretta comparazione con i casi studio dell’area laziale, una seconda sessione si compone di una sintesi di alcune delle esperienze di studio condotte dal nord al sud d’Italia. Il focus degli altri interventi è invece la narrazione di casi studio relativi all’analisi della ceramica sul territorio laziale e alla sua interpretazione in chiave sociale e alimentare. Un’ultima sezione, infine, è dedicata agli interventi che trattano aggiornamenti e nuovi contesti di studio relativi all’analisi delle classi ceramiche a Roma e nel Lazio. Ciò che emerge è un quadro molto variegato delle ricerche e soprattutto una spinta molto forte verso una ricerca ormai sempre più stratificata, i cui risultati si intrecciano e forniscono continui spunti per nuove indagini. Lo studio delle classi ceramiche, se vogliamo definirlo più ‘tradizionale’ dal punto di vista metodologico, ma al tempo stesso fondamentale per la comprensione di cronologie e contesti sociali e funzionali, si intreccia con i fattori legati alla polifunzionalità dei recipienti, alla variabilità dei contenuti, al mondo delle ricette e delle diete, dell’allevamento e dei prodotti della terra. In particolare, emerge il legame indissolubile tra cibo, luoghi e ambiente che cambia e muta nel tempo, dandoci fondamentali indicazioni in merito alla cultura e alla società. Il Convegno è stato un’occasione per riflettere inoltre intorno alle numerose questioni di metodo che questo tema porta con sé, legate alla funzione dell’archeologia all’interno del variegato quadro degli studi sull’alimentazione, alla gestione dei dati che possiamo ottenere e al modo di comunicarli e integrarli con altri dati di natura diversa. Il rapporto con i dati provenienti dalle analisi scientifiche risulta essere ancora un tema importante e fortemente dibattuto, poiché emerge un legame ormai strettamente necessario, ma lo è anche l’importanza di una corretta interpretazione dei dati, soprattutto alla luce dello studio dei contesti. Ci tengo molto a ringraziare tutti coloro che hanno sollecitamente preso parte al Convegno e partecipato in modo attivo alla discussione, alimentando così curiosità ed idee per futuri incontri. Un ringraziamento particolare alla Sapienza Università di Roma e alla Società Romana di Storia Patria che hanno sostenuto i costi del Convegno e la stampa degli atti e anche alla Società degli Archeologi Medievisti Italiani, per aver sponsorizzato l’evento. Le varie discussioni e il momento conclusivo, per il quale ringraziamo moltissimo Alessandra Molinari, sono state un’occasione per riflettere sull’importanza dei contesti e della diacronia nell’ambito di queste tematiche, sia per il rapporto con il territorio e l’ambiente, sia per l’integrazione del dato ceramico con gli altri materiali, poiché solo la completa messa a sistema di tutti i dati può fornire un quadro il più chiaro possibile. Gli spunti emersi sono stati parecchi e hanno sollevato la necessità di approfondimenti su singole tematiche legate al cibo in rapporto all’archeologia, sia dal punto di vista delle società coinvolte e dei luoghi analizzati, come monasteri, grandi cucine elitarie o contesti di campagna che assorbono meccanismi molto diversi da quelli che si possono cogliere nelle città, sia dal punto di vista degli alimenti in sé. A questo proposito molto interessanti sono le linee di ricerca legate al pane e alla sfera della panificazione, che riflettono importanti mutamenti sociali ed economici, legati anche a meccanismi di autosussistenza delle comunità. Ma anche in relazione al vino, all’olio e in particolare al consumo del pesce, grazie al quale emergono quadri legati anche alle reti di scambio tra la costa e l’interno. La riflessione generale che emerge e che potrete cogliere nelle sfaccettature degli interventi e dei singoli casi affrontati, si può racchiudere nelle parole conclusive di Alessandra Molinari: «Il tema del cibo è molto complesso, poiché non si può legare né ai tanti luoghi comuni in merito, né all’idea di un ambiente immutabile né alla cosiddetta ‘cucina tradizionale’. Questi elementi si perdono e diventano inconsistenti di fronte alle continue variazioni ambientali e sociali che l’archeologia ci aiuta a cogliere e quindi al di fuori di ogni schema e condizionamento attuale legato all’alimentazione, continuiamo a studiare e a farci le giuste domande, come in questa occasione, per poter raccontare al meglio queste tematiche grazie all’apporto fornito dall’archeologia».
2025
Alimentazione; Cultura materiale; Medioevo; Età moderna; Multidisciplinarità
Previti, Giulia
06 Curatela::06a Curatela
Le ceramiche di Roma e del Lazio in età medievale e moderna IX. Dalla cucina alla mensa. Esplorare il legame tra ceramica e alimentazione attraverso una pluralità di approcci / Previti, Giulia. - (2025).
File allegati a questo prodotto
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1765136
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact