La storia geografica dei cambiamenti della campagna romana, quella delle infrastrutture lineari che ne hanno disegnato la rete di connessione funzionale e relazionale, quella delle grandi aziende cerealicole che ne hanno articolato lo spazio, e quella delle architetture che hanno punteggiato la grande pianura che lentamente risale la corona dei monti che circondano la città di Roma. Per secoli, infatti, l’Agro ha conservato la strutturazione medioevale degli spazi; una configurazione impostata sull’organizzazione ramificata degli impianti romani, senza tuttavia conservarne la diffusione capillare e l’importanza delle presenze edilizie di quell’epoca. Il paesaggio insediativo medievale, difatti, è rarefatto, retto architettonicamente dal casale: un edificio rurale isolato, in alcuni casi anche di notevoli dimensioni, composto spesso da una struttura semplice, a tratti scarna, ma non sempre priva di una qualche attenzione decorativa, certamente legata in modo stretto alla funzionalità tipologica degli spazi abitati e di servizio. Il casale, che ancora oggi possiamo incontrare nelle aree più periferiche del grande sistema metropolitano della città di Roma o anche nei suoi spazi interni, soffocato dall’edilizia intensiva delle costruzioni degli anni ’60 e 70, o imbrigliato da strade a scorrimento veloce, è quell’elemento superstite di una struttura produttiva che, dal medioevo fino alla modernità, ha sostenuto l’organizzazione dei terreni intorno all’Urbe.
Il paesaggio della Campagna romana. Tra ricerca, conoscenza e comunicazione / Esposito, Daniela. - (2024), pp. 13-21.
Il paesaggio della Campagna romana. Tra ricerca, conoscenza e comunicazione
Daniela EspositoWriting – Original Draft Preparation
2024
Abstract
La storia geografica dei cambiamenti della campagna romana, quella delle infrastrutture lineari che ne hanno disegnato la rete di connessione funzionale e relazionale, quella delle grandi aziende cerealicole che ne hanno articolato lo spazio, e quella delle architetture che hanno punteggiato la grande pianura che lentamente risale la corona dei monti che circondano la città di Roma. Per secoli, infatti, l’Agro ha conservato la strutturazione medioevale degli spazi; una configurazione impostata sull’organizzazione ramificata degli impianti romani, senza tuttavia conservarne la diffusione capillare e l’importanza delle presenze edilizie di quell’epoca. Il paesaggio insediativo medievale, difatti, è rarefatto, retto architettonicamente dal casale: un edificio rurale isolato, in alcuni casi anche di notevoli dimensioni, composto spesso da una struttura semplice, a tratti scarna, ma non sempre priva di una qualche attenzione decorativa, certamente legata in modo stretto alla funzionalità tipologica degli spazi abitati e di servizio. Il casale, che ancora oggi possiamo incontrare nelle aree più periferiche del grande sistema metropolitano della città di Roma o anche nei suoi spazi interni, soffocato dall’edilizia intensiva delle costruzioni degli anni ’60 e 70, o imbrigliato da strade a scorrimento veloce, è quell’elemento superstite di una struttura produttiva che, dal medioevo fino alla modernità, ha sostenuto l’organizzazione dei terreni intorno all’Urbe.| File | Dimensione | Formato | |
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