Il contributo propone il modello del “monastero urbano” come alternativa alle attuali trasformazioni della città contemporanea, caratterizzate da dispersione, perdita di senso dei luoghi e indebolimento della dimensione collettiva. Criticando fenomeni come le megalopoli disabitate, la crescita incontrollata e le retoriche della sostenibilità e delle smart cities, l’autrice evidenzia la crisi del rapporto tra spazio urbano e comunità. Il monastero urbano viene interpretato come modello di concentrazione insediativa, non solo fisica ma anche sociale e simbolica, capace di ricostruire forme di abitare collettivo e identità condivisa. Ispirato ai monasteri storici, esso rappresenta una comunità autonoma, inclusiva e strutturata, fondata su rituali, relazioni e significati. L’architettura è quindi chiamata a superare la logica dell’efficienza e del consumo per tornare a essere luogo di narrazione, riconoscimento e costruzione della comunità, capace di tenere insieme ordine e conflitto. Il monastero urbano diventa così un dispositivo progettuale che risponde alla complessità contemporanea attraverso spazi densi, inclusivi e dotati di valore simbolico duraturo.
Monasteri urbani. Un modello di concentrazione e comunità / Nencini, Dina. - (2025), pp. 216-227.
Monasteri urbani. Un modello di concentrazione e comunità.
dina nencini
2025
Abstract
Il contributo propone il modello del “monastero urbano” come alternativa alle attuali trasformazioni della città contemporanea, caratterizzate da dispersione, perdita di senso dei luoghi e indebolimento della dimensione collettiva. Criticando fenomeni come le megalopoli disabitate, la crescita incontrollata e le retoriche della sostenibilità e delle smart cities, l’autrice evidenzia la crisi del rapporto tra spazio urbano e comunità. Il monastero urbano viene interpretato come modello di concentrazione insediativa, non solo fisica ma anche sociale e simbolica, capace di ricostruire forme di abitare collettivo e identità condivisa. Ispirato ai monasteri storici, esso rappresenta una comunità autonoma, inclusiva e strutturata, fondata su rituali, relazioni e significati. L’architettura è quindi chiamata a superare la logica dell’efficienza e del consumo per tornare a essere luogo di narrazione, riconoscimento e costruzione della comunità, capace di tenere insieme ordine e conflitto. Il monastero urbano diventa così un dispositivo progettuale che risponde alla complessità contemporanea attraverso spazi densi, inclusivi e dotati di valore simbolico duraturo.| File | Dimensione | Formato | |
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