Il saggio analizza la produzione, la circolazione e la ricezione delle fiabe e dei racconti popolari nei paesi slavi dell’Europa centrale e orientale, evidenziando il ruolo determinante dei contesti storici e politici. Partendo dalla constatazione della scarsa attenzione degli studi occidentali a queste tradizioni (eccetto quella russa), l’autrice propone una ricostruzione articolata in tre fasi: il XIX secolo, il periodo sovietico e l’epoca post-comunista. Nel XIX secolo, la raccolta delle fiabe si lega alla costruzione delle identità nazionali: in Russia diventa espressione dello “spirito del popolo”, mentre in altri contesti (Polonia, Ucraina, area ceca e slovacca) assume funzioni diverse, spesso connesse a situazioni politiche e linguistiche complesse. Nel XX secolo, soprattutto sotto il regime sovietico, le fiabe vengono ideologizzate: selezionate, riscritte e utilizzate come strumenti educativi e propagandistici. Dopo il 1989, la fine della censura apre nuove prospettive di ricerca, ma con sviluppi divergenti: in alcuni paesi la tradizione resta centrale, in altri si indebolisce a favore di modelli globali. Il contributo mette così in luce la varietà e la complessità delle tradizioni fiabesche slave, ancora poco esplorate in chiave comparata.
Infinite Diversity in Infinite Combinations: Folktales and Fiary Tales in Contral and Eastern European Slavic Countries / Wozniak, Monika. - (2026), pp. 112-124.
Infinite Diversity in Infinite Combinations: Folktales and Fiary Tales in Contral and Eastern European Slavic Countries.
Monika Wozniak
2026
Abstract
Il saggio analizza la produzione, la circolazione e la ricezione delle fiabe e dei racconti popolari nei paesi slavi dell’Europa centrale e orientale, evidenziando il ruolo determinante dei contesti storici e politici. Partendo dalla constatazione della scarsa attenzione degli studi occidentali a queste tradizioni (eccetto quella russa), l’autrice propone una ricostruzione articolata in tre fasi: il XIX secolo, il periodo sovietico e l’epoca post-comunista. Nel XIX secolo, la raccolta delle fiabe si lega alla costruzione delle identità nazionali: in Russia diventa espressione dello “spirito del popolo”, mentre in altri contesti (Polonia, Ucraina, area ceca e slovacca) assume funzioni diverse, spesso connesse a situazioni politiche e linguistiche complesse. Nel XX secolo, soprattutto sotto il regime sovietico, le fiabe vengono ideologizzate: selezionate, riscritte e utilizzate come strumenti educativi e propagandistici. Dopo il 1989, la fine della censura apre nuove prospettive di ricerca, ma con sviluppi divergenti: in alcuni paesi la tradizione resta centrale, in altri si indebolisce a favore di modelli globali. Il contributo mette così in luce la varietà e la complessità delle tradizioni fiabesche slave, ancora poco esplorate in chiave comparata.| File | Dimensione | Formato | |
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