Negli ultimi decenni in Italia sta vivendo un grande successo il così detto “giallo regionale”, un sottogenere della crime fiction in cui il contesto geografico e culturale della trama assume un ruolo di primaria importanza. Andrea Camilleri non l’ha inventato, ma è stato senz’altro fautore della sua fioritura, grazie al fenomenale successo della serie sul commissario Montalbano, iniziata nel 1994 con La forma dell’acqua e destinata a raggiungere quasi trenta volumi in aggiunta a svariate raccolte di racconti. Insieme a Elena Ferrante, Camilleri è oggi lo scrittore italiano più tradotto e conosciuto all’estero, pertanto non sarà azzardato supporre che molti lettori stranieri si creino l’immagine della Sicilia odierna proprio grazie ai suoi gialli. Le indagini del commissario si svolgono nell’immaginario comune siciliano di Vigata, ispirato al comune natale dello scrittore, Porto Empedocle. Nel mio saggio analizzo quest’ambientazione fortemente mitizzata e stereotipata, non tanto “siciliana” quanto “vigatese” (come è stato battezzato dalla critica il dialetto pseudosiciliano parlato dai protagonisti dei romanzi di Camilleri), ridotta ad alcuni tratti essenziali che, però, riprodotti puntualmente in tutti i volumi della serie, finiscono per imporsi all’immaginazione del lettore, anche grazie all’uso dell’ironia e dell’umorismo.
Pasta ‘ncasciata, rifiuti, donne faciliç la visione della Sicilia nella serie sul commissario Montalbano di Andrea Camilleri / Wozniak, Monika. - (2025), pp. 173-188.
Pasta ‘ncasciata, rifiuti, donne faciliç la visione della Sicilia nella serie sul commissario Montalbano di Andrea Camilleri
monika wozniak
2025
Abstract
Negli ultimi decenni in Italia sta vivendo un grande successo il così detto “giallo regionale”, un sottogenere della crime fiction in cui il contesto geografico e culturale della trama assume un ruolo di primaria importanza. Andrea Camilleri non l’ha inventato, ma è stato senz’altro fautore della sua fioritura, grazie al fenomenale successo della serie sul commissario Montalbano, iniziata nel 1994 con La forma dell’acqua e destinata a raggiungere quasi trenta volumi in aggiunta a svariate raccolte di racconti. Insieme a Elena Ferrante, Camilleri è oggi lo scrittore italiano più tradotto e conosciuto all’estero, pertanto non sarà azzardato supporre che molti lettori stranieri si creino l’immagine della Sicilia odierna proprio grazie ai suoi gialli. Le indagini del commissario si svolgono nell’immaginario comune siciliano di Vigata, ispirato al comune natale dello scrittore, Porto Empedocle. Nel mio saggio analizzo quest’ambientazione fortemente mitizzata e stereotipata, non tanto “siciliana” quanto “vigatese” (come è stato battezzato dalla critica il dialetto pseudosiciliano parlato dai protagonisti dei romanzi di Camilleri), ridotta ad alcuni tratti essenziali che, però, riprodotti puntualmente in tutti i volumi della serie, finiscono per imporsi all’immaginazione del lettore, anche grazie all’uso dell’ironia e dell’umorismo.| File | Dimensione | Formato | |
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