Il curriculum in Sustainable Urban Planning, Cultural Heritage, Environment Built (PHE) – filiazione del dottorato in “Sustainable urban planning and inland areas development strategies” – racchiude ambiti scientifici differenti, a testimonianza e conferma di come l’interdisciplinarità sia elemento fondativo degli obiettivi, delle finalità e dei contenuti connessi con tale attività di ricerca. È fuor di dubbio, infatti, che il sapere interdisciplinare risulta essere il più adatto ad affrontare, e risolvere, problemi che per loro natura si manifestano in modo complesso. E dunque, nello specifico, il curriculum aggancia i seguenti settori disciplinari: Urban and landscape planning (Icar 21); Architectural history (Icar 18); Architectural restoration (Icar 19); Architectural technology (Icar 12); Structural engineering (Icar 09). Come evidenziato nella declaratoria, le tematiche messe in gioco, oltre a strutturare il fulcro della ricerca, integrano sinergie interdisciplinari con il duplice obiettivo di amplificare la conoscenza e la valorizzazione dei paesaggi urbani storici nonché di ottimizzare la pianificazione e la gestione sostenibile delle città e dei territori. In un’epoca, la nostra, in cui risulta azzerata la differenza tra reale e virtuale, tra spazio privato e spazio pubblico, tra oggetto reale e oggetto virtuale, tra azione che avviene in un luogo preciso e azione che si svolge nell’ambito di un’applicazione che “vive” fra i circuiti del nostro smartphone, il curriculum si è necessariamente orientato alla formazione di ricercatori e professionisti di alto profilo le cui competenze possono trovare sbocco nello sviluppo di indagini e azioni concrete volte a: Sviluppare misure di contrasto alla crisi climatica e allo spopolamento delle aree interne e montane, sviluppare strumenti resilienti e socialmente inclusivi per l’adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici, tutelare la biodiversità, gestire le emergenze socio-sanitarie, ridurre la pressione insediativa nei nuclei storici centrali e nelle aree circostanti, alla transizione ecologica e digitale, alla costruzione di scenari previsionali per il miglioramento della qualità della vita, alla transizione circolare delle città e dei territori.
Temi di ricerca e itinerari di dottorato / Trusiani, Elio. - (2025).
Temi di ricerca e itinerari di dottorato
Elio Trusiani
2025
Abstract
Il curriculum in Sustainable Urban Planning, Cultural Heritage, Environment Built (PHE) – filiazione del dottorato in “Sustainable urban planning and inland areas development strategies” – racchiude ambiti scientifici differenti, a testimonianza e conferma di come l’interdisciplinarità sia elemento fondativo degli obiettivi, delle finalità e dei contenuti connessi con tale attività di ricerca. È fuor di dubbio, infatti, che il sapere interdisciplinare risulta essere il più adatto ad affrontare, e risolvere, problemi che per loro natura si manifestano in modo complesso. E dunque, nello specifico, il curriculum aggancia i seguenti settori disciplinari: Urban and landscape planning (Icar 21); Architectural history (Icar 18); Architectural restoration (Icar 19); Architectural technology (Icar 12); Structural engineering (Icar 09). Come evidenziato nella declaratoria, le tematiche messe in gioco, oltre a strutturare il fulcro della ricerca, integrano sinergie interdisciplinari con il duplice obiettivo di amplificare la conoscenza e la valorizzazione dei paesaggi urbani storici nonché di ottimizzare la pianificazione e la gestione sostenibile delle città e dei territori. In un’epoca, la nostra, in cui risulta azzerata la differenza tra reale e virtuale, tra spazio privato e spazio pubblico, tra oggetto reale e oggetto virtuale, tra azione che avviene in un luogo preciso e azione che si svolge nell’ambito di un’applicazione che “vive” fra i circuiti del nostro smartphone, il curriculum si è necessariamente orientato alla formazione di ricercatori e professionisti di alto profilo le cui competenze possono trovare sbocco nello sviluppo di indagini e azioni concrete volte a: Sviluppare misure di contrasto alla crisi climatica e allo spopolamento delle aree interne e montane, sviluppare strumenti resilienti e socialmente inclusivi per l’adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici, tutelare la biodiversità, gestire le emergenze socio-sanitarie, ridurre la pressione insediativa nei nuclei storici centrali e nelle aree circostanti, alla transizione ecologica e digitale, alla costruzione di scenari previsionali per il miglioramento della qualità della vita, alla transizione circolare delle città e dei territori.| File | Dimensione | Formato | |
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