L’alfabetizzazione degli italiani ha richiesto, fra l’Unità d’Italia e il Secondo dopoguerra, una significativa attività incentrata nella creazione di nuovi edifici scolastici e nella riconversione ad uso scolastico di fabbriche preesistenti. Il fenomeno, condiviso in tutti i maggiori centri urbani della penisola, è particolarmente importante nell’ampio processo di trasformazione di Roma in capitale del Regno d’Italia, dove ha dato origine a risultati disomogenei, soprattutto dovuti alla molteplicità degli attori coinvolti, alla scarsa sistematicità dei criteri utilizzati e alla complessità dei sistemi di finanziamento. Il regime fascista, inoltre, dedicò particolare attenzione all’educazione scolastica, avviando, in special modo a Roma, una stagione intensa di lavori che videro la realizzazione di numerose scuole, soprattutto nel primo decennio degli anni Trenta. Il continuo aggiornamento della didattica e le pressanti richieste poste dalle norme tecniche (relative, per esempio, alla sicu- rezza, all’antincendio, all’accessibilità) hanno sollecitato l’attuazione di consistenti modifiche nel tempo, generalmente introdotte facendo esclusivo riferimento alle prescrizioni normative e alle necessità funzionali, senza una specifica considerazione della natura storico-architettonica delle fabbriche. La naturale obsolescenza delle strutture scarsamente manutenute ha poi orientato questi inter- venti parziali a pratiche operative dettate dall’urgenza, ulteriormente penalizzanti per la qualità complessiva e il controllo delle scelte. La necessità di richiamare l’attenzione ai caratteri architettonici e costruttivi delle scuole storiche romane per lo sviluppo di un approccio, al progetto e alla gestione di questi edifici specialistici, olistico e culturalmente appropriato, rappresenta il nodo attorno a cui si sviluppa il volume. La delicata questione inerente alla gestione del patrimonio scolastico ha richiesto, infine, di trascendere la scala architettonica e di ragionare in una logica ‘speditiva’ con la sperimentazione di strumenti digitali, quali il Sistema Informativo Territoriale Carta del Rischio del Ministero della Cultura, in grado di raccogliere dati, elaborarli e aggiornarli costantemente.
Restauro e gestione dell'edilizia scolastica. Un indirizzo operativo per le scuole romane dall'Unità d'Italia alla Seconda guerra mondiale / Donatelli, Adalgisa. - (2025).
Restauro e gestione dell'edilizia scolastica. Un indirizzo operativo per le scuole romane dall'Unità d'Italia alla Seconda guerra mondiale
Adalgisa Donatelli
2025
Abstract
L’alfabetizzazione degli italiani ha richiesto, fra l’Unità d’Italia e il Secondo dopoguerra, una significativa attività incentrata nella creazione di nuovi edifici scolastici e nella riconversione ad uso scolastico di fabbriche preesistenti. Il fenomeno, condiviso in tutti i maggiori centri urbani della penisola, è particolarmente importante nell’ampio processo di trasformazione di Roma in capitale del Regno d’Italia, dove ha dato origine a risultati disomogenei, soprattutto dovuti alla molteplicità degli attori coinvolti, alla scarsa sistematicità dei criteri utilizzati e alla complessità dei sistemi di finanziamento. Il regime fascista, inoltre, dedicò particolare attenzione all’educazione scolastica, avviando, in special modo a Roma, una stagione intensa di lavori che videro la realizzazione di numerose scuole, soprattutto nel primo decennio degli anni Trenta. Il continuo aggiornamento della didattica e le pressanti richieste poste dalle norme tecniche (relative, per esempio, alla sicu- rezza, all’antincendio, all’accessibilità) hanno sollecitato l’attuazione di consistenti modifiche nel tempo, generalmente introdotte facendo esclusivo riferimento alle prescrizioni normative e alle necessità funzionali, senza una specifica considerazione della natura storico-architettonica delle fabbriche. La naturale obsolescenza delle strutture scarsamente manutenute ha poi orientato questi inter- venti parziali a pratiche operative dettate dall’urgenza, ulteriormente penalizzanti per la qualità complessiva e il controllo delle scelte. La necessità di richiamare l’attenzione ai caratteri architettonici e costruttivi delle scuole storiche romane per lo sviluppo di un approccio, al progetto e alla gestione di questi edifici specialistici, olistico e culturalmente appropriato, rappresenta il nodo attorno a cui si sviluppa il volume. La delicata questione inerente alla gestione del patrimonio scolastico ha richiesto, infine, di trascendere la scala architettonica e di ragionare in una logica ‘speditiva’ con la sperimentazione di strumenti digitali, quali il Sistema Informativo Territoriale Carta del Rischio del Ministero della Cultura, in grado di raccogliere dati, elaborarli e aggiornarli costantemente.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


