In light of geoinformatics advancements and global changes, this article critically reflects on the possibilities offered by extra-disciplinary knowledge tools in analyzing spatial and temporal landscape transformations. In line with the ongoing scientific and cultural debate on big data, cities, and territories, the text highlights the limits and potential of geospatial technologies, which are currently the domain of the hard sciences or confined to mere quantitative monitoring. The contribution explores new ways to know, interpret, and represent landscape components as a complex, tangible/intangible, dynamic, and polysemic system, not fully objectifiable. Today, and increasingly in the future, a new hi tech 2D/3D landscape image is emerging composed of pixels, geolocated point clouds, and interferences between physical, digital, and virtual realms. This evolution opens new fields of investigation and invites professionals to renew their skills. The pursuit of interdisciplinary cognitive methods and unconventional expressive means capable of bridging the gap between technical-operational knowledge and scientific-instrumental innovation is now a promising area for experimentation.

Alla luce del progresso geoinformatico e delle mutazioni globali, l’articolo riflette criticamente sulle possibilità offerte dagli strumenti conoscitivi extra-disciplinari nell’analisi delle trasformazioni spaziali e temporali del paesaggio. In linea con il dibattito scientifico-culturale in corso sul topic big data, città e territorio, il testo evidenzia limiti e potenzialità dell’uso delle tecnologie geospaziali, oggi appannaggio delle scienze dure o limitato al mero monitoraggio quantitativo. Il contributo si interroga sulle nuove modalità di conoscere-interpretare-restituire le componenti del paesaggio quale sistema complesso, tangibile/intangibile, dinamico e polisemico non completamente oggettivabile. Oggi, e ancor più in futuro, si va concretizzando una nuova immagine hi-tech 2D/3D del paesaggio, fatta di pixel, nuvole di punti geolocalizzati e interferenze tra reale, digitale e virtuale che apre a nuovi campi di indagine e invita i professionisti a rinnovare le proprie competenze. Ricercare metodi cognitivi interdisciplinari e mezzi espressivi non convenzionali in grado di accorciare il gap tra sapere tecnico-operativo e innovazione scientifica-strumentale è oggi terreno fertile di sperimentazione.

L’informazione geospaziale nell’interpretazione del paesaggio. Strumenti di indagine e percorsi di ricerca / Caprari, Giorgio; Trusiani, Elio. - (2025), pp. 199-209.

L’informazione geospaziale nell’interpretazione del paesaggio. Strumenti di indagine e percorsi di ricerca

Giorgio Caprari
;
Elio Trusiani
2025

Abstract

In light of geoinformatics advancements and global changes, this article critically reflects on the possibilities offered by extra-disciplinary knowledge tools in analyzing spatial and temporal landscape transformations. In line with the ongoing scientific and cultural debate on big data, cities, and territories, the text highlights the limits and potential of geospatial technologies, which are currently the domain of the hard sciences or confined to mere quantitative monitoring. The contribution explores new ways to know, interpret, and represent landscape components as a complex, tangible/intangible, dynamic, and polysemic system, not fully objectifiable. Today, and increasingly in the future, a new hi tech 2D/3D landscape image is emerging composed of pixels, geolocated point clouds, and interferences between physical, digital, and virtual realms. This evolution opens new fields of investigation and invites professionals to renew their skills. The pursuit of interdisciplinary cognitive methods and unconventional expressive means capable of bridging the gap between technical-operational knowledge and scientific-instrumental innovation is now a promising area for experimentation.
2025
Mutazioni sguardi sul territorio, sull’ambiente e sul paesaggio
978-88-9387-261-4
Alla luce del progresso geoinformatico e delle mutazioni globali, l’articolo riflette criticamente sulle possibilità offerte dagli strumenti conoscitivi extra-disciplinari nell’analisi delle trasformazioni spaziali e temporali del paesaggio. In linea con il dibattito scientifico-culturale in corso sul topic big data, città e territorio, il testo evidenzia limiti e potenzialità dell’uso delle tecnologie geospaziali, oggi appannaggio delle scienze dure o limitato al mero monitoraggio quantitativo. Il contributo si interroga sulle nuove modalità di conoscere-interpretare-restituire le componenti del paesaggio quale sistema complesso, tangibile/intangibile, dinamico e polisemico non completamente oggettivabile. Oggi, e ancor più in futuro, si va concretizzando una nuova immagine hi-tech 2D/3D del paesaggio, fatta di pixel, nuvole di punti geolocalizzati e interferenze tra reale, digitale e virtuale che apre a nuovi campi di indagine e invita i professionisti a rinnovare le proprie competenze. Ricercare metodi cognitivi interdisciplinari e mezzi espressivi non convenzionali in grado di accorciare il gap tra sapere tecnico-operativo e innovazione scientifica-strumentale è oggi terreno fertile di sperimentazione.
GIScience; paesaggio; conoscenza
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
L’informazione geospaziale nell’interpretazione del paesaggio. Strumenti di indagine e percorsi di ricerca / Caprari, Giorgio; Trusiani, Elio. - (2025), pp. 199-209.
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