Nel XVI secolo artisti, prelati, mercanti, diplomatici e uomini d'arme si spostavano continuamente tra le città italiane e le corti europee, nonostante le difficoltà pratiche e i pericoli a cui si andava incontro viaggiando. L’obiettivo di questo saggio è esplorare la capacità di osservare, comprendere e descrivere l’architettura da parte di diverse categorie di viaggiatori italiani in Francia nel corso del XVI secolo, tenendo presente che sono sopravvissuti solo pochi diari di viaggio o specifiche menzioni nelle corrispondenze diplomatiche o private – preziose testimonianze delle reazioni individuali di fronte all'alterità rappresentata da culture, climi e stili di vita diversi – e che le descrizioni di città e monumenti visti nel Rinascimento assumono un valore ancora maggiore, poiché spesso riguardano edifici scomparsi o che hanno subito notevoli modifiche nel corso dei secoli. Che si tratti di rapporti ufficiali, resoconti destinati alla pubblicazione, corrispondenza privata o diari di viaggio, questi testi raramente descrivono in dettaglio opere d'arte e di architettura, ambiti che richiedono un vocabolario piuttosto specialistico, di cui pochi viaggiatori erano a conoscenza. Nel caso di spostamenti al di là delle Alpi, a ciò si aggiunge spesso la difficoltà di comprendere e tradurre parole che non hanno un legame immediato con il patrimonio visivo e linguistico dell'autore. In questo quadro generale, la corrispondenza e i diari di viaggio offrono immagini più immediate rispetto ai resoconti ufficiali e ai testi stampati o scritti per la pubblicazione, consentendo una migliore comprensione delle capacità descrittive impiegate nel campo dell'architettura.
Remarquer, s’étonner, décrire. Les Italiens face à l’architecture française au XVIe siècle / Bardati, Flaminia. - (2026), pp. 153-176.
Remarquer, s’étonner, décrire. Les Italiens face à l’architecture française au XVIe siècle
Flaminia Bardati
2026
Abstract
Nel XVI secolo artisti, prelati, mercanti, diplomatici e uomini d'arme si spostavano continuamente tra le città italiane e le corti europee, nonostante le difficoltà pratiche e i pericoli a cui si andava incontro viaggiando. L’obiettivo di questo saggio è esplorare la capacità di osservare, comprendere e descrivere l’architettura da parte di diverse categorie di viaggiatori italiani in Francia nel corso del XVI secolo, tenendo presente che sono sopravvissuti solo pochi diari di viaggio o specifiche menzioni nelle corrispondenze diplomatiche o private – preziose testimonianze delle reazioni individuali di fronte all'alterità rappresentata da culture, climi e stili di vita diversi – e che le descrizioni di città e monumenti visti nel Rinascimento assumono un valore ancora maggiore, poiché spesso riguardano edifici scomparsi o che hanno subito notevoli modifiche nel corso dei secoli. Che si tratti di rapporti ufficiali, resoconti destinati alla pubblicazione, corrispondenza privata o diari di viaggio, questi testi raramente descrivono in dettaglio opere d'arte e di architettura, ambiti che richiedono un vocabolario piuttosto specialistico, di cui pochi viaggiatori erano a conoscenza. Nel caso di spostamenti al di là delle Alpi, a ciò si aggiunge spesso la difficoltà di comprendere e tradurre parole che non hanno un legame immediato con il patrimonio visivo e linguistico dell'autore. In questo quadro generale, la corrispondenza e i diari di viaggio offrono immagini più immediate rispetto ai resoconti ufficiali e ai testi stampati o scritti per la pubblicazione, consentendo una migliore comprensione delle capacità descrittive impiegate nel campo dell'architettura.| File | Dimensione | Formato | |
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