Il testo elabora una proposta teorica per il futuro assetto di Roma, interpretata come sistema metropolitano complesso, dinamico e policentrico. L’obiettivo è superare una concezione funzionalista della pianificazione urbana, integrando alla dimensione prestazionale quella estetica, simbolica e relazionale, al fine di produrre qualità spaziale e significati condivisi. La nuova metropoli viene descritta come un campo di relazioni in continua trasformazione, in cui lo spazio pubblico assume natura processuale e progettuale. Nel testo, particolare rilevanza è attribuita alla ridefinizione del ruolo delle periferie, intese non più come entità marginali ma come componenti attive di una struttura multipolare e reticolare. L’intero territorio urbano viene quindi reinterpretato come un sistema stratificato di relazioni, in cui ogni abitante sperimenta condizioni di “perifericità” in assenza di un rapporto significativo con lo spazio vissuto. Viene quindi proposto un modello operativo che utilizza una serie di metafore morfologiche (costellazione, arcipelago, nebulosa), le quali descrivono una configurazione urbana aperta, interconnessa e adattiva. In questo quadro, gli spazi aperti e i “vuoti urbani” assumono un ruolo strutturante, configurandosi come infrastrutture ecologiche e sociali capaci di connettere natura e artificio e di supportare pratiche di mobilità sostenibile. Seguendo il concetto di una “architettura ragionabile”, intesa come processo progettuale collaborativo dialogico orientato alla co-produzione dello spazio urbano, si propongono nuovi dispostivi spaziali (Filamenti metropolitani e piazzali metropolitani) capaci di attivare forme emergenti di socialità e identità. Si propone, infine, di agire in alcuni nodi di urbanità della realtà metropolitana romana.
Roma Kintsugi. Una trama d'oro / Lanzetta, Alessandro; Barbieri, Pepe. - (2026), pp. 1-173.
Roma Kintsugi. Una trama d'oro
Alessandro Lanzetta
;
2026
Abstract
Il testo elabora una proposta teorica per il futuro assetto di Roma, interpretata come sistema metropolitano complesso, dinamico e policentrico. L’obiettivo è superare una concezione funzionalista della pianificazione urbana, integrando alla dimensione prestazionale quella estetica, simbolica e relazionale, al fine di produrre qualità spaziale e significati condivisi. La nuova metropoli viene descritta come un campo di relazioni in continua trasformazione, in cui lo spazio pubblico assume natura processuale e progettuale. Nel testo, particolare rilevanza è attribuita alla ridefinizione del ruolo delle periferie, intese non più come entità marginali ma come componenti attive di una struttura multipolare e reticolare. L’intero territorio urbano viene quindi reinterpretato come un sistema stratificato di relazioni, in cui ogni abitante sperimenta condizioni di “perifericità” in assenza di un rapporto significativo con lo spazio vissuto. Viene quindi proposto un modello operativo che utilizza una serie di metafore morfologiche (costellazione, arcipelago, nebulosa), le quali descrivono una configurazione urbana aperta, interconnessa e adattiva. In questo quadro, gli spazi aperti e i “vuoti urbani” assumono un ruolo strutturante, configurandosi come infrastrutture ecologiche e sociali capaci di connettere natura e artificio e di supportare pratiche di mobilità sostenibile. Seguendo il concetto di una “architettura ragionabile”, intesa come processo progettuale collaborativo dialogico orientato alla co-produzione dello spazio urbano, si propongono nuovi dispostivi spaziali (Filamenti metropolitani e piazzali metropolitani) capaci di attivare forme emergenti di socialità e identità. Si propone, infine, di agire in alcuni nodi di urbanità della realtà metropolitana romana.| File | Dimensione | Formato | |
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