Il neoplatonismo di Marsilio Ficino, tradotto in termini di amore sacro e non profano, inonda la prosa del padre Vieira nel suo Sermão do Mandato pronunciato nella Cappella Reale di Lisbona (1649 o 1651), e tradotto in spagnolo nei Sermones varios (Madrid, 1662, 1664 e 1678). L’ultima di queste edizioni fu letta da suor Juana Inés, che compose un acuto commento al Sermón del mandato, la cosiddetta Carta atenagórica, che inviò a suor Filotea de la Cruz (cioè al vescovo Manuel Fernández de Santa Cruz), il quale la pubblicò in Messico, alla Puebla de los Ángeles, nel 1690. Dalla lettura della Carta atenagórica nasce una curiosità che riguarda il testo di Don Chisciotte, nello specifico la storia intercalada dei finti pastori Marcela e Grisóstomo (I, XIII-XIV) in cui Cervantes, facendo appello all’autorità di Marsilio Ficino e al suo concetto neoplatonico dell’amore, porta avanti una riflessione sulle corrispondenze amorose. Il lavoro propone una comparazione fra queste corrispondenze amorose nel testo di Cervantes e le encontradas correspondencias di sor Juana Inés, che si allontana, scegliendo l’amore profano, dalle finezas de amor divino del padre Vieira.
Una nota cervantina al margen de la Carta Atenagórica de sor Juana Inés de la Cruz al padre Vieira / Cerron Puga, Maria Luisa. - (2025), pp. 333-348.
Una nota cervantina al margen de la Carta Atenagórica de sor Juana Inés de la Cruz al padre Vieira
Cerron Puga, Maria Luisa
2025
Abstract
Il neoplatonismo di Marsilio Ficino, tradotto in termini di amore sacro e non profano, inonda la prosa del padre Vieira nel suo Sermão do Mandato pronunciato nella Cappella Reale di Lisbona (1649 o 1651), e tradotto in spagnolo nei Sermones varios (Madrid, 1662, 1664 e 1678). L’ultima di queste edizioni fu letta da suor Juana Inés, che compose un acuto commento al Sermón del mandato, la cosiddetta Carta atenagórica, che inviò a suor Filotea de la Cruz (cioè al vescovo Manuel Fernández de Santa Cruz), il quale la pubblicò in Messico, alla Puebla de los Ángeles, nel 1690. Dalla lettura della Carta atenagórica nasce una curiosità che riguarda il testo di Don Chisciotte, nello specifico la storia intercalada dei finti pastori Marcela e Grisóstomo (I, XIII-XIV) in cui Cervantes, facendo appello all’autorità di Marsilio Ficino e al suo concetto neoplatonico dell’amore, porta avanti una riflessione sulle corrispondenze amorose. Il lavoro propone una comparazione fra queste corrispondenze amorose nel testo di Cervantes e le encontradas correspondencias di sor Juana Inés, che si allontana, scegliendo l’amore profano, dalle finezas de amor divino del padre Vieira.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Cerron Puga_Una-nota-cervantina_2025.pdf
accesso aperto
Note: Full text dell'articolo e prime pagine del volume
Tipologia:
Versione editoriale (versione pubblicata con il layout dell'editore)
Licenza:
Creative commons
Dimensione
4.2 MB
Formato
Adobe PDF
|
4.2 MB | Adobe PDF |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


