La ricerca verte sull’indagare le caratteristiche del progetto urbano in quanto metodo, processo, strumento creativo dello spazio pubblico e del paesaggio urbano. Analizzando la storia dell’architettura e l’arte è pacifico che le arti, più nel dettaglio, il progetto d’architettura e l’urbanistica siano uno strumento di potere, o più correttamente, una manifestazione del potere imperante in un dato luogo e periodo. Tale struttura immateriale della società si ripercuote, dapprima, nelle arti plastiche, poi nella disposizione e nella gerarchia degli elementi progettuali della città, quali edifici principali, spazi aperti collettivi come le piazze e i monumenti. Semplificando, si può affermare che un potere autocratico predilige uno spazio dominato dalla prospettiva centrale e dalla monumentalità assoluta (Fori Imperiali e di epoca imperiale, piazze reali, monumenti dei regimi totalitari) mentre invece, un regime democratico predilige la centralità dell’individuo con uno spazio basato sulla prospettiva accidentale e un centro geometrico sgombro (Acropoli di Atene, Agorà e Foro Romano, piazza di età comunale). L’architetto urbanista o il progettista o l’artista è l’artefice di questa trasposizione nel mondo materiale sensibile dei rapporti di forza e degli ideali sociali di una comunità politico-economica. Il progetto urbano o alla scala urbana è lo strumento di addizione o trasformazione dello spazio pubblico nel quale si condensano tutte le aspettative dei committenti, le Amministrazioni pubbliche, e dei fruitori finali, i cittadini. In fase di cambiamento climatico e rigenerazione urbana, la proposta è di inserire il progetto nella pianificazione, più precisamente, far sì che il piano particolareggiato sia sempre più affine al contenuto e al processo dei concorsi di idee o di progettazione. L’iter di trasformazione dello spazio pubblico dato dal cambiamento sociale è molto improbabile che possa essere invertito, cioè che l’architetto con i suoi progetti possa cambiare la società, ma semmai potrà indirizzarla o suggerire tramite un progetto sensibile un obiettivo morale immateriale da perseguire. _ The research focuses on investigating the characteristics of urban design as a method, process, and creative tool of public space and the urban landscape. Analyzing the history of architecture and art it is clear that the arts, in more detail, architectural design and urban planning are an instrument of power, or more correctly, a manifestation of the power prevailing in a given place and period. This intangible structure of society has repercussions, first, in the plastic arts, then in the arrangement and hierarchy of the city's design elements, such as main buildings, collective open spaces such as squares and monuments. Simplifying, it can be said that an autocratic power prefers a space dominated by central perspective and absolute monumentality (Imperial and imperial-era forums, royal squares, monuments of totalitarian regimes) while instead, a democratic regime prefers the centrality of the individual with a space based on accidental perspective and a clear geometric center (Acropolis of Athens, Agora and Roman Forum, municipal age square). The urban architect or designer or artist is the architect of this transposition into the sensitive material world of the power relations and social ideals of a political-economic community. The urban project or at the urban scale is the instrument of addition or transformation of the public space in which all the expectations of the clients, the public administrations, and of the final users, the citizens, are condensed. In the phase of climate change and urban regeneration, the proposal is to include the project in the planning, more precisely, to ensure that the detailed plan is increasingly aligned with the content and process of idea or design competitions. The process of transformation of public space given by social change is very unlikely to be reversed, that is, that the architect with his projects can change society, but if anything, he will be able to direct it or suggest through a sensitive project an immaterial moral objective to be pursued. _ La recherche porte sur l’étude des caractéristiques du projet urbain en tant que méthode, processus, outil créatif de l’espace public et du paysage urbain. En analysant l’histoire de l’architecture et de l’art, il est évident que les arts, plus précisément la conception architecturale et l’urbanisme sont un instrument de pouvoir, ou plus exactement une manifestation du pouvoir qui règne dans un lieu et à une époque donnés. Cette structure immatérielle de la société se répercute d’abord dans les arts plastiques, puis dans l’agencement et la hiérarchie des éléments de conception de la ville, tels que les bâtiments principaux, les espaces ouverts collectifs comme les places et les monuments. En simplifiant, on peut affirmer qu’un pouvoir autocratique préfère un espace dominé par la perspective centrale et la monumentalité absolue (Forums impériaux et d’époque impériale, places royales, monuments des régimes totalitaires) alors qu’au contraire, un régime démocratique privilégie la centralité de l’individu avec un espace basé sur la perspective accidentelle et un centre géométrique dégagé (Acropole d’Athènes, Agora et Forum romain, place d’âge communal). L’architecte urbaniste, le concepteur ou l’artiste est l’auteur de cette transposition dans le monde matériel sensible des rapports de force et des idéaux sociaux d’une communauté politico-économique. Le projet urbain ou à l’échelle urbaine est l’instrument d’addition ou de transformation de l’espace public dans lequel se condensent toutes les attentes des donneurs d’ordre, les Administrations publiques, et des bénéficiaires finaux, les citoyens. Dans la phase de changement climatique et de régénération urbaine, la proposition est d’intégrer le projet dans la planification, plus précisément de faire en sorte que le plan détaillé soit toujours plus proche du contenu et du processus des concours d’idées ou de conception. Le processus de transformation de l’espace public donné par le changement social est très improbable qu’il puisse être inversé, c’est-à-dire que l’architecte avec ses projets puisse changer la société, mais, le cas échéant, il pourra l’orienter ou suggérer à travers un projet sensible un objectif moral immatériel à poursuivre.

Herst_Progetto urbano & spazio pubblico = p^3 / Cadorin, Marcello Valerio. - (2026).

Herst_Progetto urbano & spazio pubblico = p^3

Cadorin
Primo
Conceptualization
2026

Abstract

La ricerca verte sull’indagare le caratteristiche del progetto urbano in quanto metodo, processo, strumento creativo dello spazio pubblico e del paesaggio urbano. Analizzando la storia dell’architettura e l’arte è pacifico che le arti, più nel dettaglio, il progetto d’architettura e l’urbanistica siano uno strumento di potere, o più correttamente, una manifestazione del potere imperante in un dato luogo e periodo. Tale struttura immateriale della società si ripercuote, dapprima, nelle arti plastiche, poi nella disposizione e nella gerarchia degli elementi progettuali della città, quali edifici principali, spazi aperti collettivi come le piazze e i monumenti. Semplificando, si può affermare che un potere autocratico predilige uno spazio dominato dalla prospettiva centrale e dalla monumentalità assoluta (Fori Imperiali e di epoca imperiale, piazze reali, monumenti dei regimi totalitari) mentre invece, un regime democratico predilige la centralità dell’individuo con uno spazio basato sulla prospettiva accidentale e un centro geometrico sgombro (Acropoli di Atene, Agorà e Foro Romano, piazza di età comunale). L’architetto urbanista o il progettista o l’artista è l’artefice di questa trasposizione nel mondo materiale sensibile dei rapporti di forza e degli ideali sociali di una comunità politico-economica. Il progetto urbano o alla scala urbana è lo strumento di addizione o trasformazione dello spazio pubblico nel quale si condensano tutte le aspettative dei committenti, le Amministrazioni pubbliche, e dei fruitori finali, i cittadini. In fase di cambiamento climatico e rigenerazione urbana, la proposta è di inserire il progetto nella pianificazione, più precisamente, far sì che il piano particolareggiato sia sempre più affine al contenuto e al processo dei concorsi di idee o di progettazione. L’iter di trasformazione dello spazio pubblico dato dal cambiamento sociale è molto improbabile che possa essere invertito, cioè che l’architetto con i suoi progetti possa cambiare la società, ma semmai potrà indirizzarla o suggerire tramite un progetto sensibile un obiettivo morale immateriale da perseguire. _ The research focuses on investigating the characteristics of urban design as a method, process, and creative tool of public space and the urban landscape. Analyzing the history of architecture and art it is clear that the arts, in more detail, architectural design and urban planning are an instrument of power, or more correctly, a manifestation of the power prevailing in a given place and period. This intangible structure of society has repercussions, first, in the plastic arts, then in the arrangement and hierarchy of the city's design elements, such as main buildings, collective open spaces such as squares and monuments. Simplifying, it can be said that an autocratic power prefers a space dominated by central perspective and absolute monumentality (Imperial and imperial-era forums, royal squares, monuments of totalitarian regimes) while instead, a democratic regime prefers the centrality of the individual with a space based on accidental perspective and a clear geometric center (Acropolis of Athens, Agora and Roman Forum, municipal age square). The urban architect or designer or artist is the architect of this transposition into the sensitive material world of the power relations and social ideals of a political-economic community. The urban project or at the urban scale is the instrument of addition or transformation of the public space in which all the expectations of the clients, the public administrations, and of the final users, the citizens, are condensed. In the phase of climate change and urban regeneration, the proposal is to include the project in the planning, more precisely, to ensure that the detailed plan is increasingly aligned with the content and process of idea or design competitions. The process of transformation of public space given by social change is very unlikely to be reversed, that is, that the architect with his projects can change society, but if anything, he will be able to direct it or suggest through a sensitive project an immaterial moral objective to be pursued. _ La recherche porte sur l’étude des caractéristiques du projet urbain en tant que méthode, processus, outil créatif de l’espace public et du paysage urbain. En analysant l’histoire de l’architecture et de l’art, il est évident que les arts, plus précisément la conception architecturale et l’urbanisme sont un instrument de pouvoir, ou plus exactement une manifestation du pouvoir qui règne dans un lieu et à une époque donnés. Cette structure immatérielle de la société se répercute d’abord dans les arts plastiques, puis dans l’agencement et la hiérarchie des éléments de conception de la ville, tels que les bâtiments principaux, les espaces ouverts collectifs comme les places et les monuments. En simplifiant, on peut affirmer qu’un pouvoir autocratique préfère un espace dominé par la perspective centrale et la monumentalité absolue (Forums impériaux et d’époque impériale, places royales, monuments des régimes totalitaires) alors qu’au contraire, un régime démocratique privilégie la centralité de l’individu avec un espace basé sur la perspective accidentelle et un centre géométrique dégagé (Acropole d’Athènes, Agora et Forum romain, place d’âge communal). L’architecte urbaniste, le concepteur ou l’artiste est l’auteur de cette transposition dans le monde matériel sensible des rapports de force et des idéaux sociaux d’une communauté politico-économique. Le projet urbain ou à l’échelle urbaine est l’instrument d’addition ou de transformation de l’espace public dans lequel se condensent toutes les attentes des donneurs d’ordre, les Administrations publiques, et des bénéficiaires finaux, les citoyens. Dans la phase de changement climatique et de régénération urbaine, la proposition est d’intégrer le projet dans la planification, plus précisément de faire en sorte que le plan détaillé soit toujours plus proche du contenu et du processus des concours d’idées ou de conception. Le processus de transformation de l’espace public donné par le changement social est très improbable qu’il puisse être inversé, c’est-à-dire que l’architecte avec ses projets puisse changer la société, mais, le cas échéant, il pourra l’orienter ou suggérer à travers un projet sensible un objectif moral immatériel à poursuivre.
2026
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