Il saggio analizza il rapporto tra Franco Purini e la città di Roma, interpretata come matrice fondamentale del suo pensiero progettuale. Roma non è considerata semplicemente come contesto fisico, ma come struttura complessa di stratificazioni storiche, permanenze e regole insediative che costituiscono un sistema di riferimento per l’architettura. Purini legge la città attraverso un approccio analitico e teorico, in cui il disegno e il progetto diventano strumenti di conoscenza. La forma urbana romana, con la sua articolazione tra ordine e discontinuità, viene tradotta in un linguaggio architettonico fondato su astrazione, geometria e rigore compositivo. Il saggio evidenzia come, nell’opera di Purini, il progetto non si limiti a inserirsi nel contesto, ma lo interpreti criticamente, trasformandolo attraverso principi formali che derivano dalla città stessa. Roma diventa così un dispositivo teorico: un modello da cui estrarre regole, proporzioni e strutture capaci di orientare il progetto contemporaneo. Ne emerge una concezione dell’architettura come pratica intellettuale, in cui memoria e invenzione si intrecciano. Il rapporto con la città si configura quindi come un processo di continua reinterpretazione, capace di restituire un equilibrio tra permanenza e trasformazione, tra costruzione concreta e astrazione teorica.
Roma e Franco Purini / Nencini, Dina. - (2025), pp. 183-202.
Roma e Franco Purini
dina nencini
2025
Abstract
Il saggio analizza il rapporto tra Franco Purini e la città di Roma, interpretata come matrice fondamentale del suo pensiero progettuale. Roma non è considerata semplicemente come contesto fisico, ma come struttura complessa di stratificazioni storiche, permanenze e regole insediative che costituiscono un sistema di riferimento per l’architettura. Purini legge la città attraverso un approccio analitico e teorico, in cui il disegno e il progetto diventano strumenti di conoscenza. La forma urbana romana, con la sua articolazione tra ordine e discontinuità, viene tradotta in un linguaggio architettonico fondato su astrazione, geometria e rigore compositivo. Il saggio evidenzia come, nell’opera di Purini, il progetto non si limiti a inserirsi nel contesto, ma lo interpreti criticamente, trasformandolo attraverso principi formali che derivano dalla città stessa. Roma diventa così un dispositivo teorico: un modello da cui estrarre regole, proporzioni e strutture capaci di orientare il progetto contemporaneo. Ne emerge una concezione dell’architettura come pratica intellettuale, in cui memoria e invenzione si intrecciano. Il rapporto con la città si configura quindi come un processo di continua reinterpretazione, capace di restituire un equilibrio tra permanenza e trasformazione, tra costruzione concreta e astrazione teorica.| File | Dimensione | Formato | |
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