Il saggio analizza la Cappella di Sant’Antonio a Poggioreale come opera emblematica della ricerca progettuale di Franco Purini e Laura Thermes, incentrata sul rapporto tra architettura, memoria e sacralità. Inserita nel contesto della ricostruzione post-terremoto del Belice, l’opera assume le preesistenze come tracce generatrici del progetto, trasformando ruderi e fondazioni incompiute in elementi significativi della nuova configurazione spaziale. Il progetto si fonda su una struttura complessa organizzata attraverso temi compositivi chiave – tra cui il doppio recinto, la traslazione degli elementi, la compresenza di pianta centrale e longitudinale e il percorso processionale – che articolano uno spazio dinamico e simbolico. La dialettica tra pieno e vuoto, tra elementi murari e struttura a pilastri, genera una spazialità che unisce dimensione tettonica, narrativa e astratta. La luce e la materia assumono un ruolo determinante: la prima modella lo spazio e ne definisce la sacralità, mentre la seconda radica l’architettura nella tradizione mediterranea. L’opera si sviluppa su più livelli di significato – costruttivo, analogico e concettuale – attraverso cui si esprime una riflessione profonda sull’essenza dell’architettura. La cappella si configura così come un dispositivo simbolico e teorico, in cui memoria, forma e spazio si intrecciano in un equilibrio tra rigore razionale e tensione poetica, restituendo un’architettura capace di evocare il sacro attraverso elementi essenziali e relazioni formali complesse.
La cappella di Poggioreale di Franco Purini e Laura Thermes / Nencini, Dina. - (2024), pp. 215-226.
La cappella di Poggioreale di Franco Purini e Laura Thermes
dina nencini
2024
Abstract
Il saggio analizza la Cappella di Sant’Antonio a Poggioreale come opera emblematica della ricerca progettuale di Franco Purini e Laura Thermes, incentrata sul rapporto tra architettura, memoria e sacralità. Inserita nel contesto della ricostruzione post-terremoto del Belice, l’opera assume le preesistenze come tracce generatrici del progetto, trasformando ruderi e fondazioni incompiute in elementi significativi della nuova configurazione spaziale. Il progetto si fonda su una struttura complessa organizzata attraverso temi compositivi chiave – tra cui il doppio recinto, la traslazione degli elementi, la compresenza di pianta centrale e longitudinale e il percorso processionale – che articolano uno spazio dinamico e simbolico. La dialettica tra pieno e vuoto, tra elementi murari e struttura a pilastri, genera una spazialità che unisce dimensione tettonica, narrativa e astratta. La luce e la materia assumono un ruolo determinante: la prima modella lo spazio e ne definisce la sacralità, mentre la seconda radica l’architettura nella tradizione mediterranea. L’opera si sviluppa su più livelli di significato – costruttivo, analogico e concettuale – attraverso cui si esprime una riflessione profonda sull’essenza dell’architettura. La cappella si configura così come un dispositivo simbolico e teorico, in cui memoria, forma e spazio si intrecciano in un equilibrio tra rigore razionale e tensione poetica, restituendo un’architettura capace di evocare il sacro attraverso elementi essenziali e relazioni formali complesse.| File | Dimensione | Formato | |
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