Il saggio affronta la relazione tra spazio urbano, corpi e disuguaglianze sociali, interrogando la non neutralità dello spazio come categoria analitica e progettuale. Muovendo dal presupposto che lo spazio sia al contempo prodotto e produttore di relazioni sociali asimmetriche, il contributo esplora come l'organizzazione spaziale rifletta e rinforzi strutture di potere legate a genere, razza e classe. Il saggio riprende e approfondisce la critica femminista e della geografia critica all'idea di uno spazio pubblico universalmente accessibile, mostrando come tale neutralità sia in realtà costruita attorno a un soggetto dominante implicito. Lo spazio urbano agisce così come dispositivo di esclusione per alcune soggettività, marcando come "fuori luogo" corpi e comportamenti che si discostano dalla norma. In questo quadro, il concetto di decoro viene analizzato come strumento di governo spaziale che opera rimozioni selettive, distinguendo tra "soggetti di diritto" e "oggetti di diritto". Il contributo non si limita a registrare i meccanismi di controllo, ma esplora anche le pratiche di resistenza che si dispiegano al di fuori dello spazio visibile e pubblico tradizionalmente inteso. Attraverso il riferimento al femminismo nero e alle riflessioni di bell hooks, vengono valorizzati spazi come quello domestico come luoghi di costruzione politica, solidarietà e resistenza. Questo porta a rimettere in discussione la coincidenza tra visibile e politico, aprendo lo sguardo alle tracce minute e quotidiane con cui i corpi "fuori luogo" abitano e trasformano la città. In conclusione, il saggio propone una postura progettuale che, anziché determinare il cambiamento, sappia riconoscere e supportare le trasformazioni già in atto nei margini urbani.
Spazi, corpi, pratiche. Oltre la coincidenza tra visibile e politico / Olcuire, Serena; Ranzini, Alice. - (2025), pp. 137-147.
Spazi, corpi, pratiche. Oltre la coincidenza tra visibile e politico
Serena Olcuire;Alice Ranzini
2025
Abstract
Il saggio affronta la relazione tra spazio urbano, corpi e disuguaglianze sociali, interrogando la non neutralità dello spazio come categoria analitica e progettuale. Muovendo dal presupposto che lo spazio sia al contempo prodotto e produttore di relazioni sociali asimmetriche, il contributo esplora come l'organizzazione spaziale rifletta e rinforzi strutture di potere legate a genere, razza e classe. Il saggio riprende e approfondisce la critica femminista e della geografia critica all'idea di uno spazio pubblico universalmente accessibile, mostrando come tale neutralità sia in realtà costruita attorno a un soggetto dominante implicito. Lo spazio urbano agisce così come dispositivo di esclusione per alcune soggettività, marcando come "fuori luogo" corpi e comportamenti che si discostano dalla norma. In questo quadro, il concetto di decoro viene analizzato come strumento di governo spaziale che opera rimozioni selettive, distinguendo tra "soggetti di diritto" e "oggetti di diritto". Il contributo non si limita a registrare i meccanismi di controllo, ma esplora anche le pratiche di resistenza che si dispiegano al di fuori dello spazio visibile e pubblico tradizionalmente inteso. Attraverso il riferimento al femminismo nero e alle riflessioni di bell hooks, vengono valorizzati spazi come quello domestico come luoghi di costruzione politica, solidarietà e resistenza. Questo porta a rimettere in discussione la coincidenza tra visibile e politico, aprendo lo sguardo alle tracce minute e quotidiane con cui i corpi "fuori luogo" abitano e trasformano la città. In conclusione, il saggio propone una postura progettuale che, anziché determinare il cambiamento, sappia riconoscere e supportare le trasformazioni già in atto nei margini urbani.| File | Dimensione | Formato | |
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