Il saggio utilizza il concetto di visibilità come lente interpretativa per analizzare i processi di marginalizzazione urbana nel loro intreccio con il governo del territorio. Il testo muove dall'assunto che tali processi si fondino su una dinamica circolare tra visibilità e invisibilità, condizioni imposte socialmente e politicamente ad alcune soggettività, ma al tempo stesso incorporate e agite da queste ultime. Il contributo esplora anzitutto le forme di visibilità selettiva attraverso cui alcune presenze urbane vengono rimosse dallo spazio pubblico in nome del decoro e della sicurezza, colpendo in misura maggiore le soggettività più vulnerabili. Accanto alla rimozione, viene analizzato il meccanismo opposto dell'ipervisibilità: i corpi percepiti come "fuori luogo" vengono stigmatizzati ed esibiti, confinati entro rappresentazioni che ne neutralizzano la forza di rottura rispetto all'ordine sociale esistente. L'invisibilità, tuttavia, non viene letta esclusivamente come esclusione: il saggio ne esplora anche la dimensione di rifugio, strategia e resistenza, riconoscendo nell'appropriazione degli spazi marginali forme di agency politica, anche quando non consapevole. La seconda parte del contributo sposta l'attenzione sui processi di categorizzazione prodotti dalle politiche pubbliche, mostrando come le categorie sociali costruiscano identità parziali e normative che, pur rendendo visibili alcune soggettività, le confinano in regimi di riconoscimento "parziali e controllati". Attraverso il concetto di displaceability, si illustra come la minaccia di invisibilizzazione sociale e spaziale operi come strumento di controllo, producendo forme di cittadinanza differenziale. In conclusione, il saggio propone alcune direzioni metodologiche per una ricerca urbana più consapevole: decostruire la "normalità" come categoria implicita di governo, illuminare le interdipendenze tra centro e margine, e decolonizzare le modalità di produzione della conoscenza restituendo voce alle soggettività subalterne.
(In)visibili. Riproduzione e alterazione dei regimi di visibilità urbani tra spazi, pratiche e politiche / Olcuire, Serena; Ranzini, Alice. - (2025), pp. 215-240.
(In)visibili. Riproduzione e alterazione dei regimi di visibilità urbani tra spazi, pratiche e politiche
Serena Olcuire;Alice Ranzini
2025
Abstract
Il saggio utilizza il concetto di visibilità come lente interpretativa per analizzare i processi di marginalizzazione urbana nel loro intreccio con il governo del territorio. Il testo muove dall'assunto che tali processi si fondino su una dinamica circolare tra visibilità e invisibilità, condizioni imposte socialmente e politicamente ad alcune soggettività, ma al tempo stesso incorporate e agite da queste ultime. Il contributo esplora anzitutto le forme di visibilità selettiva attraverso cui alcune presenze urbane vengono rimosse dallo spazio pubblico in nome del decoro e della sicurezza, colpendo in misura maggiore le soggettività più vulnerabili. Accanto alla rimozione, viene analizzato il meccanismo opposto dell'ipervisibilità: i corpi percepiti come "fuori luogo" vengono stigmatizzati ed esibiti, confinati entro rappresentazioni che ne neutralizzano la forza di rottura rispetto all'ordine sociale esistente. L'invisibilità, tuttavia, non viene letta esclusivamente come esclusione: il saggio ne esplora anche la dimensione di rifugio, strategia e resistenza, riconoscendo nell'appropriazione degli spazi marginali forme di agency politica, anche quando non consapevole. La seconda parte del contributo sposta l'attenzione sui processi di categorizzazione prodotti dalle politiche pubbliche, mostrando come le categorie sociali costruiscano identità parziali e normative che, pur rendendo visibili alcune soggettività, le confinano in regimi di riconoscimento "parziali e controllati". Attraverso il concetto di displaceability, si illustra come la minaccia di invisibilizzazione sociale e spaziale operi come strumento di controllo, producendo forme di cittadinanza differenziale. In conclusione, il saggio propone alcune direzioni metodologiche per una ricerca urbana più consapevole: decostruire la "normalità" come categoria implicita di governo, illuminare le interdipendenze tra centro e margine, e decolonizzare le modalità di produzione della conoscenza restituendo voce alle soggettività subalterne.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


