L’insicurezza alimentare in Italia è un fenomeno che coinvolge milioni di persone, molte delle quali faticano ad avere accesso a cibo sano e nutriente. Mentre in alcune parti del Paese la situazione è relativamente stabile, in altre, in particolare nel Mezzogiorno, l’insicurezza alimentare rappresenta una sfida crescente. Questo capitolo analizza il fenomeno sia a livello nazionale sia regionale, utilizzando strumenti come l’Indice di Accessibilità Economica (IAE) e la Food Insecurity Experience Scale (FIES), per offrire una visione chiara delle disuguaglianze nell’accesso al cibo.A livello nazionale, l’Indice di Accessibilità Economica (IAE) ci permette di misurare l’effettiva possibilità di accedere a una dieta sana, confrontando le abitudini alimentari degli italiani con i costi delle diete raccomandate. L’aumento dei prezzi alimentari, aggravato dalla crisi economica e dall’inflazione, ha reso sempre più difficile per molte persone mantenere una dieta equilibrata. Questo ha messo in evidenza un divario tra le regioni: mentre nel Nord il costo dei cibi è aumentato moderatamente, al Sud l’incidenza della spesa alimentare sui bilanci familiari è cresciuta significativamente, rendendo le diete sane e sostenibili, come quelle suggerite dalla dieta mediterranea, sempre più difficili da mantenere. La Food Insecurity Experience Scale (FIES), utilizzata per misurare la gravità dell’insicurezza alimentare, si basa su otto domande a risposta dicotomica che rilevano esperienze vissute di difficoltà nell’accesso al cibo. La scala si concentra su aspetti concreti della vita quotidiana, come la riduzione delle porzioni o la rinuncia ai pasti, spesso legati a vincoli economici. Le risposte vengono convertite in un punteggio che consente di classificare gli individui secondo diversi livelli di gravità dell’insicurezza alimentare, da lieve a grave. Questo approccio permette di cogliere non solo la deprivazione materiale di cibo, ma anche segnali precoci di disagio percepito associati all’incertezza alimentare. Comprendere le disuguaglianze nell’accesso al cibo, anche attraverso strumenti come lo IAE e la FIES, offre una base solida per orientare azioni di policy tese a ridurre le disuguaglianze sociali nell’accesso al cibo. La questione non riguarda soltanto la disponibilità di alimenti, ma anche la loro accessibilità economica e le condizioni soggettive associate all’incertezza alimentare.Tali strumenti, pur con i loro limiti, consentono di esplorare le diverse forme che l’insicurezza alimentare può assumere nel contesto italiano, evidenziando al contempo la necessità di affrontare le sfide poste dalle disuguaglianze territoriali e sociali.
Il quadro del fenomeno in Italia: analisi nazionale e regionale dell’insicurezza alimentare / Minotti, Bianca; Giacardi, Alessandro; Carlo, Cafiero; Daniela, Bernaschi. - (2025), pp. 95-120. - UOMO, AMBIENTE, SVILUPPO. CURSA–STUDI, PIANI E PROGETTI.
Il quadro del fenomeno in Italia: analisi nazionale e regionale dell’insicurezza alimentare
Alessandro GiacardiWriting – Original Draft Preparation
;
2025
Abstract
L’insicurezza alimentare in Italia è un fenomeno che coinvolge milioni di persone, molte delle quali faticano ad avere accesso a cibo sano e nutriente. Mentre in alcune parti del Paese la situazione è relativamente stabile, in altre, in particolare nel Mezzogiorno, l’insicurezza alimentare rappresenta una sfida crescente. Questo capitolo analizza il fenomeno sia a livello nazionale sia regionale, utilizzando strumenti come l’Indice di Accessibilità Economica (IAE) e la Food Insecurity Experience Scale (FIES), per offrire una visione chiara delle disuguaglianze nell’accesso al cibo.A livello nazionale, l’Indice di Accessibilità Economica (IAE) ci permette di misurare l’effettiva possibilità di accedere a una dieta sana, confrontando le abitudini alimentari degli italiani con i costi delle diete raccomandate. L’aumento dei prezzi alimentari, aggravato dalla crisi economica e dall’inflazione, ha reso sempre più difficile per molte persone mantenere una dieta equilibrata. Questo ha messo in evidenza un divario tra le regioni: mentre nel Nord il costo dei cibi è aumentato moderatamente, al Sud l’incidenza della spesa alimentare sui bilanci familiari è cresciuta significativamente, rendendo le diete sane e sostenibili, come quelle suggerite dalla dieta mediterranea, sempre più difficili da mantenere. La Food Insecurity Experience Scale (FIES), utilizzata per misurare la gravità dell’insicurezza alimentare, si basa su otto domande a risposta dicotomica che rilevano esperienze vissute di difficoltà nell’accesso al cibo. La scala si concentra su aspetti concreti della vita quotidiana, come la riduzione delle porzioni o la rinuncia ai pasti, spesso legati a vincoli economici. Le risposte vengono convertite in un punteggio che consente di classificare gli individui secondo diversi livelli di gravità dell’insicurezza alimentare, da lieve a grave. Questo approccio permette di cogliere non solo la deprivazione materiale di cibo, ma anche segnali precoci di disagio percepito associati all’incertezza alimentare. Comprendere le disuguaglianze nell’accesso al cibo, anche attraverso strumenti come lo IAE e la FIES, offre una base solida per orientare azioni di policy tese a ridurre le disuguaglianze sociali nell’accesso al cibo. La questione non riguarda soltanto la disponibilità di alimenti, ma anche la loro accessibilità economica e le condizioni soggettive associate all’incertezza alimentare.Tali strumenti, pur con i loro limiti, consentono di esplorare le diverse forme che l’insicurezza alimentare può assumere nel contesto italiano, evidenziando al contempo la necessità di affrontare le sfide poste dalle disuguaglianze territoriali e sociali.| File | Dimensione | Formato | |
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