In un sistema capitalistico, basato sulla continua ricerca della migliore allocazione del capitale, mercati efficienti e funzionali tendono a sostenere le imprese eccellenti e a eliminare quelle meno competitive. Proprio il gioco competitivo fa sì che la vita dell’impresa si svolga alternando fasi positive di crescita a fasi negative di declino, rendendo le situazioni di crisi fenomeni connaturati alle economie di mercato e, per tale ragione, ineliminabili. Il processo di rinnovamento (aspetto macroeconomico) e di miglioramento (aspetto microeconomico) continuo innescato o accelerato dalle crisi aziendali, può rappresentare un fenomeno negativo per un sistema economico quando i mercati dei capitali e del lavoro non consentono la riallocazione delle risorse tecniche e umane liberate da imprese in crisi che si riconvertono, ridimensionano o cessano. La crisi rappresenta un momento patologico della vita aziendale, causata da incapacità degli organi di governo di adeguare strategia e struttura (operativa e finanziaria) dell’azienda ai mutamenti del contesto di riferimento e alla rischiosità del business. Considerando quindi sia le responsabilità di imprenditori, amministratori e manager, sia i limiti oggettivi dettati dal contesto competitivo, occorre chiedersi come distinguere le imprese in crisi che vanno tutelate e salvate, da quelle che invece vanno accompagnate verso una cessazione che sia meno traumatica possibile per i terzi. A tal riguardo, assume un ruolo fondamentale il piano di risanamento. La crisi aziendale richiede all’organo di governo di predisporre tempestivamente dei piani d’azione che consentano il ripristino delle capacità competitive e degli equilibri economico-finanziari. Delineando i possibili scenari futuri e descrivendo le azioni e gli interventi che l’impresa intende mettere in campo, essi consentono, non solo al management ma anche ai terzi, di valutare le concrete possibilità di recupero dell’equilibrio economico-finanziario e di ritorno alla creazione di valore. Dunque, i piani di risanamento servono, in primo luogo, a capire la ragionevolezza del recupero aziendale: internamente proprietà e management devono comprendere se vale la pena impegnarsi in un percorso più o meno articolato e difficoltoso per risanare l’azienda; esternamente, i creditori sociali devo valutare se vale la pena sostenere dei sacrifici rispetto alle loro pretese economiche, al fine di sostenere il risanamento dell’impresa, in vista di un recupero di capitali che sia ragionevolmente superiore rispetto a quello che otterrebbero in ipotesi di liquidazione giudiziale.

Strategie e piani di risanamento: percorsi per il ritorno alla creazione di valore / Gennaro, Alessandro. - (2018), pp. 245-303.

Strategie e piani di risanamento: percorsi per il ritorno alla creazione di valore

Gennaro Alessandro
2018

Abstract

In un sistema capitalistico, basato sulla continua ricerca della migliore allocazione del capitale, mercati efficienti e funzionali tendono a sostenere le imprese eccellenti e a eliminare quelle meno competitive. Proprio il gioco competitivo fa sì che la vita dell’impresa si svolga alternando fasi positive di crescita a fasi negative di declino, rendendo le situazioni di crisi fenomeni connaturati alle economie di mercato e, per tale ragione, ineliminabili. Il processo di rinnovamento (aspetto macroeconomico) e di miglioramento (aspetto microeconomico) continuo innescato o accelerato dalle crisi aziendali, può rappresentare un fenomeno negativo per un sistema economico quando i mercati dei capitali e del lavoro non consentono la riallocazione delle risorse tecniche e umane liberate da imprese in crisi che si riconvertono, ridimensionano o cessano. La crisi rappresenta un momento patologico della vita aziendale, causata da incapacità degli organi di governo di adeguare strategia e struttura (operativa e finanziaria) dell’azienda ai mutamenti del contesto di riferimento e alla rischiosità del business. Considerando quindi sia le responsabilità di imprenditori, amministratori e manager, sia i limiti oggettivi dettati dal contesto competitivo, occorre chiedersi come distinguere le imprese in crisi che vanno tutelate e salvate, da quelle che invece vanno accompagnate verso una cessazione che sia meno traumatica possibile per i terzi. A tal riguardo, assume un ruolo fondamentale il piano di risanamento. La crisi aziendale richiede all’organo di governo di predisporre tempestivamente dei piani d’azione che consentano il ripristino delle capacità competitive e degli equilibri economico-finanziari. Delineando i possibili scenari futuri e descrivendo le azioni e gli interventi che l’impresa intende mettere in campo, essi consentono, non solo al management ma anche ai terzi, di valutare le concrete possibilità di recupero dell’equilibrio economico-finanziario e di ritorno alla creazione di valore. Dunque, i piani di risanamento servono, in primo luogo, a capire la ragionevolezza del recupero aziendale: internamente proprietà e management devono comprendere se vale la pena impegnarsi in un percorso più o meno articolato e difficoltoso per risanare l’azienda; esternamente, i creditori sociali devo valutare se vale la pena sostenere dei sacrifici rispetto alle loro pretese economiche, al fine di sostenere il risanamento dell’impresa, in vista di un recupero di capitali che sia ragionevolmente superiore rispetto a quello che otterrebbero in ipotesi di liquidazione giudiziale.
2018
Crisi d'impresa. Rilevare, gestire, risolvere
978-88-95155-72-2
valore; crisi; risanamento; turnaround; piani aziendali
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Strategie e piani di risanamento: percorsi per il ritorno alla creazione di valore / Gennaro, Alessandro. - (2018), pp. 245-303.
File allegati a questo prodotto
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1762246
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact