The theme of the "sin of Fortune" is a recurring motif within Giovanni Boccaccio’s Decameron, emerging as early as the work's Proemio. Boccaccio’s conceptual framework is informed by the Dantean vision of Fortune as a divine intelligence, tasked with reminding humanity of the transience of worldly goods. This article investigates Dante’s influence on Boccaccio and identifies, beneath the surface, the presence of the Virgilian model of Queen Dido, who is inclined to assist those in need as she remains mindful of her own past misfortunes.

Il tema del "peccato della Fortuna" è piuttosto diffuso all'interno del "Decameron" di Giovanni Boccaccio, già a partire dal "Proemio" dell'opera. Alle spalle dell'autore si pone la concezione dantesca della Fortuna come intelligenza divina, chiamata a ricordare agli esseri umani la caducità dei beni mondani. L'articolo indaga l'influenza dantesca in Boccaccio e ravvisa, in filigrana, anche la presenza del modello virgiliano della regina Didone, propensa ad aiutare i bisognosi, perché memore delle proprie sventure.

Ingiustizia della fortuna e "compassio" nel "Decameron" di Boccaccio / Storini, Monica Cristina. - (2025), pp. 293-303.

Ingiustizia della fortuna e "compassio" nel "Decameron" di Boccaccio

Storini Monica Cristina
2025

Abstract

The theme of the "sin of Fortune" is a recurring motif within Giovanni Boccaccio’s Decameron, emerging as early as the work's Proemio. Boccaccio’s conceptual framework is informed by the Dantean vision of Fortune as a divine intelligence, tasked with reminding humanity of the transience of worldly goods. This article investigates Dante’s influence on Boccaccio and identifies, beneath the surface, the presence of the Virgilian model of Queen Dido, who is inclined to assist those in need as she remains mindful of her own past misfortunes.
2025
Justice et miséricorde à l’époque de Dante
978-88-3613-240-9
Il tema del "peccato della Fortuna" è piuttosto diffuso all'interno del "Decameron" di Giovanni Boccaccio, già a partire dal "Proemio" dell'opera. Alle spalle dell'autore si pone la concezione dantesca della Fortuna come intelligenza divina, chiamata a ricordare agli esseri umani la caducità dei beni mondani. L'articolo indaga l'influenza dantesca in Boccaccio e ravvisa, in filigrana, anche la presenza del modello virgiliano della regina Didone, propensa ad aiutare i bisognosi, perché memore delle proprie sventure.
Giovanni Boccaccio; Decameron; peccato della Fortuna; Dante e Virgilio
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Ingiustizia della fortuna e "compassio" nel "Decameron" di Boccaccio / Storini, Monica Cristina. - (2025), pp. 293-303.
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