Ogni intrapresa economica costituisce un’opportunità di investimento per chi la finanzia. La proprietà sostiene la nascita e lo sviluppo dell’impresa con capitale di rischio; si attende di incassare dividendi nel tempo e di recuperare il capitale versato al termine della vita aziendale. I creditori forniscono capitale di debito attraverso forme tecniche correlate alla durata e all’entità dei fabbisogni aziendali. Altre forme di finanziamento sono connesse ai rapporti commerciali passivi e attivi intrattenuti con fornitori e clienti; queste non possono essere assimilate a contratti di finanziamento in quanto originano da accordi centrati sulla negoziazione di beni e servizi. Gli investitori (proprietà e finanziatori terzi) attendono dall’impiego di capitale rendimenti (tassi finanziari, non ratios contabili) allineati alle prospettive economico-finanziarie indicate dal management nei piani aziendali, e coerenti con il profilo rischio-rendimento di altre opportunità presenti sul mercato. Il management, a sua volta, attraverso i piani prospetta impieghi e ritorni del capitale collegati agli obiettivi strategici e alle modalità economiche-relazionali progettate per raggiungerli. La dinamica finanziaria che ne scaturisce in parte può essere ricondotta ai cicli delle operazioni ricorrenti, in parte ai più lunghi cicli di investimento e ai cicli di finanziamento strutturali. Azionisti e finanziatori conoscono i risultati effettivi solo quando il management li comunica periodicamente all’esterno; fino a quel punto traducono ogni informazione e segnale correlato ai propri investimenti in variazioni di valore. La concezione finanziaria dell’impresa richiede modelli di analisi e sintesi del funzionamento aziendale congeniali rispetto alla logica finanziaria, in grado cioè di evidenziare quegli elementi che consentono l’apprezzamento di piani e consuntivi aziendali nella prospettiva del valore. Attraverso rendiconti coerenti, management, azionisti e finanziatori prima prospettano (ex ante) e poi controllano (ex post) i risultati aziendali.
Concezione finanziaria dell'impresa / Gennaro, Alessandro. - (2022), pp. 107-139.
Concezione finanziaria dell'impresa
Gennaro Alessandro
2022
Abstract
Ogni intrapresa economica costituisce un’opportunità di investimento per chi la finanzia. La proprietà sostiene la nascita e lo sviluppo dell’impresa con capitale di rischio; si attende di incassare dividendi nel tempo e di recuperare il capitale versato al termine della vita aziendale. I creditori forniscono capitale di debito attraverso forme tecniche correlate alla durata e all’entità dei fabbisogni aziendali. Altre forme di finanziamento sono connesse ai rapporti commerciali passivi e attivi intrattenuti con fornitori e clienti; queste non possono essere assimilate a contratti di finanziamento in quanto originano da accordi centrati sulla negoziazione di beni e servizi. Gli investitori (proprietà e finanziatori terzi) attendono dall’impiego di capitale rendimenti (tassi finanziari, non ratios contabili) allineati alle prospettive economico-finanziarie indicate dal management nei piani aziendali, e coerenti con il profilo rischio-rendimento di altre opportunità presenti sul mercato. Il management, a sua volta, attraverso i piani prospetta impieghi e ritorni del capitale collegati agli obiettivi strategici e alle modalità economiche-relazionali progettate per raggiungerli. La dinamica finanziaria che ne scaturisce in parte può essere ricondotta ai cicli delle operazioni ricorrenti, in parte ai più lunghi cicli di investimento e ai cicli di finanziamento strutturali. Azionisti e finanziatori conoscono i risultati effettivi solo quando il management li comunica periodicamente all’esterno; fino a quel punto traducono ogni informazione e segnale correlato ai propri investimenti in variazioni di valore. La concezione finanziaria dell’impresa richiede modelli di analisi e sintesi del funzionamento aziendale congeniali rispetto alla logica finanziaria, in grado cioè di evidenziare quegli elementi che consentono l’apprezzamento di piani e consuntivi aziendali nella prospettiva del valore. Attraverso rendiconti coerenti, management, azionisti e finanziatori prima prospettano (ex ante) e poi controllano (ex post) i risultati aziendali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


