Il santuario sorge su una rupe a picco sulla valle del Giovenzano, in località Guadagnolo, nel territorio comunale di Capranica Prenestina. Le scarse notizie sulla sua origine non permettono di determinarne l’epoca di fondazione e di ricostruirne con certezza le prime fasi co- struttive. Sul sito esistono molte leggende. La chiesa sarebbe stata costruita da Costantino e consacrata da Silvestro I nel luogo dove sarebbe avvenuto il miracolo di sant’Eustachio. Nella stessa grotta in cui si sarebbe fermato il santo, situata alle spalle della chiesa, avrebbe soggiornato anche san Benedetto, prima di ritirarsi a Subiaco. Egli avrebbe restaurato la chiesa e fondato un cenobio in cui i monaci sarebbero rimasti fino alla fine del Trecento. La prima testimonianza certa dell’esistenza del santuario è nel di- ploma di Giovanni XII (958). Nel 984 fu concesso al monastero be- nedettino dei Santi Andrea e Gregorio sul Clivus Scauri in Roma, per poi passare, insieme al territorio circostante, sotto il dominio dei signori feudali di Poli. All’avvio del secolo XIII, per impulso di Claro, vescovo tiburtino, il santuario si ingrandì, ma nei secoli successivi dovette essere ab- bandonato poiché è così che lo trovò il gesuita Athanasius Kircher quando raggiunse la Mentorella nel 1661. Rinvenne la chiesa e i ruderi del monastero e si occupò di rinnovare le costruzioni e di rav- vivarne il culto. Con i fondi raccolti fece costruire un edificio con quindici stanze per i visitatori e una lunga scala per raggiungere una cappella sulla cima della rupe che dedicò a sant’Eustachio (rinnovata nel 1947 dal Rettore padre Leon Wojtyniak). Nel 1857 Pio IX concesse il santuario alla Congregazione della Ri- surrezione, che ingrandì il convento e restaurò le pitture murarie che erano state precedentemente ricoperte con una scialbatura. L’iscri- zione sull’ampliamento dell’edificio rimanda al 1899. La chiesa ha un impianto a tre navate, con pilastri a pianta quadrata che sorreggono archi ogivali ed è decorata con affreschi risalenti ai secoli XV, XVII e XIX.

Santuario Santa Maria della Mentorella / Mancini, Rossana. - (2026), pp. 140-141.

Santuario Santa Maria della Mentorella

Rossana Mancini
2026

Abstract

Il santuario sorge su una rupe a picco sulla valle del Giovenzano, in località Guadagnolo, nel territorio comunale di Capranica Prenestina. Le scarse notizie sulla sua origine non permettono di determinarne l’epoca di fondazione e di ricostruirne con certezza le prime fasi co- struttive. Sul sito esistono molte leggende. La chiesa sarebbe stata costruita da Costantino e consacrata da Silvestro I nel luogo dove sarebbe avvenuto il miracolo di sant’Eustachio. Nella stessa grotta in cui si sarebbe fermato il santo, situata alle spalle della chiesa, avrebbe soggiornato anche san Benedetto, prima di ritirarsi a Subiaco. Egli avrebbe restaurato la chiesa e fondato un cenobio in cui i monaci sarebbero rimasti fino alla fine del Trecento. La prima testimonianza certa dell’esistenza del santuario è nel di- ploma di Giovanni XII (958). Nel 984 fu concesso al monastero be- nedettino dei Santi Andrea e Gregorio sul Clivus Scauri in Roma, per poi passare, insieme al territorio circostante, sotto il dominio dei signori feudali di Poli. All’avvio del secolo XIII, per impulso di Claro, vescovo tiburtino, il santuario si ingrandì, ma nei secoli successivi dovette essere ab- bandonato poiché è così che lo trovò il gesuita Athanasius Kircher quando raggiunse la Mentorella nel 1661. Rinvenne la chiesa e i ruderi del monastero e si occupò di rinnovare le costruzioni e di rav- vivarne il culto. Con i fondi raccolti fece costruire un edificio con quindici stanze per i visitatori e una lunga scala per raggiungere una cappella sulla cima della rupe che dedicò a sant’Eustachio (rinnovata nel 1947 dal Rettore padre Leon Wojtyniak). Nel 1857 Pio IX concesse il santuario alla Congregazione della Ri- surrezione, che ingrandì il convento e restaurò le pitture murarie che erano state precedentemente ricoperte con una scialbatura. L’iscri- zione sull’ampliamento dell’edificio rimanda al 1899. La chiesa ha un impianto a tre navate, con pilastri a pianta quadrata che sorreggono archi ogivali ed è decorata con affreschi risalenti ai secoli XV, XVII e XIX.
2026
Passaggi della Valle dell'Aniene. Guida agli itinerari del sacro
9788822924711
Guadagnolo; Giovenzano; Mentorella
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Santuario Santa Maria della Mentorella / Mancini, Rossana. - (2026), pp. 140-141.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1761584
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