Il saggio mette a confronto le lettere indirizzate da Petrarca a Urbano V con i messaggi rivolti al medesimo pontefice da Santa Brigida. Tanto nel caso delle Senili (VII, 1; IX 1; XI 1) e della Dispersa 61, quanto in quella delle Revelaciones (IV 49; IV 137; IV, 138), infatti, tale produzione dà voce a una speranza collettiva e si affida al carisma peculiare dello scrivente. Il confronto con i testi di Santa Brigida, nobildonna e mistica influente, venerata da una serie di personaggi vicini a Petrarca e in diversa misura influenti politicamente (Niccolò e Lapa Acciaiuoli, Gómez Albornoz), permette di misurare e contestualizzare il ricorso a un registro “profetico” nelle Seniles e, in particolar modo, nella Dispersa 61. Come accade nel caso delle Sine nomine e dei sonetti Babilonesi, infatti, Petrarca ricorre a un immaginario e un canone di citazioni di carattere profetico, entrando in rapporto con l’orizzonte d’attesa dei suoi lettori in Curia (il Pontefice, i Cardinali, i membri dell’amministrazione). Se nel caso della produzione connessa con gli ultimi anni del pontificato di Clemente V e quello di Innocenzo VI (le Sine nomine e il ciclo Rvf 136-138), è possibile ipotizzare la conoscenza perlomeno indiretta della produzione di Giovanni da Rupescissa, prigioniero ad Avignone ma al contempo temuto ed ascoltato da parte di molti curiali, nel caso delle lettere a Urbano V risulta prezioso il confronto con i messaggi riferiti dalla mistica svedese per conto della Vergine e di Cristo. Questi ultimi, infatti, dovettero circolare ampiamente negli ambienti curiali, considerando l’abile promozione portata avanti da Alfonso de Pecha, confessore e mentore di Brigida. Dopo aver passato in rassegna la produzione epistolare rivolta ai pontefici da Petrarca e da S. Brigida, il saggio si concentra sulle modalità con le quali l’umanista e la mistica evidenziano il ruolo dello Spirito Santo nell’elezione di Urbano V, da una parte, e criticano le incertezze e le incoerenze nella concreta azione politica di Guillaume de Grimoard, dall’altra. Nella parte conclusiva, infine, si analizza la struttura della Dispersa 61, esplicitamente descritta da Petrarca come un testo che muta registro stilistico, passando dal sermus blandus, curiale e politico, per quanto non privo di elementi profetici, delle Seniles, ai devoti insultes necessari per l’estremo, disperato tentativo di trattenere il pontefice recalcitrante a Roma.

Scrivere al pontefice tra exhortatio e profezia. Petrarca, Santa Brigida, Urbano V / Geri, Lorenzo. - (2025), pp. 139-155.

Scrivere al pontefice tra exhortatio e profezia. Petrarca, Santa Brigida, Urbano V

GERI, Lorenzo
2025

Abstract

Il saggio mette a confronto le lettere indirizzate da Petrarca a Urbano V con i messaggi rivolti al medesimo pontefice da Santa Brigida. Tanto nel caso delle Senili (VII, 1; IX 1; XI 1) e della Dispersa 61, quanto in quella delle Revelaciones (IV 49; IV 137; IV, 138), infatti, tale produzione dà voce a una speranza collettiva e si affida al carisma peculiare dello scrivente. Il confronto con i testi di Santa Brigida, nobildonna e mistica influente, venerata da una serie di personaggi vicini a Petrarca e in diversa misura influenti politicamente (Niccolò e Lapa Acciaiuoli, Gómez Albornoz), permette di misurare e contestualizzare il ricorso a un registro “profetico” nelle Seniles e, in particolar modo, nella Dispersa 61. Come accade nel caso delle Sine nomine e dei sonetti Babilonesi, infatti, Petrarca ricorre a un immaginario e un canone di citazioni di carattere profetico, entrando in rapporto con l’orizzonte d’attesa dei suoi lettori in Curia (il Pontefice, i Cardinali, i membri dell’amministrazione). Se nel caso della produzione connessa con gli ultimi anni del pontificato di Clemente V e quello di Innocenzo VI (le Sine nomine e il ciclo Rvf 136-138), è possibile ipotizzare la conoscenza perlomeno indiretta della produzione di Giovanni da Rupescissa, prigioniero ad Avignone ma al contempo temuto ed ascoltato da parte di molti curiali, nel caso delle lettere a Urbano V risulta prezioso il confronto con i messaggi riferiti dalla mistica svedese per conto della Vergine e di Cristo. Questi ultimi, infatti, dovettero circolare ampiamente negli ambienti curiali, considerando l’abile promozione portata avanti da Alfonso de Pecha, confessore e mentore di Brigida. Dopo aver passato in rassegna la produzione epistolare rivolta ai pontefici da Petrarca e da S. Brigida, il saggio si concentra sulle modalità con le quali l’umanista e la mistica evidenziano il ruolo dello Spirito Santo nell’elezione di Urbano V, da una parte, e criticano le incertezze e le incoerenze nella concreta azione politica di Guillaume de Grimoard, dall’altra. Nella parte conclusiva, infine, si analizza la struttura della Dispersa 61, esplicitamente descritta da Petrarca come un testo che muta registro stilistico, passando dal sermus blandus, curiale e politico, per quanto non privo di elementi profetici, delle Seniles, ai devoti insultes necessari per l’estremo, disperato tentativo di trattenere il pontefice recalcitrante a Roma.
2025
Petrarca medievale
979-12-5496-304-3
Francesco Petrarca; Urbano V; Storia del Papato (Medioevo); Brigida di Svezia; profetismo; Seniles; Dispersa 61
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Scrivere al pontefice tra exhortatio e profezia. Petrarca, Santa Brigida, Urbano V / Geri, Lorenzo. - (2025), pp. 139-155.
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