Tra gli antropologi di ispirazione marxista, Pierre-Philippe Rey è conosciuto soprattutto come il teorico dell’articolazione dei modi di produzione. I suoi lavori tra gli anni Settanta e i primi anni Ottanta hanno offerto un’analisi profonda delle condizioni e dei meccanismi attraverso i quali l’espansione di un modo di produzione capitalista riesce, o non riesce, a imporsi sulle società non capitaliste del cosiddetto “Terzo Mondo” – per usare una espressione ricorrente nei dibattiti di quegli anni –, in primis quelle del continente africano. Alla base di questi contributi teorici specifici c’è una concezione più generale della natura e del progetto dell’antropologia e del ruolo politico del ricercatore di fronte alla lotta di classe dei contadini e dei proletari nella periferia del sistema mondiale capitalistico contemporaneo, che offre suggestioni altrettanto significative. Per comprendere meglio il portato delle sue posizioni crediamo sia utile soffermarsi inizialmente sul contesto intellettuale dentro cui prende forma e si sviluppa la sua riflessione teorica, nonché sulle linee di continuità e differenza che lo contraddistinguono rispetto agli altri principali rappresentanti dell’antropologia economica marxista francese, di cui Rey è stato uno dei più importanti esponenti. Nella parte finale di questa prefazione approfondiamo in modo più specifico il suo contributo al dibattito sui modi di produzione, che fa da sfondo alla proposta teorica contenuta in "Le alleanze di classe".
Prefazione alla nuova edizione / D'Angelo, Lorenzo; Aria, Matteo. - (2026), pp. 1-28.
Prefazione alla nuova edizione
Lorenzo D'AngeloCo-primo
Writing – Original Draft Preparation
;Matteo AriaCo-primo
2026
Abstract
Tra gli antropologi di ispirazione marxista, Pierre-Philippe Rey è conosciuto soprattutto come il teorico dell’articolazione dei modi di produzione. I suoi lavori tra gli anni Settanta e i primi anni Ottanta hanno offerto un’analisi profonda delle condizioni e dei meccanismi attraverso i quali l’espansione di un modo di produzione capitalista riesce, o non riesce, a imporsi sulle società non capitaliste del cosiddetto “Terzo Mondo” – per usare una espressione ricorrente nei dibattiti di quegli anni –, in primis quelle del continente africano. Alla base di questi contributi teorici specifici c’è una concezione più generale della natura e del progetto dell’antropologia e del ruolo politico del ricercatore di fronte alla lotta di classe dei contadini e dei proletari nella periferia del sistema mondiale capitalistico contemporaneo, che offre suggestioni altrettanto significative. Per comprendere meglio il portato delle sue posizioni crediamo sia utile soffermarsi inizialmente sul contesto intellettuale dentro cui prende forma e si sviluppa la sua riflessione teorica, nonché sulle linee di continuità e differenza che lo contraddistinguono rispetto agli altri principali rappresentanti dell’antropologia economica marxista francese, di cui Rey è stato uno dei più importanti esponenti. Nella parte finale di questa prefazione approfondiamo in modo più specifico il suo contributo al dibattito sui modi di produzione, che fa da sfondo alla proposta teorica contenuta in "Le alleanze di classe".I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


