Obiettivo del contributo è riflettere sulla condizione plurilingue dei figli degli immigrati stranieri, che in base alla norma in vigore in Italia possono essere considerati come alunni BES. La presenza dei giovani di famiglia immigrata straniera – nuovi italiani – costituisce forse il più rilevante cambiamento degli assetti socioculturali, linguistici, educativi recenti del sistema scolastico nazionale. La loro condizione linguistica dei figli degli immigrati stranieri in Italia presenta tratti in sintonia e altri innovativi rispetto allo storico plurilinguismo nazionale, perché nel loro repertorio linguistico si incontrano – e si scontrano – le forme dell’italiano, delle parlate dei contesti locali di vita (dialetti, lingue di minoranza) nonché le risorse linguistiche delle famiglie di origine, cioè quelle che sono state chiamate “lingue immigrate” (Barni / Villarini 2001). Nella realtà invece il loro plurilinguismo non viene considerato una risorsa, ma un deficit.
Educazione alle lingue e ai linguaggi: “da vicino nessuno è normale” / Barni, M; Vedovelli, M. - (2026), pp. 49-66. - I QUADERNI DEL GISCEL.
Educazione alle lingue e ai linguaggi: “da vicino nessuno è normale”
Barni M
Co-primo
;Vedovelli MCo-primo
2026
Abstract
Obiettivo del contributo è riflettere sulla condizione plurilingue dei figli degli immigrati stranieri, che in base alla norma in vigore in Italia possono essere considerati come alunni BES. La presenza dei giovani di famiglia immigrata straniera – nuovi italiani – costituisce forse il più rilevante cambiamento degli assetti socioculturali, linguistici, educativi recenti del sistema scolastico nazionale. La loro condizione linguistica dei figli degli immigrati stranieri in Italia presenta tratti in sintonia e altri innovativi rispetto allo storico plurilinguismo nazionale, perché nel loro repertorio linguistico si incontrano – e si scontrano – le forme dell’italiano, delle parlate dei contesti locali di vita (dialetti, lingue di minoranza) nonché le risorse linguistiche delle famiglie di origine, cioè quelle che sono state chiamate “lingue immigrate” (Barni / Villarini 2001). Nella realtà invece il loro plurilinguismo non viene considerato una risorsa, ma un deficit.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


