In 1979, after a long narrative silence and a particularly troubled gestation, Italo Calvino published one of the masterpieces of twentieth-century literature: If on a winter’s night a traveler. The typescript of the work now makes it possible to reconstruct several stages of its composition: its pages lead us into the heart of Calvino’s workshop, the site of a restless and uninterrupted labor, clearly evidenced by added and discarded sheets, as well as by the many deletions and variants that the document preserves in their layered complexity. The author’s repeated interventions extend even to key moments of the plot, where crucial questions of poetics take shape and through which Calvino probes the ultimate meaning of his writing. From the (never published) journal project “Alì Babà” to the intense dialogue with French intellectual circles, from his American journey of 1959–60 to his early cybernetic experiments with the Oulipo, a series of long-term reflections and trajectories finds in the pages of the Traveler a harmonious and self-contained synthesis. This volume explores this unpublished material for the first time, tracing a dialogue between philological inquiry and textual criticism in order to establish the chronology of composition and the underlying reasons for the troubled revision of a labyrinthine and ever-open work—entirely faithful, in this respect, to its nature as a “classic”: “a book that has never finished saying what it has to say.”

Nel 1979, dopo un lungo silenzio narrativo e una gestazione assai sofferta, Italo Calvino dà alle stampe uno dei capolavori della letteratura del Novecento: Se una notte d’inverno un viaggiatore. Il dattiloscritto dell’opera consente oggi di ricostruire diverse fasi della sua composizione: con le sue pagine entriamo infatti nel cuore dell’officina calviniana, luogo di un lavoro ininterrotto e inquieto di cui sono spia evidente i fogli aggiunti e quelli espunti, le molte cancellature e varianti che il documento restituisce nella loro stratificata complessità. Le ripetute incursioni d’autore non risparmiano punti nodali della trama, dove si precisano e prendono forma le importanti questioni di poetica con cui Calvino interroga il senso ultimo della sua scrittura. Dal progetto della (mai pubblicata) rivista “Alì Babà” al fitto confronto con le scuole francesi, dal viaggio americano degli anni 1959-60 ai primi esperimenti cibernetici con l’OuLiPo, una serie di ragionamenti e itinerari di lungo corso trova infatti nelle pagine del Viaggiatore una sintesi armoniosa e in sé compiuta. Il volume esplora per la prima volta questo inedito, sul filo di un dialogo tra indagine filologica e critica testuale, per stabilire i tempi di stesura e le ragioni sottese alla tormentata revisione di un’opera labirintica e sempre aperta, del tutto fedele in questo alla sua natura di “classico”: “un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.”

Scrivere, correggere, riscrivere. Il dattiloscritto di Se una notte d’inverno un viaggiatore / D'Agostino, Ada. - (2023), pp. 7-166.

Scrivere, correggere, riscrivere. Il dattiloscritto di Se una notte d’inverno un viaggiatore

ada d'agostino
2023

Abstract

In 1979, after a long narrative silence and a particularly troubled gestation, Italo Calvino published one of the masterpieces of twentieth-century literature: If on a winter’s night a traveler. The typescript of the work now makes it possible to reconstruct several stages of its composition: its pages lead us into the heart of Calvino’s workshop, the site of a restless and uninterrupted labor, clearly evidenced by added and discarded sheets, as well as by the many deletions and variants that the document preserves in their layered complexity. The author’s repeated interventions extend even to key moments of the plot, where crucial questions of poetics take shape and through which Calvino probes the ultimate meaning of his writing. From the (never published) journal project “Alì Babà” to the intense dialogue with French intellectual circles, from his American journey of 1959–60 to his early cybernetic experiments with the Oulipo, a series of long-term reflections and trajectories finds in the pages of the Traveler a harmonious and self-contained synthesis. This volume explores this unpublished material for the first time, tracing a dialogue between philological inquiry and textual criticism in order to establish the chronology of composition and the underlying reasons for the troubled revision of a labyrinthine and ever-open work—entirely faithful, in this respect, to its nature as a “classic”: “a book that has never finished saying what it has to say.”
2023
978-88-290-1401-9
Nel 1979, dopo un lungo silenzio narrativo e una gestazione assai sofferta, Italo Calvino dà alle stampe uno dei capolavori della letteratura del Novecento: Se una notte d’inverno un viaggiatore. Il dattiloscritto dell’opera consente oggi di ricostruire diverse fasi della sua composizione: con le sue pagine entriamo infatti nel cuore dell’officina calviniana, luogo di un lavoro ininterrotto e inquieto di cui sono spia evidente i fogli aggiunti e quelli espunti, le molte cancellature e varianti che il documento restituisce nella loro stratificata complessità. Le ripetute incursioni d’autore non risparmiano punti nodali della trama, dove si precisano e prendono forma le importanti questioni di poetica con cui Calvino interroga il senso ultimo della sua scrittura. Dal progetto della (mai pubblicata) rivista “Alì Babà” al fitto confronto con le scuole francesi, dal viaggio americano degli anni 1959-60 ai primi esperimenti cibernetici con l’OuLiPo, una serie di ragionamenti e itinerari di lungo corso trova infatti nelle pagine del Viaggiatore una sintesi armoniosa e in sé compiuta. Il volume esplora per la prima volta questo inedito, sul filo di un dialogo tra indagine filologica e critica testuale, per stabilire i tempi di stesura e le ragioni sottese alla tormentata revisione di un’opera labirintica e sempre aperta, del tutto fedele in questo alla sua natura di “classico”: “un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.”
En 1979, après un long silence narratif et une gestation particulièrement tourmentée, Italo Calvino publie l’un des chefs-d’œuvre de la littérature du XXe siècle : Si par une nuit d’hiver un voyageur. Le tapuscrit de l’œuvre permet aujourd’hui d’en reconstruire les différentes phases de composition : ses pages nous font en effet entrer au cœur de l’atelier calvinien, lieu d’un travail ininterrompu et inquiet dont témoignent les feuillets ajoutés et supprimés, les nombreuses ratures et variantes que le document restitue dans leur complexité stratifiée. Les interventions répétées de l’auteur ne ménagent pas les points nodaux de l’intrigue, où se précisent et prennent forme les questions essentielles de poétique par lesquelles Calvino interroge le sens ultime de son écriture. Du projet de la revue (jamais publiée) « Alì Babà » au dialogue serré avec les écoles françaises, du voyage américain des années 1959-1960 aux premières expérimentations cybernétiques avec l’Ouvroir de littérature potentielle, toute une série de réflexions et d’itinéraires de longue durée trouve dans les pages du Voyageur une synthèse harmonieuse et pleinement accomplie. Le volume explore pour la première fois cet inédit, dans un dialogue entre enquête philologique et critique textuelle, afin d’établir les temps de rédaction et les raisons sous-jacentes à la révision tourmentée d’une œuvre labyrinthique et toujours ouverte, fidèle en cela à sa nature de « classique » : « un livre qui n’a jamais fini de dire ce qu’il a à dire ».
Italo Calvino; Se una notte d'inverno un viaggiatore; dattiloscritto; critica genetica; critica letteraria; corrispondenza inedita; cibernetica; identità; traduzione
03 Monografia::03a Saggio, Trattato Scientifico
Scrivere, correggere, riscrivere. Il dattiloscritto di Se una notte d’inverno un viaggiatore / D'Agostino, Ada. - (2023), pp. 7-166.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1760570
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