Nel libro "Le principe d’anarchie: Heidegger et la question de l’agir", Schürmann connota l’anarchia ontologica come un potenziale da realizzare, mentre nell’opera postuma "Des Hégémonies brisées" sembra piuttosto constatarne il carattere radicalmente impotenziale. Nell’arco di circa un decennio qualcosa come un epilogo ai principî epocali diviene letteralmente impensabile e l’evento dell’anarchia ontologica assume uno statuto aporetico: il principio d’anarchia non è più l’ultimo principio, il principio ulteriore capace di preparare la transizione epocale all’anarchia ontologica, ma si viene a trasfigurare in un’origine dissonante, in dissenso con se stessa. Schürmann, tuttavia, sembra ricondurre questa situazione aporetica a un problema eminentemente linguistico. Nell'opera postuma, infatti, affrancarsi dai principî è dichiarato impensabile così come è impensabile non arruolare l’universale al servizio di un nome secondo la relazione "pros hen" tematizzata da Aristotele nella "Metafisica". Se, nella riflessione schürmanniana, la metafisica è linguisticamente determinata, allora, è con una simile impensabilità linguistica che deve innanzitutto misurarsi qualsiasi riflessione che intenda confrontarsi con l’aporia schürmanniana per provare a volgerla in un’euporia, affacciandosi, quindi, oltre l’arché.
Sintassi e anarchia. Reiner Schürmann e la lingua libera dal pros hen / Luzi, Flavio. - (2025), pp. 51-72.
Sintassi e anarchia. Reiner Schürmann e la lingua libera dal pros hen
Flavio Luzi
2025
Abstract
Nel libro "Le principe d’anarchie: Heidegger et la question de l’agir", Schürmann connota l’anarchia ontologica come un potenziale da realizzare, mentre nell’opera postuma "Des Hégémonies brisées" sembra piuttosto constatarne il carattere radicalmente impotenziale. Nell’arco di circa un decennio qualcosa come un epilogo ai principî epocali diviene letteralmente impensabile e l’evento dell’anarchia ontologica assume uno statuto aporetico: il principio d’anarchia non è più l’ultimo principio, il principio ulteriore capace di preparare la transizione epocale all’anarchia ontologica, ma si viene a trasfigurare in un’origine dissonante, in dissenso con se stessa. Schürmann, tuttavia, sembra ricondurre questa situazione aporetica a un problema eminentemente linguistico. Nell'opera postuma, infatti, affrancarsi dai principî è dichiarato impensabile così come è impensabile non arruolare l’universale al servizio di un nome secondo la relazione "pros hen" tematizzata da Aristotele nella "Metafisica". Se, nella riflessione schürmanniana, la metafisica è linguisticamente determinata, allora, è con una simile impensabilità linguistica che deve innanzitutto misurarsi qualsiasi riflessione che intenda confrontarsi con l’aporia schürmanniana per provare a volgerla in un’euporia, affacciandosi, quindi, oltre l’arché.| File | Dimensione | Formato | |
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