Tra il 2006 e il 2010, su invito della regione, il gruppo di ricerca sulle architetture del Novecento a Roma, coordinato e guidato da Franco Storelli si occupa della GIL di Trastevere. I risultati di quella stagione di studi, in collaborazione con Luigi Prisco, all’epoca referente per la Legge regionale 27/01 (Interventi per la conoscenza, il recupero e la valorizzazione delle città di fondazione), sono confluiti in due volumi a cura dei due studiosi. Negli anni successivi in un crescendo di interesse, convegni e pubblicazioni, si possono segnalare i lavori in cui compare esplcitamente la GIL, ovvero le monografie di Cecilia Rostagni, sempre del 2008 e di Bruno Reichlin e Letizia Tedeschi del 2010 e il numero speciale di AR, magazine dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Roma del 2021. La condizione di restauro aperto esige e permette di tornare sulle riflessioni e le proposte metodologiche del 2007 e del 2010 nell’ambito della collaborazione tra Sapienza e Regione Lazio, non solo per tracciare un bilancio, ma anche per constatare che, pur avanzando nel restituire alla GIL alcuni dei suoi aspetti principali, tra tutti la rimozione delle pareti in muratura dall’intelaiatura delle palestre all’aperto, molto resta da fare e le indicazioni metodologiche dell’epoca conservano la loro innegabile validità. Impegnato sul fronte del recupero, Franco Storelli si interessa dell’oggetto costruito recente attraverso un’analisi che chiede perciò ragione dei diversi sistemi dell’architettura. Nelle sue lezioni occupa un posto preminente la riflessione sul senso “strutturale” dell’organismo architettonico, spingendo gli allievi a comprendere il significato che solo le relazioni possono conferire agli elementi del progetto. Il presente contributo non vuole solo ricordare l’apporto di Storelli, ma in accordo con e colleghe che al tempo costituirono il gruppo di ricerca, Cesira Paolini, Marina Pugnaletto e Alessandra Russo, si intende offrire alla presente pubblicazione, che arriva dopo quattordici anni e molti interventi di restauro, una efficace testimonianza dell’insostituibile contributo metodologico contenuto negli scritti di Storelli sulla GIL che datano dal 2007 al 2010.
La patrimonializzazione della Casa della GIL di Trastevere: Franco Storelli e le questioni di metodo / Curra', Edoardo. - (2025), pp. 73-97.
La patrimonializzazione della Casa della GIL di Trastevere: Franco Storelli e le questioni di metodo
Edoardo Curra'
2025
Abstract
Tra il 2006 e il 2010, su invito della regione, il gruppo di ricerca sulle architetture del Novecento a Roma, coordinato e guidato da Franco Storelli si occupa della GIL di Trastevere. I risultati di quella stagione di studi, in collaborazione con Luigi Prisco, all’epoca referente per la Legge regionale 27/01 (Interventi per la conoscenza, il recupero e la valorizzazione delle città di fondazione), sono confluiti in due volumi a cura dei due studiosi. Negli anni successivi in un crescendo di interesse, convegni e pubblicazioni, si possono segnalare i lavori in cui compare esplcitamente la GIL, ovvero le monografie di Cecilia Rostagni, sempre del 2008 e di Bruno Reichlin e Letizia Tedeschi del 2010 e il numero speciale di AR, magazine dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Roma del 2021. La condizione di restauro aperto esige e permette di tornare sulle riflessioni e le proposte metodologiche del 2007 e del 2010 nell’ambito della collaborazione tra Sapienza e Regione Lazio, non solo per tracciare un bilancio, ma anche per constatare che, pur avanzando nel restituire alla GIL alcuni dei suoi aspetti principali, tra tutti la rimozione delle pareti in muratura dall’intelaiatura delle palestre all’aperto, molto resta da fare e le indicazioni metodologiche dell’epoca conservano la loro innegabile validità. Impegnato sul fronte del recupero, Franco Storelli si interessa dell’oggetto costruito recente attraverso un’analisi che chiede perciò ragione dei diversi sistemi dell’architettura. Nelle sue lezioni occupa un posto preminente la riflessione sul senso “strutturale” dell’organismo architettonico, spingendo gli allievi a comprendere il significato che solo le relazioni possono conferire agli elementi del progetto. Il presente contributo non vuole solo ricordare l’apporto di Storelli, ma in accordo con e colleghe che al tempo costituirono il gruppo di ricerca, Cesira Paolini, Marina Pugnaletto e Alessandra Russo, si intende offrire alla presente pubblicazione, che arriva dopo quattordici anni e molti interventi di restauro, una efficace testimonianza dell’insostituibile contributo metodologico contenuto negli scritti di Storelli sulla GIL che datano dal 2007 al 2010.| File | Dimensione | Formato | |
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