Lo studio ha ad oggetto la cessazione della materia del contendere, ossia un’ipotesi di mors litis che, sebbene non espressamente disciplinata nel codice di procedura civile, è di fondamentale importanza dal punto di vista sistematico-applicativo, in quanto quotidianamente impiegata nelle aule di giustizia. Prendendo le mosse dalle ricostruzioni offerte dalla dottrina, l’indagine si incentra sull’evoluzione di stampo necessariamente pretorio dell’istituto. Alla luce della più recente giurisprudenza, si pongono in luce le principali questioni sollevate da tale atipica modalità conclusiva del giudizio civile, tra cui: la natura meramente dichiarativa della pronuncia; la riconduzione di tale decisione all’ambito del rito ovvero del merito; il possibile impiego del criterio della “soccombenza virtuale” ai fini della rifusione delle spese processuali; la sorte dei provvedimenti resi nei precedenti gradi di giudizio, ove venga dichiarata in fase di gravame ovvero in sede di legittimità, così come in sede di opposizione all’esecuzione. Viene, inoltre, dedicata particolare attenzione all’esperienza estera di alcuni dei principali Paesi di civil law, ossia: Germania e Francia. Significativi sono i tratti di comunanza tra la cessazione della materia del contendere e l’Erledigung der Hauptsache di cui al § 91a ZPO, nelle sue “sfaccettature” dell’übereinstimmende Erledigungserklärung e dell’einseitige Erledigungserklärung, in particolare da quanto ricavabile dalla giurisprudenza del Bundesgerichtshof. Al tempo stesso, elementi di affinità sono rinvenibili anche all’interno dell’ordinamento francese, specialmente nella transaction e nel jugement d’expédient ovvero nel jugement de donné acte, a loro volta riconducibili nel più ampio istituto del contrat judiciaire. L’esame si estende anche alle più recenti evoluzioni, sia normative che giurisprudenziali, in materia di processo amministrativo e di rito tributario: a differenza del processo civile, in entrambe le ipotesi la cessazione della materia del contendere è espressamente prevista ex lege. A conclusione dell’indagine si tenta di proporre una qualche prospettiva di riforma da parte del legislatore italiano, così da riconoscere, anche nel processo civile, autonomia logico-funzionale alla cessazione della materia del contendere.

/ Malatesta, Florin Costinel. - (2024).

Florin Costinel Malatesta
2024

Abstract

Lo studio ha ad oggetto la cessazione della materia del contendere, ossia un’ipotesi di mors litis che, sebbene non espressamente disciplinata nel codice di procedura civile, è di fondamentale importanza dal punto di vista sistematico-applicativo, in quanto quotidianamente impiegata nelle aule di giustizia. Prendendo le mosse dalle ricostruzioni offerte dalla dottrina, l’indagine si incentra sull’evoluzione di stampo necessariamente pretorio dell’istituto. Alla luce della più recente giurisprudenza, si pongono in luce le principali questioni sollevate da tale atipica modalità conclusiva del giudizio civile, tra cui: la natura meramente dichiarativa della pronuncia; la riconduzione di tale decisione all’ambito del rito ovvero del merito; il possibile impiego del criterio della “soccombenza virtuale” ai fini della rifusione delle spese processuali; la sorte dei provvedimenti resi nei precedenti gradi di giudizio, ove venga dichiarata in fase di gravame ovvero in sede di legittimità, così come in sede di opposizione all’esecuzione. Viene, inoltre, dedicata particolare attenzione all’esperienza estera di alcuni dei principali Paesi di civil law, ossia: Germania e Francia. Significativi sono i tratti di comunanza tra la cessazione della materia del contendere e l’Erledigung der Hauptsache di cui al § 91a ZPO, nelle sue “sfaccettature” dell’übereinstimmende Erledigungserklärung e dell’einseitige Erledigungserklärung, in particolare da quanto ricavabile dalla giurisprudenza del Bundesgerichtshof. Al tempo stesso, elementi di affinità sono rinvenibili anche all’interno dell’ordinamento francese, specialmente nella transaction e nel jugement d’expédient ovvero nel jugement de donné acte, a loro volta riconducibili nel più ampio istituto del contrat judiciaire. L’esame si estende anche alle più recenti evoluzioni, sia normative che giurisprudenziali, in materia di processo amministrativo e di rito tributario: a differenza del processo civile, in entrambe le ipotesi la cessazione della materia del contendere è espressamente prevista ex lege. A conclusione dell’indagine si tenta di proporre una qualche prospettiva di riforma da parte del legislatore italiano, così da riconoscere, anche nel processo civile, autonomia logico-funzionale alla cessazione della materia del contendere.
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