Il saggio indaga la nozione di sacro come categoria fondativa dell’esperienza umana e come dispositivo capace di strutturare lo spazio e il paesaggio, assumendo la Valle dell’Aniene – nel tratto a est di Roma – come caso studio emblematico. A partire dal quadro teorico delineato da Émile Durkheim e Mircea Eliade, il testo interpreta il sacro non come qualità intrinseca dei luoghi, bensì come esito di processi simbolici, rituali e sociali che nel tempo hanno separato, consacrato e reso significativi specifici ambiti territoriali. L’autrice evidenzia come la Valle dell’Aniene presenti una stratificazione di segni – necropoli, mausolei, santuari, monasteri, chiese rurali – che testimoniano la continuità e la trasformazione delle pratiche religiose dall’età antica al medioevo, fino alla contemporaneità. In particolare, il tratto compreso tra Roma e Tivoli conserva tracce di una sacralità diffusa oggi in parte occultata dall’urbanizzazione, mentre oltre Tivoli il paesaggio naturale – boschi, rilievi, corsi d’acqua – si configura come matrice privilegiata di esperienze monastiche e contemplative, culminate nei complessi benedettini di Subiaco. Il contributo propone una lettura integrata tra architettura, orografia e spiritualità, sottolineando il ruolo dei cammini e della mobilità lenta come strumenti conoscitivi e pratiche di riattivazione del paesaggio sacro. La guida si configura così non come mera catalogazione monumentale, ma come progetto culturale volto a restituire unità alla relazione tra memoria, identità collettiva e territorio, valorizzando il patrimonio materiale e immateriale attraverso un’esperienza consapevole del cammino.

Geografie del sacro a est di Roma / Capuano, Alessandra. - (2026), pp. 18-24.

Geografie del sacro a est di Roma

alessandra capuano
2026

Abstract

Il saggio indaga la nozione di sacro come categoria fondativa dell’esperienza umana e come dispositivo capace di strutturare lo spazio e il paesaggio, assumendo la Valle dell’Aniene – nel tratto a est di Roma – come caso studio emblematico. A partire dal quadro teorico delineato da Émile Durkheim e Mircea Eliade, il testo interpreta il sacro non come qualità intrinseca dei luoghi, bensì come esito di processi simbolici, rituali e sociali che nel tempo hanno separato, consacrato e reso significativi specifici ambiti territoriali. L’autrice evidenzia come la Valle dell’Aniene presenti una stratificazione di segni – necropoli, mausolei, santuari, monasteri, chiese rurali – che testimoniano la continuità e la trasformazione delle pratiche religiose dall’età antica al medioevo, fino alla contemporaneità. In particolare, il tratto compreso tra Roma e Tivoli conserva tracce di una sacralità diffusa oggi in parte occultata dall’urbanizzazione, mentre oltre Tivoli il paesaggio naturale – boschi, rilievi, corsi d’acqua – si configura come matrice privilegiata di esperienze monastiche e contemplative, culminate nei complessi benedettini di Subiaco. Il contributo propone una lettura integrata tra architettura, orografia e spiritualità, sottolineando il ruolo dei cammini e della mobilità lenta come strumenti conoscitivi e pratiche di riattivazione del paesaggio sacro. La guida si configura così non come mera catalogazione monumentale, ma come progetto culturale volto a restituire unità alla relazione tra memoria, identità collettiva e territorio, valorizzando il patrimonio materiale e immateriale attraverso un’esperienza consapevole del cammino.
2026
Passaggi della Valle dell’Aniene. Guida agli itinerari del sacro
978-88-229-2471-1
sacro; simboli; memoria; paesaggio
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Geografie del sacro a est di Roma / Capuano, Alessandra. - (2026), pp. 18-24.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1760243
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