Machiavelli fu un acuto osservatore delle cose della Magna, cioè delle vicende della Germania del suo tempo. Acuto e costante fu anche l’interesse della cultura tedesca per le opere di Machiavelli, a partire dalle discussioni politiche e religiose tra Cinquecento e Settecento, passando per la grande stagione della filosofia ottocentesca, fino ai dibattiti filosofici e politici del Novecento. Il volume attraversa la storia di questa duplice relazione, unendo aree scientifiche e scale cronologiche e geografiche diverse, con l’obiettivo di indagare le specificità della circolazione di Machiavelli nell’area tedesca in rapporto al quadro comparato europeo e globale. Si parte dunque dal contesto storico e politico in cui si situa l’interesse di Machiavelli per il mondo germanico, per poi tracciare una storia della sua ricezione tedesca dalla prima età moderna alla metà del Novecento. La sezione centrale del volume è dedicata in particolare al Seicento, nella prospettiva della storia intellettuale: oltre all’intreccio tra una circolazione obliqua e una vera e propria demonizzazione del Segretario fiorentino, questo secolo vede infatti l’emergere di sfere di interesse per la figura di Machiavelli che ancora attendono di essere indagate in modo ravvicinato, come ad esempio la sua fortuna nell’ambito del teatro gesuitico, dell’orientalistica, nella letteratura clandestina o nei dibattiti filosofici sulla trasmigrazione delle anime. Nella sezione conclusiva, si percorre infine l’arco che va dalla prima traduzione in tedesco del Principe per giungere, passando attraverso l’idealismo e il rovesciamento di prospettiva operato da Nietzsche, ai dibattiti filosofici e politici alle soglie della Seconda Guerra mondiale.
“Cose della Magna”. Machiavelli e il mondo tedesco / Biasiori, Lucio; Presezzi, Cora. - (2024).
“Cose della Magna”. Machiavelli e il mondo tedesco
Cora Presezzi
2024
Abstract
Machiavelli fu un acuto osservatore delle cose della Magna, cioè delle vicende della Germania del suo tempo. Acuto e costante fu anche l’interesse della cultura tedesca per le opere di Machiavelli, a partire dalle discussioni politiche e religiose tra Cinquecento e Settecento, passando per la grande stagione della filosofia ottocentesca, fino ai dibattiti filosofici e politici del Novecento. Il volume attraversa la storia di questa duplice relazione, unendo aree scientifiche e scale cronologiche e geografiche diverse, con l’obiettivo di indagare le specificità della circolazione di Machiavelli nell’area tedesca in rapporto al quadro comparato europeo e globale. Si parte dunque dal contesto storico e politico in cui si situa l’interesse di Machiavelli per il mondo germanico, per poi tracciare una storia della sua ricezione tedesca dalla prima età moderna alla metà del Novecento. La sezione centrale del volume è dedicata in particolare al Seicento, nella prospettiva della storia intellettuale: oltre all’intreccio tra una circolazione obliqua e una vera e propria demonizzazione del Segretario fiorentino, questo secolo vede infatti l’emergere di sfere di interesse per la figura di Machiavelli che ancora attendono di essere indagate in modo ravvicinato, come ad esempio la sua fortuna nell’ambito del teatro gesuitico, dell’orientalistica, nella letteratura clandestina o nei dibattiti filosofici sulla trasmigrazione delle anime. Nella sezione conclusiva, si percorre infine l’arco che va dalla prima traduzione in tedesco del Principe per giungere, passando attraverso l’idealismo e il rovesciamento di prospettiva operato da Nietzsche, ai dibattiti filosofici e politici alle soglie della Seconda Guerra mondiale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


