Il contributo rilegge la scena del risveglio di Usignolo negli Uccelli di Aristofane (Av. 209-222), interrogandosi sulla natura lirica o non lirica degli anapesti di Upupa. Attraverso un’analisi metrico-prosodica, stilistica e drammaturgica, si sostiene che essi vadano intesi come invocazione rituale non cantata, modellata su schemi eucologici. Questa sezione funge da soglia performativa tra parola e musica, anticipando l’intervento sonoro di Usignolo. Ne emerge una dialettica consapevole tra convenzione letteraria e realismo acustico, centrale per la poetica metateatrale della commedia.
Convenzione e realismo nella scena del risveglio di Usignolo: qualche riflessione a partire da Ar. Av. 209-222 / Marcucci, Andrea. - (2025), pp. 96-106.
Convenzione e realismo nella scena del risveglio di Usignolo: qualche riflessione a partire da Ar. Av. 209-222
Andrea Marcucci
2025
Abstract
Il contributo rilegge la scena del risveglio di Usignolo negli Uccelli di Aristofane (Av. 209-222), interrogandosi sulla natura lirica o non lirica degli anapesti di Upupa. Attraverso un’analisi metrico-prosodica, stilistica e drammaturgica, si sostiene che essi vadano intesi come invocazione rituale non cantata, modellata su schemi eucologici. Questa sezione funge da soglia performativa tra parola e musica, anticipando l’intervento sonoro di Usignolo. Ne emerge una dialettica consapevole tra convenzione letteraria e realismo acustico, centrale per la poetica metateatrale della commedia.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


