Il saggio analizza il carteggio intercorso tra Rosario Romeo e Pasquale Saraceno tra il 1961 e il 1980, conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato, come fonte privilegiata per ricostruire alcuni aspetti centrali della cultura del cosiddetto «nuovo meridionalismo» nel secondo dopoguerra. Attraverso l’esame di lettere e documenti relativi a progetti editoriali, iniziative culturali e attività istituzionali, il contributo mette in luce la convergenza tra lo storico e l’economista su temi quali il ruolo dell’industrializzazione nello sviluppo del Mezzogiorno, la funzione dell’intervento straordinario dello Stato e l’importanza della formazione delle classi dirigenti. Il saggio mostra come la riflessione storica fosse considerata da entrambi uno strumento essenziale per comprendere il dualismo territoriale italiano e orientare le politiche di sviluppo, in una prospettiva nazionale e unitaria. Particolare attenzione è dedicata alle posizioni di Romeo in relazione alla crisi degli anni Settanta e all’ordinamento regionale, nonché ai timori condivisi circa il rischio di frammentazione della questione meridionale. Il carteggio restituisce così un quadro articolato del dialogo tra storia ed economia all’interno di una delle più significative stagioni del meridionalismo repubblicano.
Aspetti della cultura del «nuovo meridionalismo» nel carteggio tra Rosario Romeo e Pasquale Saraceno (1961-1980) / Muschera', Mattia. - (2025), pp. 229-248.
Aspetti della cultura del «nuovo meridionalismo» nel carteggio tra Rosario Romeo e Pasquale Saraceno (1961-1980)
Mattia Muschera'
2025
Abstract
Il saggio analizza il carteggio intercorso tra Rosario Romeo e Pasquale Saraceno tra il 1961 e il 1980, conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato, come fonte privilegiata per ricostruire alcuni aspetti centrali della cultura del cosiddetto «nuovo meridionalismo» nel secondo dopoguerra. Attraverso l’esame di lettere e documenti relativi a progetti editoriali, iniziative culturali e attività istituzionali, il contributo mette in luce la convergenza tra lo storico e l’economista su temi quali il ruolo dell’industrializzazione nello sviluppo del Mezzogiorno, la funzione dell’intervento straordinario dello Stato e l’importanza della formazione delle classi dirigenti. Il saggio mostra come la riflessione storica fosse considerata da entrambi uno strumento essenziale per comprendere il dualismo territoriale italiano e orientare le politiche di sviluppo, in una prospettiva nazionale e unitaria. Particolare attenzione è dedicata alle posizioni di Romeo in relazione alla crisi degli anni Settanta e all’ordinamento regionale, nonché ai timori condivisi circa il rischio di frammentazione della questione meridionale. Il carteggio restituisce così un quadro articolato del dialogo tra storia ed economia all’interno di una delle più significative stagioni del meridionalismo repubblicano.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


