Mozia, piccola isola situata nella cuspide occidentale della Sicilia nello Stagnone di Marsala, rappresenta un osservatorio privilegiato per lo studio della cultura fenicia d’Occidente e un bacino di informazioni di grande valore. Occupata da un insediamento indigeno nel secondo millennio a.C. (Nigro 2016, Falsone 1988a), l’isola ospitò dall’inizio dell’VIII secolo a.C. una colonia fenicia . L’originario fondaco, localizzato nel quadrante meridionale dell’isola nei pressi della Porta Sud (Nigro 2015, Spagnoli 2014b: 196), diventò in poco più di un secolo un punto di riferimento economico nello scacchiere mediterraneo (Nigro e Spagnoli 2017): la sua posizione lungo la rotta che dal Levante, percorrendo la via delle piccole isole (Malta, isole Pelagie, isole Egadi), portava in Sardegna, alle Baleari e infine in Spagna, ne fece uno degli snodi strategici e fondamentali per i commerci mediterranei (Nigro 2016). Il settore meridionale dell’isola fu sede di una delle principali aree sacre della città: l’Area Sacra del Kothon (Nigro 2014a:492-493), dedicata alla coppia divina a capo del Pantheon fenicio, Baal e Astarte (Spagnoli 2013:157), con il Tempio di Baal (Nigro 2018:256-257), il tempio di Astarte (Nigro 2015:236-240, fig. 13) e il Santuario delle Acque Sacre, che ospitava un culto di Astarte. Questi edifici erano connessi fisicamente tramite canali sotterranei, e ideologicamente, per la centralità dell’acqua nel culto (Spagnoli 2014a: 98-99), al Kothon, la piscina sacra alimentata da una sorgente di acqua dolce, che sorgeva al centro del complesso (Nigro 2014b: 52-57, pl. II) (fig. 3). I diversi modi con cui sono rappresentate le persone divine di Astarte e di Baal nel lungo periodo di uso dell’area sacra e, più in generale, la coroplastica votiva ci restituiscono un quadro complesso delle correnti iconografiche e stilistiche presenti a Mozia dalla prima metà dell’VIII secolo a.C. all’epoca post-dionigiana (IV secolo a.C.).
Immagini di dee: produzione e fruizione nell'area sacra di Baal e Astarte a Mozia / Spagnoli, Federica. - (2025), pp. 299-330.
Immagini di dee: produzione e fruizione nell'area sacra di Baal e Astarte a Mozia
Federica SpagnoliPrimo
Writing – Original Draft Preparation
2025
Abstract
Mozia, piccola isola situata nella cuspide occidentale della Sicilia nello Stagnone di Marsala, rappresenta un osservatorio privilegiato per lo studio della cultura fenicia d’Occidente e un bacino di informazioni di grande valore. Occupata da un insediamento indigeno nel secondo millennio a.C. (Nigro 2016, Falsone 1988a), l’isola ospitò dall’inizio dell’VIII secolo a.C. una colonia fenicia . L’originario fondaco, localizzato nel quadrante meridionale dell’isola nei pressi della Porta Sud (Nigro 2015, Spagnoli 2014b: 196), diventò in poco più di un secolo un punto di riferimento economico nello scacchiere mediterraneo (Nigro e Spagnoli 2017): la sua posizione lungo la rotta che dal Levante, percorrendo la via delle piccole isole (Malta, isole Pelagie, isole Egadi), portava in Sardegna, alle Baleari e infine in Spagna, ne fece uno degli snodi strategici e fondamentali per i commerci mediterranei (Nigro 2016). Il settore meridionale dell’isola fu sede di una delle principali aree sacre della città: l’Area Sacra del Kothon (Nigro 2014a:492-493), dedicata alla coppia divina a capo del Pantheon fenicio, Baal e Astarte (Spagnoli 2013:157), con il Tempio di Baal (Nigro 2018:256-257), il tempio di Astarte (Nigro 2015:236-240, fig. 13) e il Santuario delle Acque Sacre, che ospitava un culto di Astarte. Questi edifici erano connessi fisicamente tramite canali sotterranei, e ideologicamente, per la centralità dell’acqua nel culto (Spagnoli 2014a: 98-99), al Kothon, la piscina sacra alimentata da una sorgente di acqua dolce, che sorgeva al centro del complesso (Nigro 2014b: 52-57, pl. II) (fig. 3). I diversi modi con cui sono rappresentate le persone divine di Astarte e di Baal nel lungo periodo di uso dell’area sacra e, più in generale, la coroplastica votiva ci restituiscono un quadro complesso delle correnti iconografiche e stilistiche presenti a Mozia dalla prima metà dell’VIII secolo a.C. all’epoca post-dionigiana (IV secolo a.C.).| File | Dimensione | Formato | |
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