Nel rifiutare l’idea di un’arte concepita come “illustrazione”, l’opera di Bacon si interroga, e ci interroga, sulla possibilità di un’arte che, ora, sa di dover esibire lo stesso enigma della sua genesi: il suo continuo oscillare tra astrazione e figurazione. Da un lato, dunque, l’autonomia di una forma che diventa l’unico soggetto dell’opera, e dall’altro, invece, la capacità che quest’ultima ha di parlare del mondo: il suo farsi mimesi di quel “grido” che è l’altro di ogni pittura. A profilarsi, così, è il paradosso di una critica del dato che presuppone sempre la sua incorporazione: l’assorbimento di quanto, nell’apparenza, preme per venire a manifestazione.
Francis Bacon. Il grido dell'invisibile / Valentini, Antonio. - (2026), pp. 9-165.
Francis Bacon. Il grido dell'invisibile
Antonio Valentini
2026
Abstract
Nel rifiutare l’idea di un’arte concepita come “illustrazione”, l’opera di Bacon si interroga, e ci interroga, sulla possibilità di un’arte che, ora, sa di dover esibire lo stesso enigma della sua genesi: il suo continuo oscillare tra astrazione e figurazione. Da un lato, dunque, l’autonomia di una forma che diventa l’unico soggetto dell’opera, e dall’altro, invece, la capacità che quest’ultima ha di parlare del mondo: il suo farsi mimesi di quel “grido” che è l’altro di ogni pittura. A profilarsi, così, è il paradosso di una critica del dato che presuppone sempre la sua incorporazione: l’assorbimento di quanto, nell’apparenza, preme per venire a manifestazione.| File | Dimensione | Formato | |
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