The essay examines the work of the Rome-based collective Orizzontale as a form of “urban upcycling,” in which transformation concerns not so much materials as public space and its latent potential. Active for over fifteen years, the collective operates across architecture, public art, and self-construction, favoring temporary and participatory interventions capable of reactivating forgotten places through the direct involvement of communities, residents, and institutions. Transitory time (the meanwhile) thus becomes an opportunity to build relationships, a sense of belonging, and new modes of using urban space, proposing an alternative and complementary strategy to top-down regeneration policies. Emblematic of this approach is the project 8 ½ (2014), realized for the YAP MAXXI program: an ephemeral and demountable installation that reuses beer kegs as lighting elements, transforming waste into an urban landmark and later into a design object. Through these interventions, Orizzontale shifts the focus from the object to the context, conceiving architecture as a tool for the social, spatial, and symbolic reactivation of the city.

Il saggio analizza il lavoro del collettivo romano Orizzontale come una pratica di “upcycling urbano”, in cui la trasformazione non riguarda tanto i materiali quanto lo spazio pubblico e le sue potenzialità latenti. Attivo da oltre quindici anni, il collettivo opera tra architettura, arte pubblica e autocostruzione, privilegiando interventi temporanei e partecipativi capaci di riattivare luoghi dimenticati attraverso il coinvolgimento diretto di comunità, abitanti e istituzioni. Il tempo transitorio (meanwhile) diventa così occasione per costruire relazioni, senso di appartenenza e nuove modalità d’uso dello spazio urbano, proponendo una strategia alternativa e complementare alle politiche di rigenerazione top-down. Emblematico di questo approccio è il progetto 8 ½ (2014), realizzato per il programma YAP MAXXI: un’installazione effimera e smontabile che reimpiega fusti di birra come elementi luminosi, trasformando uno scarto in landmark urbano e, successivamente, in oggetto di design. Attraverso questi interventi, Orizzontale sposta l’attenzione dall’oggetto al contesto, concependo l’architettura come strumento di riattivazione sociale, spaziale e simbolica della città.

Orizzontale. A Practice Based in Rome. Constructing Temporality / Reale, Luca. - (2026), pp. 247-249.

Orizzontale. A Practice Based in Rome. Constructing Temporality

luca reale
2026

Abstract

The essay examines the work of the Rome-based collective Orizzontale as a form of “urban upcycling,” in which transformation concerns not so much materials as public space and its latent potential. Active for over fifteen years, the collective operates across architecture, public art, and self-construction, favoring temporary and participatory interventions capable of reactivating forgotten places through the direct involvement of communities, residents, and institutions. Transitory time (the meanwhile) thus becomes an opportunity to build relationships, a sense of belonging, and new modes of using urban space, proposing an alternative and complementary strategy to top-down regeneration policies. Emblematic of this approach is the project 8 ½ (2014), realized for the YAP MAXXI program: an ephemeral and demountable installation that reuses beer kegs as lighting elements, transforming waste into an urban landmark and later into a design object. Through these interventions, Orizzontale shifts the focus from the object to the context, conceiving architecture as a tool for the social, spatial, and symbolic reactivation of the city.
2026
Upcycling Architecture in Italy since 1945
9791222328546
Il saggio analizza il lavoro del collettivo romano Orizzontale come una pratica di “upcycling urbano”, in cui la trasformazione non riguarda tanto i materiali quanto lo spazio pubblico e le sue potenzialità latenti. Attivo da oltre quindici anni, il collettivo opera tra architettura, arte pubblica e autocostruzione, privilegiando interventi temporanei e partecipativi capaci di riattivare luoghi dimenticati attraverso il coinvolgimento diretto di comunità, abitanti e istituzioni. Il tempo transitorio (meanwhile) diventa così occasione per costruire relazioni, senso di appartenenza e nuove modalità d’uso dello spazio urbano, proponendo una strategia alternativa e complementare alle politiche di rigenerazione top-down. Emblematico di questo approccio è il progetto 8 ½ (2014), realizzato per il programma YAP MAXXI: un’installazione effimera e smontabile che reimpiega fusti di birra come elementi luminosi, trasformando uno scarto in landmark urbano e, successivamente, in oggetto di design. Attraverso questi interventi, Orizzontale sposta l’attenzione dall’oggetto al contesto, concependo l’architettura come strumento di riattivazione sociale, spaziale e simbolica della città.
upcycling; temporary architecture; participation; tactical urbanism; self-construction; urban space
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Orizzontale. A Practice Based in Rome. Constructing Temporality / Reale, Luca. - (2026), pp. 247-249.
File allegati a questo prodotto
File Dimensione Formato  
Reale_Orizzontale_2026.pdf

accesso aperto

Note: frontespizio, indice, articolo
Tipologia: Versione editoriale (versione pubblicata con il layout dell'editore)
Licenza: Tutti i diritti riservati (All rights reserved)
Dimensione 2.75 MB
Formato Adobe PDF
2.75 MB Adobe PDF
Reale_Orizzontale-cover_2026.pdf

accesso aperto

Note: copertina, retro di copertina
Tipologia: Versione editoriale (versione pubblicata con il layout dell'editore)
Licenza: Tutti i diritti riservati (All rights reserved)
Dimensione 238.35 kB
Formato Adobe PDF
238.35 kB Adobe PDF

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1758946
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact