Anna Di Noto (Roma, 1939-2017) si laurea in Architettura a Roma nel 1966. Fondatrice del collettivo GRAU (Gruppo Romano Architetti Urbanisti), operativo dal 1964 al 1980, sostiene fin dall’inizio il recupero della centralità artistica nel fare architettonico a partire dal rapporto con la storia, principio al quale resterà fedele anche quando svilupperà la propria personale traiettoria. L’esordio progettuale si concretizza con il concorso del 1967 per i nuovi uffici della Camera dei Deputati a Roma e assume forma di manifesto programmatico “antimoderno” dell’intero gruppo che individua, sia nel rapporto con il passato sia nel dialogo tra arti visive e scienze, i processi generatori per un rinnovamento disciplinare. A partire dagli anni Settanta la traiettoria di Anna Di Noto, personalissima e al tempo stesso partecipata, percorre un terreno fecondo irrorato, prima dalle esperienze generate all’interno del collettivo, poi attraverso il sodalizio con Francesco Montuori, che si misura con un ampio registro di temi e di occasioni progettuali utilizzando costantemente il disegno quale strumento di indagine oltre che d’espressione. Dapprima con le altre “ragazze del GRAU” (Chiatante, Colucci e Nicolosi) affronta l’ambito più artistico e performativo del progetto effimero come quello generato dal lavoro Piranesi nei luoghi di Piranesi dove il progetto di allestimento coincide con la risignificazione dei luoghi della città e del territorio di Cori. In seguito, a partire da continuo dialogo con le istituzioni pubbliche, declina nelle forme più diverse, il progetto dell’esistente: dal restauro del paesaggio (S. Quirico d’Orcia, giardino di Piazza Vittorio a Roma) alla valorizzazione dei contesti urbani (centri storici di Camerino e Civitella Alfedena colpiti dal sisma), dal restauro filologico degli edifici (ricostruzione della Scena Prospettica nel Teatro Olimpico di Sabbioneta) alla risignificazioni dei contesti archeologici (Parco Archeologico ad Artena).
Anna Di Noto, la ragazza del GRAU. Dal radicalismo operativo al lavoro sull'esistente / Morgia, Federica. - (2025), pp. 326-331.
Anna Di Noto, la ragazza del GRAU. Dal radicalismo operativo al lavoro sull'esistente
Federica Morgia
2025
Abstract
Anna Di Noto (Roma, 1939-2017) si laurea in Architettura a Roma nel 1966. Fondatrice del collettivo GRAU (Gruppo Romano Architetti Urbanisti), operativo dal 1964 al 1980, sostiene fin dall’inizio il recupero della centralità artistica nel fare architettonico a partire dal rapporto con la storia, principio al quale resterà fedele anche quando svilupperà la propria personale traiettoria. L’esordio progettuale si concretizza con il concorso del 1967 per i nuovi uffici della Camera dei Deputati a Roma e assume forma di manifesto programmatico “antimoderno” dell’intero gruppo che individua, sia nel rapporto con il passato sia nel dialogo tra arti visive e scienze, i processi generatori per un rinnovamento disciplinare. A partire dagli anni Settanta la traiettoria di Anna Di Noto, personalissima e al tempo stesso partecipata, percorre un terreno fecondo irrorato, prima dalle esperienze generate all’interno del collettivo, poi attraverso il sodalizio con Francesco Montuori, che si misura con un ampio registro di temi e di occasioni progettuali utilizzando costantemente il disegno quale strumento di indagine oltre che d’espressione. Dapprima con le altre “ragazze del GRAU” (Chiatante, Colucci e Nicolosi) affronta l’ambito più artistico e performativo del progetto effimero come quello generato dal lavoro Piranesi nei luoghi di Piranesi dove il progetto di allestimento coincide con la risignificazione dei luoghi della città e del territorio di Cori. In seguito, a partire da continuo dialogo con le istituzioni pubbliche, declina nelle forme più diverse, il progetto dell’esistente: dal restauro del paesaggio (S. Quirico d’Orcia, giardino di Piazza Vittorio a Roma) alla valorizzazione dei contesti urbani (centri storici di Camerino e Civitella Alfedena colpiti dal sisma), dal restauro filologico degli edifici (ricostruzione della Scena Prospettica nel Teatro Olimpico di Sabbioneta) alla risignificazioni dei contesti archeologici (Parco Archeologico ad Artena).| File | Dimensione | Formato | |
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