Il contributo analizza l’opera di Esther Kinsky alla luce del dibattito contemporaneo sul Nature Writing di lingua tedesca, mettendo in discussione l’adeguatezza di questa categoria e proponendo invece la nozione di "testo-natura". Attraverso poesie, saggi e testi narrativi, Kinsky esplora territori marginali, perturbati e residuali, interpretati come superfici segnate da tracce naturali e antropiche che si stratificano nel tempo. Il concetto di "Gelände" designa uno spazio materiale e semantico aperto, inciso da perturbazioni che modificano il paesaggio e lo rendono leggibile come un palinsesto. La scrittura diventa essa stessa una forma di disturbo e di intervento, capace di registrare processi geologici, biologici e storici. Attraverso l’analisi di opere in poesia e in prosa, il saggio intende mostrare come la lingua di Kinsky assuma una dimensione materica e sensoriale, in cui suono, ritmo e nominazione partecipano alla costruzione di un rapporto non gerarchico tra soggetto e ambiente. Il testo-natura emerge così come spazio relazionale e liminale, affine all’idea di "Terzo paesaggio" (Clément), in cui la natura agisce come co-autrice e resiste a ogni tentativo di appropriazione simbolica univoca.
Terzo paesaggio, traccia e materia: il “testo-natura” di Esther Kinsky / Iacovella, Matteo. - (2025), pp. 161-177.
Terzo paesaggio, traccia e materia: il “testo-natura” di Esther Kinsky
Matteo Iacovella
2025
Abstract
Il contributo analizza l’opera di Esther Kinsky alla luce del dibattito contemporaneo sul Nature Writing di lingua tedesca, mettendo in discussione l’adeguatezza di questa categoria e proponendo invece la nozione di "testo-natura". Attraverso poesie, saggi e testi narrativi, Kinsky esplora territori marginali, perturbati e residuali, interpretati come superfici segnate da tracce naturali e antropiche che si stratificano nel tempo. Il concetto di "Gelände" designa uno spazio materiale e semantico aperto, inciso da perturbazioni che modificano il paesaggio e lo rendono leggibile come un palinsesto. La scrittura diventa essa stessa una forma di disturbo e di intervento, capace di registrare processi geologici, biologici e storici. Attraverso l’analisi di opere in poesia e in prosa, il saggio intende mostrare come la lingua di Kinsky assuma una dimensione materica e sensoriale, in cui suono, ritmo e nominazione partecipano alla costruzione di un rapporto non gerarchico tra soggetto e ambiente. Il testo-natura emerge così come spazio relazionale e liminale, affine all’idea di "Terzo paesaggio" (Clément), in cui la natura agisce come co-autrice e resiste a ogni tentativo di appropriazione simbolica univoca.| File | Dimensione | Formato | |
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