La relazione intende trattare il rischio incendio sui beni architettonici a partire dall’analisi di alcuni casi esemplari documentati, di incendi più o meno distruttivi, che nel corso degli ultimi secoli hanno fortemente danneggiato beni sia di natura architettonica che, conseguentemente, artistico-culturale contenuti all’interno. Gli eventi disastrosi di qualsiasi natura hanno sempre portato a un miglioramento degli accorgimenti tecnici della sicurezza, divenuti successivamente oggetto di leggi atte a prevenire i rischi dovuti a calamità naturali o antropiche. Seppure buona parte della storiografia architettonica corrente sembra non prendere coscienza di ciò, le normative hanno influenzato gran parte delle costruzioni e trasformazioni realizzate nell’arco del XX secolo. In particolare, negli ultimi decenni, alcuni casi clamorosi di incendi distruttivi su beni architettonici destinati ad attività culturali hanno dato l’input all’avvio di riforme normative antincendio sempre più stringenti. Tuttavia, l’analisi condotta rivela che il rispetto della normativa deve essere accompagnato da una serie di approfondimenti progettuali diversificati caso per caso, soprattutto quando si tratta di edifici storici, dotati di particolari vulnerabilità, spesso sottovalutate a causa della scarsa conoscenza delle caratteristiche architettoniche del bene. A tal fine, ancora una volta, emerge la necessità di una ricerca storica che, come previsto dal capitolo 8.5 Procedure per la valutazione della sicurezza e la redazione dei progetti, delle NTA 2018, metta in luce tutte le trasformazioni subite dall’opera architettonica, sia dal punto di vista strutturale e materiale, sia dal punto di vista delle modifiche geometriche e funzionali, spesso causa di una maggiore propagazione dell’incendio, che nella maggioranza dei casi si sviluppa ‘silenziosamente’ nei sotterranei e nei sottotetti, tradizionalmente ingombrati da materiali infiammabili accumulati nel corso dei secoli e impianti tecnologici inseriti in tempi più recenti.

Un rischio nascosto: cantine e sottotetti nei beni architettonici / Manfredi, Carmen Vincenza. - (2025). ( BENI ARCHITETTONICI E SICUREZZA TECNICA. Attualità e dimensioni del tema Roma, Italia ).

Un rischio nascosto: cantine e sottotetti nei beni architettonici

carmen vincenza manfredi
2025

Abstract

La relazione intende trattare il rischio incendio sui beni architettonici a partire dall’analisi di alcuni casi esemplari documentati, di incendi più o meno distruttivi, che nel corso degli ultimi secoli hanno fortemente danneggiato beni sia di natura architettonica che, conseguentemente, artistico-culturale contenuti all’interno. Gli eventi disastrosi di qualsiasi natura hanno sempre portato a un miglioramento degli accorgimenti tecnici della sicurezza, divenuti successivamente oggetto di leggi atte a prevenire i rischi dovuti a calamità naturali o antropiche. Seppure buona parte della storiografia architettonica corrente sembra non prendere coscienza di ciò, le normative hanno influenzato gran parte delle costruzioni e trasformazioni realizzate nell’arco del XX secolo. In particolare, negli ultimi decenni, alcuni casi clamorosi di incendi distruttivi su beni architettonici destinati ad attività culturali hanno dato l’input all’avvio di riforme normative antincendio sempre più stringenti. Tuttavia, l’analisi condotta rivela che il rispetto della normativa deve essere accompagnato da una serie di approfondimenti progettuali diversificati caso per caso, soprattutto quando si tratta di edifici storici, dotati di particolari vulnerabilità, spesso sottovalutate a causa della scarsa conoscenza delle caratteristiche architettoniche del bene. A tal fine, ancora una volta, emerge la necessità di una ricerca storica che, come previsto dal capitolo 8.5 Procedure per la valutazione della sicurezza e la redazione dei progetti, delle NTA 2018, metta in luce tutte le trasformazioni subite dall’opera architettonica, sia dal punto di vista strutturale e materiale, sia dal punto di vista delle modifiche geometriche e funzionali, spesso causa di una maggiore propagazione dell’incendio, che nella maggioranza dei casi si sviluppa ‘silenziosamente’ nei sotterranei e nei sottotetti, tradizionalmente ingombrati da materiali infiammabili accumulati nel corso dei secoli e impianti tecnologici inseriti in tempi più recenti.
2025
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