Hilda Selem (Split 1925 – Rome 2001), arrived in 1943 as a refugee from Dalmatia in Trieste, where she obtained her classical high school diploma. She continued her studies at Istituto Superiore di Architettura in Venice (student of Carlo Scarpa), and after two years she moved to Rome, where she graduated in Architecture at Sapienza University in 1949. Full Professor in Interior Architecture and furnishing at Faculty of Architecture in Sapienza, she began her teaching as volunteer assistant to Vittorio Ballio Morpurgo, in Interior Architecture, furnishing and decoration course. An interesting element of her teaching and research activity is the desire to open up to international panorama, establishing relationships with foreign universities and taking on the role of correspondent for Italy for the magazine The Architectural Review. She writes: “We wanted to escape the isolation and provincialism into which the twenty years of fascism and then the war had relegated us. We wanted to know what was happening in the world. (…) We wanted to understand, learn, grasp the meaning of 'modern architecture'". Her activity, in educational and professional fields - the latter also carried out in collaboration with A. Libera, M. Valori, M. Fiorentino, S. Lenci, Studio Passarelli - deals with the project on architectural and urban scale, up to the detailed "in the belief of a single project process that leads to the configuration of architecture in which detail is the verification and proof of truth". In this approach, interior design is considered an interpretation of space and a proposal for the "reform" of human living. Her belief is clearly expressed in her publications, in her university course programs, and in some projects. A point of view that characterizes the Italian tradition and more relevant than ever in the contemporary scientific debate.

La figura di Hilda Selem (Spalato 1925 – Roma 2001), come docente e architetto, non può prescindere dalla sua storia personale negli anni della formazione, segnata dalle vicende politiche della sua terra natia e dalla guerra. Cittadina italiana residente a Spalato, nel 1942 consegue la maturità classica a Trieste e nell’anno accademico 1942-43 si iscrive alla Facoltà di Architettura della Regia Università degli Studi di Roma. Nel settembre del 1943, si rifugia con la famiglia a Trieste come profuga dalla Dalmazia, divenendo partigiana combattente (1944*45). Per non interrompere gli studi universitari si trasferisce all’Istituto Superiore di Architettura di Venezia, dove incontra come allieva Carlo Scarpa. Nel 1946 si trasferisce nuovamente a Roma, dove si Laurea in Architettura alla Sapienza nel 1949. Professore ordinario in Architettura degli Interni e Arredamento alla Facoltà di Architettura di Sapienza ha iniziato il suo impegno didattico come assistente volontario di Vittorio Ballio Morpurgo, nel corso di Architettura degli Interni, arredamento e decorazione. Un elemento di interesse della sua attività didattica e di ricerca è il desiderio di aprirsi al panorama internazionale, tessendo numerosi rapporti con Università straniere e assumendo l’incarico di corrispondente per l’Italia della rivista The Architectural Review. Lei stessa afferma: “Noi volevamo uscire dall'isolamento e dal provincialismo in cui il ventennio fascista e poi la guerra ci avevano relegati. Volevamo conoscere quanto avveniva nel mondo. (…) Volevamo capire, imparare, cogliere il significato dell’‘architettura moderna’". La sua attività progettuale, sia in ambito didattico che professionale - svolta quest’ultima anche in collaborazione con A. Libera, M. Valori, M. Fiorentino, S. Lenci, lo Studio Passarelli - si confronta con il progetto dalla scala architettonica e urbana, fino al disegno di dettaglio “nella convinzione di un unico processo progettuale che porta alla configurazione di un’architettura nella quale “il dettaglio è la verifica e prova di verità”. In questo approccio, il progetto di interni si configura come interpretazione dello spazio e proposta di “riforma” del vivere umano. Il suo credo è con chiarezza espresso nelle pubblicazioni, nei programmi didattici dei suoi insegnamenti, in alcuni progetti. Un punto di vista che caratterizza una tradizione specificatamente italiana e più che mai attuale nel dibattito scientifico contemporaneo.

Hilda Selem, il progetto architettonico come "riforma" del vivere umano / Guarini, Paola. - (2025), pp. 99-102.

Hilda Selem, il progetto architettonico come "riforma" del vivere umano

Guarini, Paola
2025

Abstract

Hilda Selem (Split 1925 – Rome 2001), arrived in 1943 as a refugee from Dalmatia in Trieste, where she obtained her classical high school diploma. She continued her studies at Istituto Superiore di Architettura in Venice (student of Carlo Scarpa), and after two years she moved to Rome, where she graduated in Architecture at Sapienza University in 1949. Full Professor in Interior Architecture and furnishing at Faculty of Architecture in Sapienza, she began her teaching as volunteer assistant to Vittorio Ballio Morpurgo, in Interior Architecture, furnishing and decoration course. An interesting element of her teaching and research activity is the desire to open up to international panorama, establishing relationships with foreign universities and taking on the role of correspondent for Italy for the magazine The Architectural Review. She writes: “We wanted to escape the isolation and provincialism into which the twenty years of fascism and then the war had relegated us. We wanted to know what was happening in the world. (…) We wanted to understand, learn, grasp the meaning of 'modern architecture'". Her activity, in educational and professional fields - the latter also carried out in collaboration with A. Libera, M. Valori, M. Fiorentino, S. Lenci, Studio Passarelli - deals with the project on architectural and urban scale, up to the detailed "in the belief of a single project process that leads to the configuration of architecture in which detail is the verification and proof of truth". In this approach, interior design is considered an interpretation of space and a proposal for the "reform" of human living. Her belief is clearly expressed in her publications, in her university course programs, and in some projects. A point of view that characterizes the Italian tradition and more relevant than ever in the contemporary scientific debate.
2025
Donne e Progetto. Figure dell'architettura e del design nell'Italia contemporanea
978-88-229-2338-7
La figura di Hilda Selem (Spalato 1925 – Roma 2001), come docente e architetto, non può prescindere dalla sua storia personale negli anni della formazione, segnata dalle vicende politiche della sua terra natia e dalla guerra. Cittadina italiana residente a Spalato, nel 1942 consegue la maturità classica a Trieste e nell’anno accademico 1942-43 si iscrive alla Facoltà di Architettura della Regia Università degli Studi di Roma. Nel settembre del 1943, si rifugia con la famiglia a Trieste come profuga dalla Dalmazia, divenendo partigiana combattente (1944*45). Per non interrompere gli studi universitari si trasferisce all’Istituto Superiore di Architettura di Venezia, dove incontra come allieva Carlo Scarpa. Nel 1946 si trasferisce nuovamente a Roma, dove si Laurea in Architettura alla Sapienza nel 1949. Professore ordinario in Architettura degli Interni e Arredamento alla Facoltà di Architettura di Sapienza ha iniziato il suo impegno didattico come assistente volontario di Vittorio Ballio Morpurgo, nel corso di Architettura degli Interni, arredamento e decorazione. Un elemento di interesse della sua attività didattica e di ricerca è il desiderio di aprirsi al panorama internazionale, tessendo numerosi rapporti con Università straniere e assumendo l’incarico di corrispondente per l’Italia della rivista The Architectural Review. Lei stessa afferma: “Noi volevamo uscire dall'isolamento e dal provincialismo in cui il ventennio fascista e poi la guerra ci avevano relegati. Volevamo conoscere quanto avveniva nel mondo. (…) Volevamo capire, imparare, cogliere il significato dell’‘architettura moderna’". La sua attività progettuale, sia in ambito didattico che professionale - svolta quest’ultima anche in collaborazione con A. Libera, M. Valori, M. Fiorentino, S. Lenci, lo Studio Passarelli - si confronta con il progetto dalla scala architettonica e urbana, fino al disegno di dettaglio “nella convinzione di un unico processo progettuale che porta alla configurazione di un’architettura nella quale “il dettaglio è la verifica e prova di verità”. In questo approccio, il progetto di interni si configura come interpretazione dello spazio e proposta di “riforma” del vivere umano. Il suo credo è con chiarezza espresso nelle pubblicazioni, nei programmi didattici dei suoi insegnamenti, in alcuni progetti. Un punto di vista che caratterizza una tradizione specificatamente italiana e più che mai attuale nel dibattito scientifico contemporaneo.
Architettura, Roma Sapienza; progetto di Interni; spazio architettonico; disegno di dettaglio; vivere umano
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Hilda Selem, il progetto architettonico come "riforma" del vivere umano / Guarini, Paola. - (2025), pp. 99-102.
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