Il contributo analizza la fortuna critica della Merda d’artista di Piero Manzoni, dalla sua prima esposizione alla grande retrospettiva organizzata nel febbraio del 1971 da Palma Bucarelli e Germano Celant alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Questa mostra segna uno spartiacque nella vicenda critica della Merda d’artista. Le scatolette furono infatti l’oggetto di una polemica pubblica innescata dall’interrogazione del parlamentare democristiano Guido Bernardi che il 23 febbraio del 1971 aveva interpellato il Ministro della Pubblica Istruzione, Riccardo Misasi, in merito alla scelta di Bucarelli di esporre i barattoli di Merda d’artista. Passata alla storia come esempio eclatante dell’arretratezza culturale di parte della classe politica e della stampa italiana, l’interrogazione ha però come effetto collaterale quello di spingere alcuni tra i più accorti critici del tempo a riflettere, per la prima volta, sul significato dell’opera manzoniana. Il saggio prende in esame questo episodio, attraverso l’analisi di documenti d’archivio, in parte inediti, per comprendere sia le dinamiche culturali e politiche legate alla direzione Bucarelli, sia le prime letture critiche che hanno contribuito a gettare le basi per la letteratura critica più recente sulla Merda d’artista.
The Cans of Contention at the Galleria Nazionale d'Arte Moderna. Fortunes and Misfortunes of Merda d'artista (1963-1971) / Perna, Raffaella. - (2025), pp. 244-261.
The Cans of Contention at the Galleria Nazionale d'Arte Moderna. Fortunes and Misfortunes of Merda d'artista (1963-1971)
Raffaella Perna
2025
Abstract
Il contributo analizza la fortuna critica della Merda d’artista di Piero Manzoni, dalla sua prima esposizione alla grande retrospettiva organizzata nel febbraio del 1971 da Palma Bucarelli e Germano Celant alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Questa mostra segna uno spartiacque nella vicenda critica della Merda d’artista. Le scatolette furono infatti l’oggetto di una polemica pubblica innescata dall’interrogazione del parlamentare democristiano Guido Bernardi che il 23 febbraio del 1971 aveva interpellato il Ministro della Pubblica Istruzione, Riccardo Misasi, in merito alla scelta di Bucarelli di esporre i barattoli di Merda d’artista. Passata alla storia come esempio eclatante dell’arretratezza culturale di parte della classe politica e della stampa italiana, l’interrogazione ha però come effetto collaterale quello di spingere alcuni tra i più accorti critici del tempo a riflettere, per la prima volta, sul significato dell’opera manzoniana. Il saggio prende in esame questo episodio, attraverso l’analisi di documenti d’archivio, in parte inediti, per comprendere sia le dinamiche culturali e politiche legate alla direzione Bucarelli, sia le prime letture critiche che hanno contribuito a gettare le basi per la letteratura critica più recente sulla Merda d’artista.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


