A prima vista, parlare insieme di patrimonio culturale, pace ed economia dei diritti umani può sembrare un accostamen-to inatteso, quasi ardito: tre dimensioni che appartengono a tradizioni disciplinari diverse, con linguaggi, strumenti e obiettivi propri. Eppure questo volume dimostra quan-to tali ambiti siano, nella realtà contemporanea, profon-damente interdipendenti. Se il patrimonio culturale cu-stodisce il senso di continuità delle comunità umane, la pace rappresenta la condizione essenziale per la sua tra-smissione, mentre l’economia dei diritti umani fornisce il quadro etico e operativo attraverso cui immaginare mo-delli di sviluppo equi e sostenibili. Il lettore troverà in queste pagine un mosaico di pro-spettive, affidato a personalità accademiche, istituzionali e artistiche che, pur provenendo da esperienze diverse, condividono una medesima visione: la cultura non è un orpello, ma una infrastruttura di pace, uno spazio di di-ritti, una risorsa strategica per le generazioni presenti e future. La Magnifica Rettrice Antonella Polimeni apre il vo-lume (Cap. 1) guidando il lettore nel riconoscere come la missione dell’università pubblica — formazione, ricerca, responsabilità sociale — trovi nel patrimonio culturale un terreno di dialogo tra scienze, istituzioni e cittadinanza. Nel solco della riflessione sulla funzione educativa, Anna Maria Giannini (Cap. 2) e Margherita Cassano (Cap. 3) approfondiscono la dimensione psicologica e giuridica dei diritti, mostrando come tutela, legalità e benessere collettivo siano condizioni essenziali per una società ca-pace di custodire e valorizzare la propria memoria. La relazione tra cultura e cittadinanza si fa ancora più tangibile nell’analisi di Irene Baldriga (Cap. 4), che prende avvio da un progetto espositivo dedicato a Martin Luther King per interrogarsi sull’attualità della sua eredi-tà etica e sulla capacità delle arti di stimolare consapevo-lezza, responsabilità e partecipazione. Il cuore economico del volume trova spazio nei con-tributi di Francesco Vigliarolo (Cap. 5) e Fabio Porta (Cap. 6), che sottolineano come la crisi delle società contempo-ranee — segnata da individualismo, disuguaglianze e perdita di fiducia — richieda un nuovo nomos globale ca-pace di coniugare economia, dignità umana e cooperazio-ne internazionale. Nella stessa direzione, Gianni Lattanzio (Cap. 7) esplora la centralità dei diritti economici, sociali e culturali, oggi più che mai imprescindibili per leggere le fratture e le opportunità dei sistemi globali. Il volume accoglie inoltre riflessioni sulla dimen-sione inclusiva e organizzativa delle nostre società. Paola Paoloni (Cap. 8) affronta il tema del gender diversity ma-nagement come fondamento di una governance sostenibi-le, mentre Valeria Panebianco (Cap. 9) amplia la prospet-tiva alle trasformazioni sociali e culturali che influenzano i processi di sviluppo e analizza il rapporto tra salute, di-ritti e cultura: un approccio che mette in luce come benes-sere fisico, salute mentale e coesione sociale siano stret-tamente connessi al modo in cui le comunità vivono, in-terpretano e condividono il proprio patrimonio culturale. È una visione che ricorda quanto la salute non sia solo as-senza di malattia, ma un equilibrio complesso che com-prende l’identità, la memoria, la dignità e la partecipa-zione. Quando parliamo di pace ed economia dei diritti, non possiamo ignorare le grandi sfide planetarie: cam-biamento climatico, gestione delle risorse naturali, transi-zione ecologica. Giovanni Battista Andreozzi (Cap. 10) approfondisce questi temi offrendo una visione integrata che connette ambiente, diritti civili ed economia circolare. La dimensione globale viene illuminata anche dal contri-buto di Cristina Giudici e Giuliana Polo (Cap. 11), che analizzano dinamiche demografiche e migratorie dell’Africa subsahariana, mostrando come stabilità, svi-luppo umano e pace siano inscindibili. Il rapporto tra economia, diritti e patrimonio cultura-le è affrontato da Donatella Strangio (Cap. 12), che pro-pone una lettura innovativa a partire dal PNRR Cultural Heritage e dal progetto CREST – Spoke 9: un esempio con-creto di come le politiche europee e nazionali possano fa-re del patrimonio culturale una leva di inclusione, cresci-ta e coesione, in linea con gli obiettivi di Next Generation EU. Il volume accoglie anche forme diverse di testimo-nianza culturale. Alejandro Marmo (Cap. 13) offre una ri-flessione artistica sul valore dell’inutile che si trasforma in futuro, sull’abbraccio come gesto simbolico di pace e di riconciliazione. Chiude il volume Rita Valenzuela (Cap. 14), che attraversa la memoria dolorosa delle Sorelle Mi-rabal per gettare luce sulle violenze di genere di oggi, ri-cordandoci che non c’è pace senza giustizia, né cultura senza diritti. Cosa lega dunque questi contributi così diversi? Tre idee fondamentali: A. La cultura come spazio di diritti. Il patrimonio non è materia inerte: è un diritto da proteggere e un dovere da trasmettere, un territo-rio in cui identità e dignità trovano riconoscimen-to. B. La pace come costruzione quotidiana. La pace non è solo assenza di conflitto, ma la pre-senza di istituzioni giuste, di memoria condivisa, di uguaglianza, di partecipazione. C. L’economia dei diritti umani come nuovo para-digma. Uscire dalle crisi richiede modelli econo-mici che mettano al centro le persone, i beni co-muni, la sostenibilità e il valore della diversità. Questo volume è dunque più di una raccolta di saggi: è una mappa interdisciplinare, un invito a ripensare il no-stro tempo attraverso un approccio capace di unire saperi diversi per una prospettiva comune. Parlare insieme di cultural heritage, pace ed economia dei diritti umani significa riconoscere che la cultura non è un settore fra tanti, ma un tessuto connettivo che permette alle società di essere in-clusive, resilienti, democratiche. È la condizione per co-struire un futuro più giusto, per questa e per le prossime generazioni.

Introduzione (a Pace, Cultural Heritage, Economia dei diritti umani) / Strangio, Donatella. - (2025), pp. 7-10. - MIGRAZIONI - MIGRATIONS. [10.4458/8490].

Introduzione (a Pace, Cultural Heritage, Economia dei diritti umani)

donatella strangio
Primo
2025

Abstract

A prima vista, parlare insieme di patrimonio culturale, pace ed economia dei diritti umani può sembrare un accostamen-to inatteso, quasi ardito: tre dimensioni che appartengono a tradizioni disciplinari diverse, con linguaggi, strumenti e obiettivi propri. Eppure questo volume dimostra quan-to tali ambiti siano, nella realtà contemporanea, profon-damente interdipendenti. Se il patrimonio culturale cu-stodisce il senso di continuità delle comunità umane, la pace rappresenta la condizione essenziale per la sua tra-smissione, mentre l’economia dei diritti umani fornisce il quadro etico e operativo attraverso cui immaginare mo-delli di sviluppo equi e sostenibili. Il lettore troverà in queste pagine un mosaico di pro-spettive, affidato a personalità accademiche, istituzionali e artistiche che, pur provenendo da esperienze diverse, condividono una medesima visione: la cultura non è un orpello, ma una infrastruttura di pace, uno spazio di di-ritti, una risorsa strategica per le generazioni presenti e future. La Magnifica Rettrice Antonella Polimeni apre il vo-lume (Cap. 1) guidando il lettore nel riconoscere come la missione dell’università pubblica — formazione, ricerca, responsabilità sociale — trovi nel patrimonio culturale un terreno di dialogo tra scienze, istituzioni e cittadinanza. Nel solco della riflessione sulla funzione educativa, Anna Maria Giannini (Cap. 2) e Margherita Cassano (Cap. 3) approfondiscono la dimensione psicologica e giuridica dei diritti, mostrando come tutela, legalità e benessere collettivo siano condizioni essenziali per una società ca-pace di custodire e valorizzare la propria memoria. La relazione tra cultura e cittadinanza si fa ancora più tangibile nell’analisi di Irene Baldriga (Cap. 4), che prende avvio da un progetto espositivo dedicato a Martin Luther King per interrogarsi sull’attualità della sua eredi-tà etica e sulla capacità delle arti di stimolare consapevo-lezza, responsabilità e partecipazione. Il cuore economico del volume trova spazio nei con-tributi di Francesco Vigliarolo (Cap. 5) e Fabio Porta (Cap. 6), che sottolineano come la crisi delle società contempo-ranee — segnata da individualismo, disuguaglianze e perdita di fiducia — richieda un nuovo nomos globale ca-pace di coniugare economia, dignità umana e cooperazio-ne internazionale. Nella stessa direzione, Gianni Lattanzio (Cap. 7) esplora la centralità dei diritti economici, sociali e culturali, oggi più che mai imprescindibili per leggere le fratture e le opportunità dei sistemi globali. Il volume accoglie inoltre riflessioni sulla dimen-sione inclusiva e organizzativa delle nostre società. Paola Paoloni (Cap. 8) affronta il tema del gender diversity ma-nagement come fondamento di una governance sostenibi-le, mentre Valeria Panebianco (Cap. 9) amplia la prospet-tiva alle trasformazioni sociali e culturali che influenzano i processi di sviluppo e analizza il rapporto tra salute, di-ritti e cultura: un approccio che mette in luce come benes-sere fisico, salute mentale e coesione sociale siano stret-tamente connessi al modo in cui le comunità vivono, in-terpretano e condividono il proprio patrimonio culturale. È una visione che ricorda quanto la salute non sia solo as-senza di malattia, ma un equilibrio complesso che com-prende l’identità, la memoria, la dignità e la partecipa-zione. Quando parliamo di pace ed economia dei diritti, non possiamo ignorare le grandi sfide planetarie: cam-biamento climatico, gestione delle risorse naturali, transi-zione ecologica. Giovanni Battista Andreozzi (Cap. 10) approfondisce questi temi offrendo una visione integrata che connette ambiente, diritti civili ed economia circolare. La dimensione globale viene illuminata anche dal contri-buto di Cristina Giudici e Giuliana Polo (Cap. 11), che analizzano dinamiche demografiche e migratorie dell’Africa subsahariana, mostrando come stabilità, svi-luppo umano e pace siano inscindibili. Il rapporto tra economia, diritti e patrimonio cultura-le è affrontato da Donatella Strangio (Cap. 12), che pro-pone una lettura innovativa a partire dal PNRR Cultural Heritage e dal progetto CREST – Spoke 9: un esempio con-creto di come le politiche europee e nazionali possano fa-re del patrimonio culturale una leva di inclusione, cresci-ta e coesione, in linea con gli obiettivi di Next Generation EU. Il volume accoglie anche forme diverse di testimo-nianza culturale. Alejandro Marmo (Cap. 13) offre una ri-flessione artistica sul valore dell’inutile che si trasforma in futuro, sull’abbraccio come gesto simbolico di pace e di riconciliazione. Chiude il volume Rita Valenzuela (Cap. 14), che attraversa la memoria dolorosa delle Sorelle Mi-rabal per gettare luce sulle violenze di genere di oggi, ri-cordandoci che non c’è pace senza giustizia, né cultura senza diritti. Cosa lega dunque questi contributi così diversi? Tre idee fondamentali: A. La cultura come spazio di diritti. Il patrimonio non è materia inerte: è un diritto da proteggere e un dovere da trasmettere, un territo-rio in cui identità e dignità trovano riconoscimen-to. B. La pace come costruzione quotidiana. La pace non è solo assenza di conflitto, ma la pre-senza di istituzioni giuste, di memoria condivisa, di uguaglianza, di partecipazione. C. L’economia dei diritti umani come nuovo para-digma. Uscire dalle crisi richiede modelli econo-mici che mettano al centro le persone, i beni co-muni, la sostenibilità e il valore della diversità. Questo volume è dunque più di una raccolta di saggi: è una mappa interdisciplinare, un invito a ripensare il no-stro tempo attraverso un approccio capace di unire saperi diversi per una prospettiva comune. Parlare insieme di cultural heritage, pace ed economia dei diritti umani significa riconoscere che la cultura non è un settore fra tanti, ma un tessuto connettivo che permette alle società di essere in-clusive, resilienti, democratiche. È la condizione per co-struire un futuro più giusto, per questa e per le prossime generazioni.
2025
Pace, Cultural Heritage, Economia dei diritti umani
9788833658490
Pace; Economia dei diritti Umani; Cultural heritage
02 Pubblicazione su volume::02g Introduzione in volume
Introduzione (a Pace, Cultural Heritage, Economia dei diritti umani) / Strangio, Donatella. - (2025), pp. 7-10. - MIGRAZIONI - MIGRATIONS. [10.4458/8490].
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1758056
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