Questo volume — Cultural Heritage, Pace, Economia dei Diritti Umani — nasce, come ha sottolineato Antonella Polimeni, dalle riflessioni di un workshop su pace ed economia dei diritti umani e dall’incontro tra saperi diversi (storia, demografia, economia, management aziendale, medicina), istituzioni, artisti e personali-tà pubbliche che condividono un orizzonte comune: il patrimo-nio culturale non è solo memoria del passato, ma leva strategica per sviluppo sostenibile, coesione sociale, diritti e prevenzione dei conflitti. La pluralità degli autori riflette una convinzione pratica e teo-rica: la tutela e la valorizzazione del patrimonio richiedono ap-procci trasversali. Storici e demografi offrono chiavi per com-prendere continuità e trasformazioni di comunità; economisti e aziendalisti traducono queste risorse in modelli di sostenibilità economica e gestione strategica; medici e operatori sociali evi-denziano il ruolo del patrimonio nella salute mentale, nel benes-sere collettivo e nella resilienza delle comunità; artisti e istitu-zioni immaginano pratiche di partecipazione e rigenerazione cul-turale. Insieme costruiscono una mappa d’intervento che collega identità culturale, diritti culturali e contesti economici e istitu-zionali. Perché questa convergenza è importante anche nel quadro del PNRR / NextGenerationEU? Il PNRR italiano inserisce il patri-monio culturale tra le priorità della Missione 1 — “Digitalizza-zione, innovazione, competitività, cultura” — con interventi de-dicati a «Patrimonio culturale per la prossima generazione», di-gitalizzazione e messa in sicurezza che mirano non solo alla con-servazione ma alla fruizione, alla resilienza e all’attrattività terri-toriale. Allo stesso tempo, la dimensione europea NextGenerationEU ha riconosciuto la cultura come elemento cruciale per la ripresa: le risorse dedicate a cultura e industrie creative nelle diverse NRRP ammontano a cifre significative e rendono la cultura uno strumento di politica pubblica per la crescita e l’occupazione. Il patrimonio culturale agisce inoltre come fattore di pace e coesione: conservare e valorizzare luoghi, pratiche e memorie contribuisce a ricostruire identità collettive, facilitare il dialogo e prevenire l’escalation dei conflitti, specialmente in contesti post-crisi. Progetti che coinvolgono comunità locali rafforzano capita-le sociale e partecipazione civica — condizioni favorevoli alla stabilità e alla tutela dei diritti umani. Dal punto di vista dei diritti umani, il riconoscimento dei di-ritti culturali — il diritto di accesso, partecipazione e godimento del patrimonio culturale — spinge a ripensare politiche che co-niughino tutela con inclusione sociale e accesso. Organismi inter-nazionali come UNESCO e l’OHCHR sottolineano come l’accesso alla cultura e alla memoria sia intimamente collegato agli obbli-ghi di promuovere, proteggere e realizzare diritti economici, so-ciali e culturali. Cosa ha unito dunque gli autori di questo libro? Un obiettivo comune: tradurre la tutela del patrimonio in pra-tiche che generino valore pubblico — sociale, economico e civico — senza ridurlo a mera risorsa turistica. Una metodologia interdisciplinare: politiche efficaci richiedo-no dati demografici, analisi economiche, competenze gestionali, e sensibilità culturali e mediche per progettare interventi sostenibi-li e giusti. Un impegno per la governance inclusiva: coinvolgere comuni-tà, istituzioni e operatori culturali significa rispettare diritti, sti-molare partecipazione e rendere i progetti più efficaci e legittimi. Dunque, questo lavoro collettaneo vuole essere uno strumen-to operativo e riflessivo per policy-maker, accademici, professio-nisti della cultura e operatori civici: fornisce analisi, casi di stu-dio e proposte concrete per integrare il patrimonio culturale nelle strategie di sviluppo e di ripresa, come quelle promosse dal PNRR e da NextGenerationEU. Mettere al centro tali collegamenti — patrimonio, pace, eco-nomia dei diritti umani — significa progettare interventi più ro-busti, sostenibili e giusti, capaci di restituire valore pubblico alle comunità presenti e future.
Economia diritti umani e patrimonio culturale. Valorizzazione e prospettive di pace. Una riflessione a partire dal PNRR5Cultural Heriage- CREST Spoke9 / Strangio, Donatella. - (2025), pp. 141-147. - MIGRAZIONI - MIGRATIONS. [10.4458/8490].
Economia diritti umani e patrimonio culturale. Valorizzazione e prospettive di pace. Una riflessione a partire dal PNRR5Cultural Heriage- CREST Spoke9
Donatella StrangioPrimo
2025
Abstract
Questo volume — Cultural Heritage, Pace, Economia dei Diritti Umani — nasce, come ha sottolineato Antonella Polimeni, dalle riflessioni di un workshop su pace ed economia dei diritti umani e dall’incontro tra saperi diversi (storia, demografia, economia, management aziendale, medicina), istituzioni, artisti e personali-tà pubbliche che condividono un orizzonte comune: il patrimo-nio culturale non è solo memoria del passato, ma leva strategica per sviluppo sostenibile, coesione sociale, diritti e prevenzione dei conflitti. La pluralità degli autori riflette una convinzione pratica e teo-rica: la tutela e la valorizzazione del patrimonio richiedono ap-procci trasversali. Storici e demografi offrono chiavi per com-prendere continuità e trasformazioni di comunità; economisti e aziendalisti traducono queste risorse in modelli di sostenibilità economica e gestione strategica; medici e operatori sociali evi-denziano il ruolo del patrimonio nella salute mentale, nel benes-sere collettivo e nella resilienza delle comunità; artisti e istitu-zioni immaginano pratiche di partecipazione e rigenerazione cul-turale. Insieme costruiscono una mappa d’intervento che collega identità culturale, diritti culturali e contesti economici e istitu-zionali. Perché questa convergenza è importante anche nel quadro del PNRR / NextGenerationEU? Il PNRR italiano inserisce il patri-monio culturale tra le priorità della Missione 1 — “Digitalizza-zione, innovazione, competitività, cultura” — con interventi de-dicati a «Patrimonio culturale per la prossima generazione», di-gitalizzazione e messa in sicurezza che mirano non solo alla con-servazione ma alla fruizione, alla resilienza e all’attrattività terri-toriale. Allo stesso tempo, la dimensione europea NextGenerationEU ha riconosciuto la cultura come elemento cruciale per la ripresa: le risorse dedicate a cultura e industrie creative nelle diverse NRRP ammontano a cifre significative e rendono la cultura uno strumento di politica pubblica per la crescita e l’occupazione. Il patrimonio culturale agisce inoltre come fattore di pace e coesione: conservare e valorizzare luoghi, pratiche e memorie contribuisce a ricostruire identità collettive, facilitare il dialogo e prevenire l’escalation dei conflitti, specialmente in contesti post-crisi. Progetti che coinvolgono comunità locali rafforzano capita-le sociale e partecipazione civica — condizioni favorevoli alla stabilità e alla tutela dei diritti umani. Dal punto di vista dei diritti umani, il riconoscimento dei di-ritti culturali — il diritto di accesso, partecipazione e godimento del patrimonio culturale — spinge a ripensare politiche che co-niughino tutela con inclusione sociale e accesso. Organismi inter-nazionali come UNESCO e l’OHCHR sottolineano come l’accesso alla cultura e alla memoria sia intimamente collegato agli obbli-ghi di promuovere, proteggere e realizzare diritti economici, so-ciali e culturali. Cosa ha unito dunque gli autori di questo libro? Un obiettivo comune: tradurre la tutela del patrimonio in pra-tiche che generino valore pubblico — sociale, economico e civico — senza ridurlo a mera risorsa turistica. Una metodologia interdisciplinare: politiche efficaci richiedo-no dati demografici, analisi economiche, competenze gestionali, e sensibilità culturali e mediche per progettare interventi sostenibi-li e giusti. Un impegno per la governance inclusiva: coinvolgere comuni-tà, istituzioni e operatori culturali significa rispettare diritti, sti-molare partecipazione e rendere i progetti più efficaci e legittimi. Dunque, questo lavoro collettaneo vuole essere uno strumen-to operativo e riflessivo per policy-maker, accademici, professio-nisti della cultura e operatori civici: fornisce analisi, casi di stu-dio e proposte concrete per integrare il patrimonio culturale nelle strategie di sviluppo e di ripresa, come quelle promosse dal PNRR e da NextGenerationEU. Mettere al centro tali collegamenti — patrimonio, pace, eco-nomia dei diritti umani — significa progettare interventi più ro-busti, sostenibili e giusti, capaci di restituire valore pubblico alle comunità presenti e future.| File | Dimensione | Formato | |
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